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Il Crati, la sua auspicabile riserva naturale, e le mille ferite
di cui è vittima lungo le centinaia di chilometri percorsi per
attraversare l’intera provincia e sfociare nello Jonio sibarita,
proprio al confine tra i territori comunali di Cassano e
Corigliano. Di questo e altro s’è discusso sabato sera in un
convegno organizzato dal Circolo cittadino della Margherita e
ospitato dall’auditorium “Francesco Toscano” di Lauropoli.
Coordinata dal giornalista Gianpaolo Iacobini e affollata da un
pubblico numeroso, la discussione ha snocciolato tre relazioni
affidate ad altrettante giovani professioniste. Dovevano essere
quattro, ma è stata bloccata dall’influenza Flavia Curcio,
presidente dell’associazione che gestisce le due riserve
naturali aperte sul fiume più lungo della Calabria:
“Sibari-Corigliano” e “Tarsia”.
Ha aperto i lavori Maria Rosaria Console, cui è stato affidato
il compito di esaminare gli aspetti relativi alla tutela
giuridica delle riserve naturali. La giovane professionista, tra
l’altro, ha messo in risalto particolari curiosi, per non dire
inquietanti. A cominciare dall’anomalia rappresentata da una
riserva che coinvolge diversi Comuni ma che la legge ha affidato
alla gestione di un solo Municipio. Perdippiù, in mancanza di
una regolamentazione specifica. Perché non è ancora stato
approvato lo Statuto che dovrebbe disciplinare attività e
funzionamento dell’area protetta. Il biologo e naturalista
Francesco Sottile ha raccontato il ricco patrimonio faunistico
della riserva naturale del fiume Crati, aiutando la comprensione
del pubblico con diapositive doc. Tra le tante informazioni
garantite a platea e convegnisti, il dottor Sottile ha chiarito
che nell’area del corso d’acqua vivono addirittura 126 specie
diverse di uccelli. Maria Carmela Falcone, esperta di marketing,
ha tracciato un excursus delle possibili ipotesi di sviluppo
turistico legate a un sagace impiego delle riserve naturali
regionali del Crati e di Tarsia.
Agli interventi dei tre relatori è seguito il dibattito. Il
dirigente scolastico del Liceo cittadino “R. L. Satriani”, Aldo
Viola, che ha precisato come gli studenti e la scuola in primo
luogo devono avere un ruolo centrale nella creazione di una
coscienza naturalistica e storica circa la realtà locale. Il
dirigente provinciale dei Verdi, Salvatore Caruso, ha affondato
il dito nella dolorosa piaga rappresentata dalla poca incisività
dei controlli su quanto accade attorno al Crati, e sulle troppe
deficienze legislative che lasciano impunito anche quel poco
accertato. Dal dirigente regionale dei Democratici di sinistra,
Francesco Tricoci, l’invito al Comune di Cassano per assumere il
ruolo di ente capofila nel processo di risanamento e
valorizzazione dell’area del Crati.
L’ex consigliere comunale, Marcellino Alunni Pattoia, in coda,
ha citato le responsabilità della classe dirigente locale per la
mancata attribuzione al Comune di Cassano di poteri gestionali
sulla riserva del Crati.
Domenico Marino |