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Martedì 27 Gennaio 2004

Cassano Ionio - «Teniamoci stretta la Costituzione»


«Più ci allontaneremo da questa e più saremo poveri», ha dichiarato l’ex ministro degli Affari regionali Agazio Loiero sventolando una copia della Costituzione a conclusione del dibattito seguito alla presentazione del suo libro “Il patto di ferro. Berlusconi, Bossi e la devolution contro il Sud con i voti del Sud” ospitata sabato sera dall’aula magna del Liceo cittadino. Coordinati dal giornalista Gianpaolo Iacobini, i lavori sono stati aperti dal preside padrone di casa, Aldo Viola, che ha recensito il saggio del parlamentare soffermandosi anzitutto sull’attualità e il valore della carta costituzionale. Viola ha sviscerato e messo in primo piano implicazioni e complicazioni del federalismo nel panorama italiano, e ribadito senza mezzi termini l’esistenza di una questione meridionale, pure oggi. Infine, ha chiesto a se stesso e a Loiero la necessità di una riforma federalista in questa Italia.
È seguito l’intervento dell’autore nonché vice presidente del gruppo della Margherita a Montecitorio, il quale ha illuminato l’uditorio circa la differenza sostanziale che ha subito il concetto di meridione nella classe politica nazionale e non solo in essa. Ecco perché, a suo parere, un iter federalista è inevitabile. «Cancellarlo -ha aggiunto- sembrerebbe una battaglia di retroguardia pure per il centrosinistra. Tuttavia, possiamo organizzarci e difenderci adeguatamente, anzitutto contando su una classe dirigente nuova che riscopra il valore della politica. Se rimaniamo uniti, Bossi non vincerà». L’ex ministro ha citato un’analisi della “Svimez” circa le conseguenza di un fereralismo bossista sulle tasche degli italiani, marcando che mentre nelle regioni settentrionali la pressione fiscale rimarrebbe pressoché identica, nel resto del Paese salirebbe in maniera progressiva, raggiungendo in Calabria un picco di +50%.
L’ex sindaco e parlamentare popolare, Giuseppe Aloise, ha sottolineato l’incoerenza di spappolare uno Stato con una costituzione centralistica, non nascondendo tuttavia le conseguenze negative per le regioni, a esempio, provocate da una finanza statale centralizzata. «Le ha deresponsabilizzate, con conseguenze non certo positive». Aloise ha chiuso non demonizzando a trecentosessanta gradi il federalismo, ma indicando come utile uno “cooperativo e solidale”.

 Domenico Marino

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