|
«Più
ci allontaneremo da questa e più saremo poveri», ha dichiarato
l’ex ministro degli Affari regionali Agazio Loiero sventolando
una copia della Costituzione a conclusione del dibattito seguito
alla presentazione del suo libro “Il patto di ferro. Berlusconi,
Bossi e la devolution contro il Sud con i voti del Sud” ospitata
sabato sera dall’aula magna del Liceo cittadino. Coordinati dal
giornalista Gianpaolo Iacobini, i lavori sono stati aperti dal
preside padrone di casa, Aldo Viola, che ha recensito il saggio
del parlamentare soffermandosi anzitutto sull’attualità e il
valore della carta costituzionale. Viola ha sviscerato e messo
in primo piano implicazioni e complicazioni del federalismo nel
panorama italiano, e ribadito senza mezzi termini l’esistenza di
una questione meridionale, pure oggi. Infine, ha chiesto a se
stesso e a Loiero la necessità di una riforma federalista in
questa Italia.
È seguito l’intervento dell’autore nonché vice presidente del
gruppo della Margherita a Montecitorio, il quale ha illuminato
l’uditorio circa la differenza sostanziale che ha subito il
concetto di meridione nella classe politica nazionale e non solo
in essa. Ecco perché, a suo parere, un iter federalista è
inevitabile. «Cancellarlo -ha aggiunto- sembrerebbe una
battaglia di retroguardia pure per il centrosinistra. Tuttavia,
possiamo organizzarci e difenderci adeguatamente, anzitutto
contando su una classe dirigente nuova che riscopra il valore
della politica. Se rimaniamo uniti, Bossi non vincerà». L’ex
ministro ha citato un’analisi della “Svimez” circa le
conseguenza di un fereralismo bossista sulle tasche degli
italiani, marcando che mentre nelle regioni settentrionali la
pressione fiscale rimarrebbe pressoché identica, nel resto del
Paese salirebbe in maniera progressiva, raggiungendo in Calabria
un picco di +50%.
L’ex sindaco e parlamentare popolare, Giuseppe Aloise, ha
sottolineato l’incoerenza di spappolare uno Stato con una
costituzione centralistica, non nascondendo tuttavia le
conseguenze negative per le regioni, a esempio, provocate da una
finanza statale centralizzata. «Le ha deresponsabilizzate, con
conseguenze non certo positive». Aloise ha chiuso non
demonizzando a trecentosessanta gradi il federalismo, ma
indicando come utile uno “cooperativo e solidale”.
Domenico Marino |