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Venerdì 09 Gennaio 2004

Sibari –  Concerto nel segno della speranza


Concerto di Natale nel segno della speranza: Sibari canta per l’avvenire.
Ricordare, non dimenticare. Ad esempio, che, nonostante il progresso, la povertà non è mai stata debellata. Che a fame e miseria si aggiungono sovente morte e disperazione, per guerre e crudeltà. E poi, ancora, che non di solo pane vive l’uomo, ma anche di cultura e fede. Difficile spiegarlo con le parole. Meglio cantarlo. Ci hanno provato, riuscendoci, i volontari che hanno dato vita al concerto di Natale, tenutosi nei giorni scorsi, a ridosso dell’Epifania, nella chiesa sibarita di Sant’Eusebio.
È andata così: ad organizzare l’evento sono stati i cantori del centro artistico musicale “Il setticlavio”, attivo dal 1996, diretto da due giovani maestri, Maria Risolè e Giuseppe Praino. Qualche tempo fa, dal “Setticlavio” è nato, come per gemmazione, il coro delle “Note colorate”, composto da fanciulli del luogo. A loro si sono uniti gli aedi del coro della chiesa di Sant’Eusebio. Insieme, guidati da Maria Risolè, hanno dato vita al concerto della pace e dell’amore, davanti a centinaia di persone. A far da padrone di casa, e da padrino dell’iniziativa, il parroco di Sant’Eusebio, padre Lazzaro Longobardi. A lui il compito di presentare ed aprire la serata. Proseguita con l’impeccabile esecuzione di brani a tema: “Sui fiumi di Babilonia”, il gospel “Let my people go”. Poi, ancora, “Aggiungi un posto a tavola” e “Jesus Christ superstar”, tratti dagli omonimi musical. Tra un pezzo e l’altro, spazio alla memoria ed alla riflessione. Prima con l’Ave Maria intonata da una ragazza extracomunitaria che da pochi mesi tempo vive a Sibari. Quindi con la consegna dei doni, da parte della comunità sibarita, ai bambini extracomunitari. Giochi e balocchi sono stati affidati a Franco Ferrarese, instancabile responsabile del centro ascolto Caritas parrocchiale dedicato alla memoria di Francesco Sancineto. Sarà lui, nei prossimi giorni, a curarne la distribuzione direttamente nelle mani dei tanti bimbi rimasti senza patria ma accolti ora dal gran cuore di Sibari.
È finita tra gli applausi e qualche lacrima, mentre un cantore declamava, ad alta voce, un pensiero figlio del cuore: <<Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono>>. Il miglior canto possibile per l’auspicio di un futuro diverso.

Gianpaolo Iacobini

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