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Le
ombre del dissesto: Anthony Gioia si rivolge alla Corte dei
Conti ed ai Ministri degli Interni e delle Finanze chiedendo il
ripristino della legalità violata.
Lui è un commercialista, nonché revisore contabile. In passato,
sia pur per breve tempo, ha ricoperto anche incarichi di natura
politica in Municipio. Adesso, da privato cittadino, con una
lettera si rivolge, nell’ordine, alla Corte dei Conti, al
Ministero degli Interni ed a quello delle Finanze. Perché? Per
segnalare, dice, le presunte irregolarità che fanno da contorno
al dissesto finanziario del Comune di Cassano e perorare il
ripristino della legalità.
Lui è Anthony Gioia. Scrive: <<Il piano di estinzione delle
passività pregresse, predisposto nel 2000 dalla Commissione
straordinaria di liquidazione, è un mostro burocratico>>. Inizio
pepato, prosieguo salato. <<La procedura di acquisizione e
gestione dei mezzi finanziari per il risanamento – aggiunge –
s’è limitata alla contrazione del mutuo con oneri a totale
carico dello Stato, mentre la procedura di liquidazione e
pagamento della massa passiva si è limitata al pagamento dei
crediti assistiti da privilegio>>. Ancora: nel mirino sempre la
Commissione straordinaria. <<Non ha approvato il rendiconto
della gestione delle passività pregresse, che andava
approvato>>, lamenta Gioia, <<entro il 21 novembre 2002>>.
L’anomalia farebbe il paio, sostiene il professionista sibarita,
<<con la mancata individuazione, da parte del consiglio
comunale, dei soggetti responsabili dei debiti non ammessi alla
liquidazione, atto che avrebbe dovuto essere adottato entro l’1
novembre 2002>>.
Avanti: tocca a Palazzo di città. <<Il rendiconto per
l’esercizio finanziario 2002 – sottolinea Gioia – è stato
approvato il 19 novembre scorso: avrebbe dovuto esserlo entro
il 30 giugno 2003. Peraltro, la ricognizione dello stato
d’attuazione dei programmi, da attuarsi entro il termine
perentorio del 30 settembre, è stata effettuata dal commissario
prefettizio solo in data 21 novembre scorso. Ne è emerso un
deficit finanziario effettivo pari a più di 15 milioni di euro,
per un indebitamento complessivo ammontante ad oltre 21 milioni
di euro>>. Possibili spiegazioni dei ritardi secondo Gioia: <<La
Finanziaria 2004 stronca la strategia perseguita dall’ente, di
accollare i propri debiti al bilancio dello Stato>>. Ovvero: si
pensava, attestando il mancato riequilibrio di bilancio, di
poter sistemare tutto attingendo alle casse statali. <<Così non
può essere – ribadisce Gioia – poiché sulla richiesta di mutuo
integrativo grava l’irregolare procedura di acquisizione e
gestione dei mezzi finanziari per il risanamento>>.
Mancherebbero, inoltre, i fondi necessari. Se ne potrebbe
uscire, secondo il commercialista sibarita, avvalendosi dello
strumento della procedura straordinaria, cui tuttavia <<non s’è
fatto ricorso, pur sussistendone i presupposti>>.
Conclusioni: <<Si invitano le signorie loro a verificare se non
ricorrano le condizioni per riportare ordine e legalità nella
gestione finanziaria del Comune di Cassano>>. Ossequi e
ringraziamenti, firmato Anthony Gioia. S’attendono ora risposte.
Dai destinatari della missiva, ma, se possibile, anche dalle
parti chiamate in causa.
Gianpaolo Iacobini |