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Siamo ai giorni della verità: domani e domenica si voterà
(15.870 gli aventi diritti: 8.806 donne e 7.784 maschi), lunedì
pomeriggio dopo Europee e Provinciali si scrutineranno le schede
Comunali. Ieri notte s’è chiusa la campagna elettorale ufficiale
con parole a iosa, bandiere al vento, manifesti selvaggi
incollati dappertutto, e in generale una ostentazione di forza
che dovrebbe servire a convincere qualche indeciso a salire sul
carro del... vincitore. Oggi e domani saranno giorni di “lavoro”
ancora più intenso perché dopo alle parole dovranno seguire i
fatti raccogliendo materialmente i voti, uno per uno.
Appostamenti dinanzi ai seggi, auto piene di benzina pronte per
prelevare a domicilio elettori anziani e/o indecisi. Per
qualcuno in difficoltà con la scrittura, pronti i normografi (si
parla di 2,5 euro a pezzo) grazie ai quali basterà inserire la
matita nel solco e farle seguire il tratto per non sbagliare.
Fondamentali i fac-simile per orientare l’elettore poco attento
nella giungla di tre schede con decine di nomi e simboli
multicolori: 14 candidati al consiglio provinciale, 6 papabili
sindaci con 10 liste e 193 candidati al consiglio comunale.
Chiuse le urne alle 22 di domani, ci sarà qualche ora di
relativa calma per lo spoglio delle Europee. La bolgia vera
scatterà alle 15 di lunedì, quando le 21 sezioni scrutineranno
prima le Provinciali e poi le Comunali. Non mancheranno accese
discussioni dei rappresentanti di lista coi presidenti di
seggio, tra loro e con il resto del mondo alla ricerca del voto.
Decisi i candidati promossi al ballottaggio comunale o il
trionfatore al primo turno (ipotesi improbabile) abbonderanno
gioia e sorrisi a 32 denti di qua, musi lunghi e delusione di
là. Prima di ricominciare per il faccia a faccia di domenica 27
giugno. Ma quella è tutta un’altra storia!
Da martedì sarà almeno parzialmente frenato lo stomachevole
buonismo a tappeto che per giorni ha segnato il clima cittadino,
con candidati sempre sorridenti, pronti a stringere mani e
offrire caffé o aperitivi mentre fino a ieri tenevano serrate
labbra e portafogli, e fermavano le mani in tasca.
Eppure, non si può negare che soprattutto dopo il ballottaggio
sarà inevitabile un pizzico di tristezza perché si spegneranno
le luci di sezioni accese da giorni, si smorzerà il clima di
festa, si svuoteranno i marciapiedi, non ci saranno comizi a
ogni ora e angolo, le auto non strombazzeranno mille annunci, al
bar si dovrà tornare a pagare da sé. Cassano tornerà a essere
una cittadina quasi normale, con un sindaco e un consiglio
comunale nuovo di zecca, ma soprattutto con mille problemi da
risolvere.
Domenico Marino |