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Giugno - Luglio 2004

Cassano. La nuova carta dei Comuni.


Nella nuova geografia economica il Comune assume il ruolo di propulsore dello sviluppo locale. La politica centralistica è in affanno (riscoperta del territorio, dello spazio della storia e la globalizzazione), ma non scompare, anzi si integra a quelle locali.  Sarà l’Italia dei Comuni e dei sindaci intraprendenti e innovativi (col federalismo – no Stato federale – i Comuni oltre all’esercizio amministrativo, esercitano anche il potere legislativo nelle materie di loro competenza). Per anni l’amministrazione pubblica ha scaricato sul sistema economico dei costi esterni (lentezza procedimentale, burocrazia ed inefficacia). È sempre esistito un divario tra tempi amministrativi ed economici finanziari. Tra le tante, Cassano è stato afflitto anche da questa malattia che i nuovi orizzonti di geopolitica impongono di sanare. Dal bizantinismo (sistema lento e farraginoso) si dovrà passare a quello dell’UE caratterizzato da cooperazione,partecipazione, condivisione e sussidiarietà. È  nata la carta dei Comuni. I motivi del cambiamento? Almeno tre, di natura economica/finanziaria (bisogno di risanare la finanza pubblica), geopolitica (adeguamento all’UE) e sistemico (dopo un’unione economica urge una amministrativa e politica). Dobbiamo pensare al Comune come a tre sfere: norme, azienda, competenze e attore sociale. La carta dei Comuni si fonda su principi di collaborazione, partecipazione e condivisione (bilancio, piano regolatore e policy partecipate) dei cittadini alla politica locale. I Comuni devono rispondere a quattro controlli: di legittimità (normativo, ma anche a canoni di efficienza ed efficacia), di gestione (il Comune è visto come un’azienda, con dirigenti e dipendenti che debbono rispondere sia alle norme che  a criteri di economicità, efficienza ed efficacia), e strategico (il Comune come attore sociale). La piramide (potere politico, dirigenti e dipendenti) così come prevede il D.lgs 165/2001 si fa sempre più piatta (più partecipazione, condivisione e democrazia). Ma chi controllerà? Il Sindaco,i dirigenti, i dipendenti e i cittadini (urge un nuovo sistema tecnologico E-democracy che consenta agli stessi di proporre, lamentarsi, controllare,partecipare e pagare on-line). In un contesto debole e lento come quello cassanese, come dovrà riorganizzarsi la macchina amministrativa? Le innovazioni riguardano cinque parole chiave (semplificazione, tecnologie, controllo, condivisione e sussidiarietà). Si deve costruire un sistema forte, coeso e competente e irrobustire le relazioni tra le altre PA viciniore e gli altri attori sparsi sul territorio: Chiesa, sindacati, imprese, associazioni, Provincia e Regione. Tutti devono dire e proporre cosa fare delle potenzialità del territorio cassanese (policy  partecipate) in modo da creare un sistema a rete con unità d’intenti. Il Comune deve pensare ad una dotazione organica – no pianta organica- composta da competenze varie (economisti, politologi, sociologi e statistici). Queste sono idee di politiche pubbliche e buone pratiche a livello comunale che accelererebbero la civinics rispetto alla storia lunga. Sono innovazioni, non solo tecniche ed incrementali ma, soprattutto, sociali e istituzionali coniugabili con la parola sviluppo locale. Questa non è teoria, come pensano i pessimisti ad oltranza, i qualunquisti e i disinformati, ma buone pratiche, sperimentate con successo al Nord e al Centro Sud . Allora Cassano svegliati è tempo di cambiare!

Salvatore Cataldi,
esperto dello sviluppo locale

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