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Nella nuova geografia economica il Comune assume il ruolo di
propulsore dello sviluppo locale. La politica centralistica è in
affanno (riscoperta del territorio, dello spazio della storia e
la globalizzazione), ma non scompare, anzi si integra a quelle
locali. Sarà l’Italia dei Comuni e dei sindaci
intraprendenti e innovativi (col federalismo – no Stato federale
– i Comuni oltre all’esercizio amministrativo, esercitano anche
il potere legislativo nelle materie di loro competenza). Per
anni l’amministrazione pubblica ha scaricato sul sistema
economico dei costi esterni (lentezza procedimentale, burocrazia
ed inefficacia). È sempre esistito un divario tra tempi
amministrativi ed economici finanziari. Tra le tante, Cassano è
stato afflitto anche da questa malattia che i nuovi orizzonti di
geopolitica impongono di sanare. Dal bizantinismo (sistema lento
e farraginoso) si dovrà passare a quello dell’UE caratterizzato
da cooperazione,partecipazione, condivisione e sussidiarietà. È
nata la carta dei Comuni. I motivi del cambiamento? Almeno tre,
di natura economica/finanziaria (bisogno di risanare la finanza
pubblica), geopolitica (adeguamento all’UE) e sistemico (dopo
un’unione economica urge una amministrativa e politica).
Dobbiamo pensare al Comune come a tre sfere: norme, azienda,
competenze e attore sociale. La carta dei Comuni si fonda su
principi di collaborazione, partecipazione e condivisione
(bilancio, piano regolatore e policy partecipate) dei cittadini
alla politica locale. I Comuni devono rispondere a quattro
controlli: di legittimità (normativo, ma anche a canoni di
efficienza ed efficacia), di gestione (il Comune è visto come
un’azienda, con dirigenti e dipendenti che debbono rispondere
sia alle norme che a criteri di economicità, efficienza ed
efficacia), e strategico (il Comune come attore sociale). La
piramide (potere politico, dirigenti e dipendenti) così come
prevede il D.lgs 165/2001 si fa sempre più piatta (più
partecipazione, condivisione e democrazia). Ma chi controllerà?
Il Sindaco,i dirigenti, i dipendenti e i cittadini (urge un
nuovo sistema tecnologico E-democracy che consenta agli stessi
di proporre, lamentarsi, controllare,partecipare e pagare
on-line). In un contesto debole e lento come quello cassanese,
come dovrà riorganizzarsi la macchina amministrativa? Le
innovazioni riguardano cinque parole chiave (semplificazione,
tecnologie, controllo, condivisione e sussidiarietà). Si deve
costruire un sistema forte, coeso e competente e irrobustire le
relazioni tra le altre PA viciniore e gli altri attori sparsi
sul territorio: Chiesa, sindacati, imprese, associazioni,
Provincia e Regione. Tutti devono dire e proporre cosa fare
delle potenzialità del territorio cassanese (policy
partecipate) in modo da creare un sistema a rete con unità
d’intenti. Il Comune deve pensare ad una dotazione organica – no
pianta organica- composta da competenze varie (economisti,
politologi, sociologi e statistici). Queste sono idee di
politiche pubbliche e buone pratiche a livello comunale che
accelererebbero la civinics rispetto alla storia lunga.
Sono innovazioni, non solo tecniche ed incrementali ma,
soprattutto, sociali e istituzionali coniugabili con la parola
sviluppo locale. Questa non è teoria, come pensano i pessimisti
ad oltranza, i qualunquisti e i disinformati, ma buone pratiche,
sperimentate con successo al Nord e al Centro Sud . Allora
Cassano svegliati è tempo di cambiare!
Salvatore Cataldi,
esperto dello sviluppo locale |