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In due per la poltrona di sindaco: la città attende il
ballottaggio per conoscere il nome del prossimo sindaco. intanto
fa festa, eleggendo due consiglieri alla Provincia.
Sorprese, trasversalismi, bocciature eccellenti. Le elezioni che
non t’aspetti. Cominciano con i dati che regala lo spoglio delle
Europee. L’Ulivo unito non va oltre il 19%. Forza Italia si
ferma al 13, An sale all’11, come il Nuovo Psi e l’Udc. Tra i
partiti minori spiccano il buon 6% dei Verdi e del Patto Segni,
la flessione di Rifondazione comunista, lo striminzito 2% dell’Udeur.
Volti pagina e trovi le sorprese. Sono le elezioni per il
rinnovo del consiglio provinciale. Mario Oliverio, candidato
presidente, fa il pieno di voti nella città dove non ha mai
tenuto neppure un comizio e doppia l’alfiere del centrodestra,
Mimmo Barile. Finisce 60 a 30, con le briciole lasciate agli
altri quattro aspiranti presidenti. L’eco dello scrutinio segna
la strada del tramonto di Roberto Senise, capogruppo consiliare
uscente di Fi. In cinque anni dal nulla alla Provincia al Comune
ed infine di nuovo all’anonimato. Splende invece la stella
socialista: Rosetta Console, timoniera dell’impossibile,
riconquista un seggio che ai socialisti cassanesi mancava da
vent’anni. Inaspettato, poi, il successo del giovane Luigi
Garofalo, che trascina l’Udeur al 14% e s’aggiudica uno scranno.
Da segnalare: ottimo risultato per Udc, Verdi e Nuovo Psi. Sotto
la media la Margherita, male Rc. Ai minimi storici, invece, i Ds:
poco oltre il 4%, che rispetto al 1999 perdono qualcosa come
mille voti.
Dulcis in fundo, le comunali. Il centrosinistra, diviso, butta
alle ortiche un patrimonio costituito, nel complesso, da oltre
settemila voti. Il listone adduciano non sfonda e s’arresta al
20% o poco più. Luigi Adduci, candidato sindaco, supera quota
2000 ma resta fuori dal ballottaggio. Come lui anche Franca
Peruzzi, che difende bene i colori della Margherita ma non va
oltre una brillante soddisfazione personale. Clamoroso, al
contrario, il tonfo di Salvatore Frasca: la sua candidatura era
stata sottoscritta da duemila persone. I voti ricevuti non hanno
superato le 1249 preferenze. Quasi non fanno notizia i 280
consensi raccolti dalla civica guidata da Salvatore Minervini.
In coda, spazio ai padroni della scena: Giovanni Papasso
raggranella 2927 suffragi, tanti quanti le liste a lui
collegate, lo Sdi e “Insieme per Cassano”. Al secondo turno se
la vedrà con i 2423 voti raccolti da Gianluca Gallo, versante
Udc, sostenuto, oltre che dal proprio partito, da altre due
civiche. Nota di colore: Gallo ha intercettato trecento voti in
più rispetto al bottino messo insieme dalle proprie liste.
Segnalazioni particolari, che valgono come medaglie al valor
politico: i candidati consiglieri che raccolgono il maggior
numero di preferenze sono stati il verde Salvatore Caruso (347),
il diessino Federico Carlucci (236), il centrista Mimmo Lione
(196), l’ex popolare Antonio Martucci (216), il socialista
Domenico Martino (182), il socialista riformista Stefano
Petrosino (156).
Spunti per commenti e riflessioni. La campagna elettorale,
intanto, continua. Tra vinti, vincitori e pretendenti al trono.
Gianpaolo Iacobini |