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Venerdì 18 Giugno 2004

Sibari – Stombi, in cassa integrazione i dipendenti dei Cantieri nautici


In cassa integrazione i dipendenti dei Cantieri nautici. <<Il sequestro dello Stombi ed il divieto di navigabilità – dicono gli amministratori dell’impresa sibarita – ci porteranno alla chiusura>>.
Pagano i lavoratori. Lo spettro dei licenziamenti s’agita sulle teste di una decina d’operai e delle loro famiglie. Lo Stombi, il canale delle nebbie, rischia d’inghiottire loro, insieme a tante altre verità mai venute a galla. Il presente: lo Stombi è sotto sequestro giudiziario. Per anni, almeno dal 1991 ai giorni nostri, sostengono la Guardia Costiera e la Procura di Castrovillari, il canale che unisce al mare aperto le darsene del porto turistico dei laghi di Sibari è stato gestito da “persone da identificare”, nel più assoluto dispregio delle norme di sicurezza e delle leggi italiche. Nessuno, neppure di fronte al provvedimento giudiziario, ha reclamato la paternità del dispettoso rigagnolo. L’unica risposta giunge da un’impresa, la Casa Bianca group, proprietaria dei Cantieri nautici. S’annunciano la cassa integrazione e la prospettiva di licenziamenti.
Parla Tonino Vuoto, vicepresidente della Casa Bianca group. Offre una sua personale versione dei fatti. Anzitutto, una conferma: <<Abbiamo avanzato richiesta di cassa integrazione per i nostri dipendenti, a partire dal primo luglio prossimo e per tredici settimane>>. Poi, le motivazioni della scelta. Legate al <<perdurare del divieto di navigabilità dello Stombi, posto sotto sequestro>>. <<Numerosi clienti di diversa nazionalità – dice Vuoto – sono impossibilitati a prendere il largo con le loro imbarcazioni. Le istanze rivolte all’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano, tendenti ad ottenere l’autorizzazione al transito, sotto la personale responsabilità, sono state respinte perché non ci sarebbero le condizioni atte a garantire il passaggio delle imbarcazioni in condizioni di sicurezza>>. Ancora: <<Per permettere l’uscita di tali imbarcazioni – prosegue Vuoto – il commissario prefettizio del comune di Cassano, su sollecitazione dell’associazione “Laghi di Sibari”, aveva chiesto alla Procura l’autorizzazione ad effettuare interventi urgenti. Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta ha però negato l’autorizzazione all’asporto di sabbia dal canale, in considerazione della reiterata inidoneità dello stesso>>. Considerazioni: <<I consolati di mezza Europa telefonano per capire quale ostacolo tenga i loro concittadini prigionieri di una situazione inconcepibile. Noi, intanto, corriamo il rischio di perdere una clientela estera conquistata con anni di duro lavoro. Siamo allo sfacelo e non più in grado di garantire il posto di lavoro ai nostri dipendenti. Se continua così, saremo costretti a chiudere i battenti>>.
Bocche cucite, intanto, tra gli investigatori. Viene solo ribadito che il canale non offre le condizioni minime di sicurezza per consentire il transito di qualsivoglia imbarcazione. Unica l’assicurazione: l’inchiesta continua, per dare un volto ed un nome a coloro i quali vengono dipinti come i padrini di un presente figlio di anni allegri e folli.

Gianpaolo Iacobini

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