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Domenica 20 Giugno 2004

Sibari –Sibari alle Olimpiadi ateniesi con i reperti archeologici della Sibaritide.


Ritorno alle origini. Sybaris parteciperà ai giochi olimpici d’Atene con Kleombrotos. Non sono scene da un film di fantasia, ma racconti dalla realtà. Dettagli: Kleombrotos era un sibarita, vissuto agli inizi del VI secolo avanti Cristo, che all’epoca della sua gioventù gareggiò e vinse ad Olimpia, con netto anticipo rispetto a Milone ed agli crotoniati che, qualche decennio più tardi, rasero al suolo proprio Sybaris. Duemilacinquecento anni dopo, l’atleta sibarita sarà ad Atene. Questa volta non in carne ed ossa, ma raffigurato sulla preziosa tabella bronzea che ne riproduce le gesta. La scelta è stata ufficializzata, nei giorni scorsi, dalla direzione del museo archeologico nazionale della Sibaritide, nelle cui teche l’inestimabile reperto è da tempo custodito.
Le ragioni di un viaggio a ritroso: in vista delle Olimpiadi, la Grecia chiede ufficialmente in prestito all’Italia, per offrirli alla visione del mondo intero, opere d’arte attinenti la manifestazione olimpica. Roma pensa anche a Sibari ed alle sue vestigia. I tecnici del Ministero dei beni culturali, d’intesa con la direzione del museo sibarita, scelgono. A staccare il biglietto per Atene sono in due: la tabella di Kleombrotos ed un’anfora a figure rosse raffigurante un altro atleta anonimo. I pezzi vengono imballati e spediti alla volta della capitale greca. Faranno rientro in patria agli inizi d’ottobre. Particolari storici: la tabella di Kleombrotos, in bronzo, è stata rinvenuta nel territorio di Francavilla Marittima, laddove nell’era magnogreca sorgeva il tempio dedicato ad Athena, dea delle arti, della scienza e della giustizia, al cui volere il sibarita aveva probabilmente tributato parte dei premi, ovviamente in natura, raggranellati ad Olimpia. Le incisioni decifrate raccontano della missione olimpica di Kleombrotos, campione di una competizione sportiva in cui gareggiavano “atleti uguali per altezza e corporatura”. Probabilmente il Pancrazio, lontano parente della più moderna boxe. Reperto numero due: anfora a figure rossa. Gli archeologici la fanno risalire al 330 a.C.. E’ venuta alla luce nel corso di una campagna di scavi a Cariati. Era custodita in una tomba a camera e faceva parte, si ipotizza, del corredo funerario di un capo brettio sepolto nelle terre della piccola cittadina del basso Ionio cosentino. Su di essa è impressa la figura del defunto, dipinto come un atleta. Nudo, con in mano solo lo strigile, tessuto usato per detergere il sudore.
Due atleti, dunque, richiamati in servizio olimpico dopo millenni di sonno. <<Siamo contenti>>, dice Silvana Luppino, direttrice del museo nazionale archeologico della Sibaritide, <<che Sybaris sia rappresentata in un’occasione così importante. Crediamo sia un’ennesima ed ottima opportunità per promuovere al meglio, a livello internazionale, le ricchezze di questo territorio>>.
Antichi fasti, gloria eterna: il destino di Sybaris l’immortale.

Gianpaolo Iacobini

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