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Scuole
in difficoltà nell’attuazione del decreto sulla privacy: la Cisl
chiede al Governo un differimento dei termini.
Dal 30 giugno scorso le norme sulla privacy sono contenute in un
codice che disciplina l’intera materia del trattamento dei dati
personali. Il nuovo testo unico prevede non solo un insieme di
diritti e doveri, ma anche il rispetto di una serie di
adempimenti pensati per rendere effettivi gli stessi. Termine
ultimo per mettersi al passo con il testo unico: 30 giugno 2004.
La scadenza, però, sta creando non pochi problemi, specie agli
uffici pubblici. In particolare, dal mondo della scuola si leva
un grido di dolore: parla Aldo Jacobini, coordinatore
provinciale della Consulta Ata della Cisl. <<Entro il 30 giugno
prossimo – ricorda Jacobini - tutte le istituzioni scolastiche
dovranno dotarsi del documento programmatico sulla sicurezza,
che riguarda la regolamentazione del trattamento di dati con
l’ausilio di strumenti elettronici. Data la complessità della
materia, quella data probabilmente non potrà essere
rispettata>>. Motivi del ritardo: <<Un documento tanto
importante – spiega il presidente della Consulta Ata della Cisl
- non potrà essere improvvisato, perché richiede, oltre al
coinvolgimento di molte figure professionali, anche l’ausilio di
software specifici. Ad oggi, tuttavia, non risulta che il
Ministero dell’istruzione abbia dotato le scuole di questo
strumento. Occorre rivolgersi al libero mercato, testare il
software, applicarlo. Tutto in dieci giorni>>. Seguono le
richieste. <<La Consulta provinciale del personale
Amministrativo, tecnico ed ausiliario della Cisl-scuola della
provincia di Cosenza>>, osserva Jacobini, <<chiede di differire
i termini di scadenza al 31 dicembre prossimo, anche per
consentire, trattandosi di prima applicazione, l’espletamento di
un adeguato piano di aggiornamento sulla problematica. Così
facendo, peraltro, non si esporrebbero i dirigenti scolastici,
per la mancata osservanza delle disposizioni del codice della
privacy, all’applicazione di severe sanzioni amministrative.
Speriamo possa prevalere il buon senso>>.
La richiesta è stata formalmente inoltrata al Ministero
dell’istruzione ed a quello di Grazia e Giustizia. S’attendono
ora risposte.
Gianpaolo Iacobini |