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Solo dettaglio: lei si chiama R. M.. Nient’altro: bastino le
iniziali. Scrive: «Sono una diversamente abile. Vorrei lanciare
un appello ai 2 candidati a sindaci. Ci terrei a specificare che
non sono stata condizionata da nessuno a scrivere questa
lettera, ma solo dall’amore e dalla convinzione di lottare per
una giusta causa, facendomi portavoce di molte persone con
problemi come i miei, ma con la sfortuna di non realizzarsi e di
integrarsi nella società come me. Spesso queste persone prese
dalla disperazione si rivolgono a me affermando più volte che si
sentono sole, emarginate e abbandonate senza speranza sentendosi
chiusi come topi in gabbia desiderosi di fare una vita dignitosa
e serena come quella delle persone cosiddette “normali. L'unico
nostro intento è quello di chiedere ai due candidati a sindaco
di prendere a cuore la nostra situazione, facendosi carico dei
nostri problemi e aiutandoci a migliorare la nostra condizione.
Non chiediamo né pietà né assistenzialismo, ma vogliamo solo
che le leggi che ci tutelano, come la 104 ed altre, vengano
messe in atto e applicate con intelligenza; chiediamo e vogliamo
strutture competenti ed efficienti attrezzate per le nostre
esigenze con personale qualificato e che non chiuda le porte
alle ragazze volenterose del nostro paese che chiedono di fare
volontariato e/o servizio civile, trovando secchi "no" dai
responsabili di varie associazioni già esistenti. Vorremmo
sottolineare inoltre che noi non esistiamo solo nel periodo
della campagna elettorale: il nostro non è un ricatto, ma non
ricevendo risposte concrete da parte vostra, noi disabili siamo
d'accordo e decisi a non votare per il ballottaggio perché
delusi, fortemente arrabbiati e feriti, dato che così facendo ci
viene negato il diritto di essere persone dotate di sentimenti,
qualita e personalità. Noi non abbiamo solo critiche da fare a
questo nostro paese, e per questo ringraziamo chi doverosamente
ha preso sempre a cuore la nostra situazione lottando per i
nostri diritti». Nessuna integrazione: il testo della
lettera di R. M. è stato integralmente pubblicato, con la
speranza che non solo i candidati sindaci Giovanni Papasso e
Gianluca Gallo, ma anche tutta la cittadinanza e le associazioni
di volontariato, possano esaudire le sue richieste. Vivere la
propria vita è un diritto di tutti. Aiutare chi è meno fortunato
di noi è un dovere sia delle istituzioni che dei cittadini.
Gianpaolo Iacobini |