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Il giorno dopo. La prima parte della "festa" elettorale si è
conclusa. Riflessione. Ogni partito politico, ma soprattutto
ogni candidato a sindaco, analizza, con la "lente di
ingrandimento", i propri voti riportati, per capire i flussi
elettorali. C'è chi sprizza gioia per il lusinghiero risultato
raggiunto, chi si dice soddisfatto e chi, invece, con un
comportamento originale, ringrazia i propri elettori pur
riconoscendo apertamente la sconfitta del proprio schieramento.
Nessun candidato a sindaco, il giorno dopo, nega un proprio
commento. Solo con Salvatore Minervini non si riesce a parlare.
Eppure il suo cellulare squilla. Più semplice, oggettivamente,
il compito per Adduci, Frasca, Peruzzi e Minervini. Devono
capire le cause del loro insuccesso e riflettere su che
posizione assumere nel turno di ballottaggio. Più arduo quello
dei due candidati, Gianni Papasso e Gianluca Gallo, che il
prossimo 26 e 27 giugno si contenderanno lo "scettro" di primo
cittadino. Dovranno "studiare" la migliore strategia da mettere
in campo per raggiungere il successo finale e "catturare" più
alleati, ma soprattutto più voti, possibili. La parola al
socialista dello Sdi, Gianni Papasso che, dopo aver ringraziato
la gente di Cassano, «per l'afflato umano dimostrato»,
vistosamente contento, afferma: «Siamo primi. Abbiamo
distanziato il secondo di poco più di 500 voti». Egli sa, però,
che la partita continua. Incita i suoi e volge la mente ai
"cugini" del centro sinistra alleati. "Adesso dobbiamo lavorare
affinché il 26 e il 27 giugno prossimo a Cassano si possa
realizzare, in un clima unitario, una grandissima affermazione
non di Papasso, ma di un centro sinistra, che nella città delle
Terme ha già espresso, con circa il 70% dei consensi, un grande
sostegno a Mario Oliverio». Riflette e non risparmia parole di
incoraggiamento nei confronti di chi non ha raggiunto il
ballottaggio. «Nessuno si deve sentire sconfitto. Sta nelle cose
della politica. La regola è: o si vince subito o solo due
persone arrivano al ballottaggio». Sente che il momento è
delicato. Non si sbilancia. Ha bisogno di riflettere e capire.
«Un paio di giorni di riflessione e poi mi metterò a lavorare.
Il mio impegno è quello di costruire un percorso unitario.
Cassano ha bisogno dell'aiuto di tutti per cercare di uscire
dalle secche in cui è stata ricacciata e per iniziare un
processo di rinnovamento e un processo di sviluppo socio
economico e culturale che è quello che auspica la città. Credo
che in una fase come questa è prematuro parlare di
apparentamento. Io credo che dobbiamo lavorare per costruire un
percorso unitario. Noi non vogliamo governare da soli. Cassano
ha bisogno dell'aiuto di tutti». Ora tocca al centrista dell'Udc,
Gianluca Gallo, che non fa niente per nascondere la sua gioia e
la sua soddisfazione, tenendo subito a evidenziare che la sua
era, e resta, «una candidatura di servizio». "Il primo turno è
andato molto bene. Siamo riusciti, partendo da soli, come Udc, e
dopo aver dato vita a più liste civiche, formate in parte dall'Udc,
e grazie anche all'apporto di alcuni amici di sinistra, ad
arrivare al ballottaggio». Gallo evidenzia come l'Udc al suo
esordio in una competizione elettorale amministrativa abbia
raggiunto un ottimo risultato. «In questa nostra prima uscita
abbiamo ottenuto un lusinghiero risultato, sia con la lista
dell'Udc e sia con le altre due liste civiche». E' orgoglioso
per il risultato raggiunto dal suo partito. «L'Udc si è piazzato
bene. E' il secondo partito cassanese e questo credo che sia un
ottimo risultato per un gruppo che si è formato ed è cresciuto
nel corso di questi ultimi anni, riuscendo ad avere e a dare dei
risultati. Mi auguro che possa avere la possibilità di poter
amministrare Cassano». Gallo guarda con attenzione al centro
destra cassanese, ma il suo sguardo non si ferma, spazia.
«Faremo appello agli elettori e ai dirigenti dei partiti del
centro destra per avere un loro aiuto in questa battaglia. Ho
già detto, in campagna elettorale, che è nostro intendimento
coinvolgere nel governo della città coloro i quali non sono
stati della partita e coloro i quali uscivano sconfitti dal
primo turno». Ne spiega i motivi. «Perché Cassano nella fase
consiliare ha bisogno di avere un nucleo stabile, mentre nella
fase gestionale si può aprire anche all'esterno. Credo che
questo sia uno degli elementi principali della rivoluzione
culturale che noi proponiamo».
Antonio Iannicelli |