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Il "giorno dopo" abbiamo voluto sentire anche chi non è
approdato al ballottaggio. Iniziamo con Luigi Adduci: «Siamo
stati sconfitti. Poco più di cento voti ci hanno impedito di
raggiungere il turno di ballottaggio». Ne spiega il perché:
«Condizioni di necessità hanno ritardato il posizionamento della
coalizione. Questa è stata la prima difficoltà. La lista ha
retto bene lo scontro e il candidato a sindaco ha avuto un
valore aggiunto». Adduci, dopo aver salutato l'elezione a
consigliere provinciale di Luigi Garofalo e di Rosetta Console,
ma soprattutto la netta affermazione di Mario Oliverio, tiene a
evidenziare come «il valore dell'unità del centrosinistra sia un
valore assoluto».
Ricorda come «durante la campagna elettorale e in più occasioni
ufficiali è stato assunto l'impegno formale di lavorare per
recuperare l'unità del centrosinistra» e tiene a precisare:
«Questo non significa, però, che l'unità possa essere soltanto,
come dire, un fatto negoziale una parvenza, un fatto formale.
L'unità dovrà avvenire su chiarimenti molto precisi e su impegni
programmatici specifici». Raggiunto telefonicamente, l'onorevole
socialista Salvatore Frasca non si è soffermato più di tanto.
Lapidaria la sua dichiarazione: «Nulla da dire, nulla da
eccepire, Cassano non ti riconosco più». Di poche parole anche
la diellina Franca Peruzzi che dichiarandosi «soddisfatta per i
risultati ottenuti dal partito della Margherita», ha voluto
evidenziare «la diversità dei comportamenti dei circoli». Ha
ribadito: «Abbiamo sempre professato la nostra appartenenza al
centrosinistra».
Antonio iannicelli |