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Vengono smentite categoricamente dal responsabile del Servizio
di Igiene e Sanità pubblica dell'Azienda Sanitaria Locale n.3 di
Rossano, Martino Rizzo, le presunte notizie fatte circolare, e
che hanno determinato allarmismo nella popolazione, circa
presunti rinvenimenti di scorie radioattive nel tratto di mare
dell'alto e basso jonio cosentino, compreso fra Rocca Imperiale
e Cariati. «Tali notizie risultano false e prive di ogni
fondamento - ha detto il responsabile del Servizio di Igiene e
Sanità pubblica dell'Asl n.3 -. Già nel corso degli anni
precedenti episodi simili hanno creato gravi danni all'economia
locale e diffuso preoccupazione ed allarmismo nella popolazione
residente e in quella turistica. Per questo motivo il Servizio
di Igiene e Sanità pubblica nel 2001 ha provveduto a realizzare
un programma di monitoraggio della radioattività di tutto il
territorio costiero, basato su analisi radiometriche di matrici
ambientali, che ha consentito di escludere la presenza di
livelli di contaminazione radioattiva, determinata da presenze
di eventuali scorie nucleari. Peraltro - ha rilevato Rizzo
bassissimi livelli di radioattività, trascurabili dal punto di
vista radioprotezionistico, sono riscontrabili in ogni sito,
perché naturalmente emessi da terreni e rocce uranifere, come
sono ancora riscontrabili bassissimi livelli di radionuclidi
artificiali conseguenza dell'incidente nucleare di Chernobyl.
Nel corso del 2004, per seguire la naturale evoluzione del
fenomeno, rilevandone le variazioni, è stato concordato tra l'Arpacal
di Cosenza e l'Asl n.3 un nuovo programma di monitoraggio della
radioattività su tutto il territorio. L'attività, tuttora in
corso, ha spiega Rizzo evidenziato l'assenza di
contaminazione radioattiva ed i campioni fino ad oggi esaminati
sono risultati sovrapponibili a quelli del 2001». Per quanto
riguarda altre notizie sulla balneabilità di interi tratti di
costa ricadenti nel territorio dell'Asl n.3, «anche queste
risultano essere assolutamente false. Per l'anno in corso, in
base alle analisi effettuate dall'Arpacal, il divieto di
balneazione riguarda piccoli e limitati tratti di mare
individuati, e che sono gli stessi degli anni precedenti, in
corrispondenza di alcuni sbocchi di torrenti e fiumi". L'Arpacal,
che ha competenza esclusiva sul controllo delle acque di
balneazione, effettua analisi periodiche con frequenze e
tecniche stabilite da una precisa normativa che nel tratto di
costa Cariati-Rocca Imperiale riguardano 150 punti di
campionamento. In caso di superamento dei limiti fissati dalla
legge il risultato delle analisi viene immediatamente trasmesso
ai Comuni, che provvedono all'emissione del divieto di
balneazione. «Pertanto ha precisato Rizzo oltre ai tratti
delimitati da appositi cartelli monitori, apposti dai singoli
Comuni sulla base dei risultati delle analisi effettuate, non
esiste alcun divieto di balneazione». Per quanto riguarda la
"mucillagine", «si tratta di un fenomeno effettivamente presente
in forma iniziale, caratterizzato da una naturale proliferazione
abnorme di microalghe, già studiato e risolto in altre regioni.
Se queste microalghe emergono in superficie, creano problemi
alla balneazione per l'effetto "mare sporco", ma si tratta di un
problema ambientale, che potrebbe determinare conseguenze sulla
flora e sulla fauna marina per fenomeni di "asfissia", non
sull'uomo. Anche in questo caso ha affermato infine Rizzo l'Arpacal
sta studiando il fenomeno».
Giuseppe Savoia |