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Martedì 29 Giugno 2004

Cassano - Papasso: «Troppe divisioni nel centrosinistra»


Cassano ­ «Sono onorato, soddisfatto del risultato personale raggiunto. Insieme ai compagni dello Sdi, del Nuovo Psi e ai candidati di "Insieme per Cassano», lista composta per lo più da giovani, abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Purtroppo, debbo dire, però, che, ancora una volta, al turno di ballottaggio, le ripicche, i personalismi, gli odi e l'invidia del centrosinistra hanno consegnato il Comune alle forze del centrodestra. A Cassano bisogna cambiare registro. Bisogna tornare a fare politica. E' vergognoso vedere dirigenti politici del centrosinistra che votano per la destra, che sfilano insieme alla destra. Mi fanno pena». Questa è l'amara constatazione di Gianni Papasso, candidato a sindaco socialista, il giorno dopo la sconfitta. L'esponente della rosa rossa, pur dicendosi soddisfatto del risultato elettorale conseguito, critica aspramente il "ghota" del centrosinistra cassanese, individuandolo come unico responsabile della sua débacle. «Solo sulla carta sono stato il candidato unitario del centrosinistra, nelle urne no. La maggioranza del centrosinistra cassanese, è giusto non generalizzare, sabato e domenica scorsa hanno votato il candidato del centrodestra. Questo mi rafforza, mi inorgoglisce, ma testimonia», continua Gianni Papasso, «la pochezza, l'insipienza, la nullità di certi personaggi che non hanno capito niente della politica. Se avessi vinto io, oggi, al Comune ci sarebbero anche loro, insieme con me, a governare Cassano». Nonostante la sconfitta, Gianni Papasso non si perde d'animo, anzi più di prima vuole portare avanti, assieme con il suo gruppo, la sua battaglia. «Farò, insieme agli altri tre consiglieri comunali, eletti dalle liste che mi hanno sostenuto fino alla fine, un'opposizione seria costruttiva. Andremo avanti per la nostra strada. Spiegheremo alla gente come sono andate le cose, ma soprattutto vogliamo dare un contributo affinché questo Comune possa uscire dalle secche in cui è stato ricacciato». Gianni Papasso, che dice di non rimproverarsi nulla su come ha condotto la campagna elettorale, ha un unico cruccio ed è quello che a un certo punto si era illuso che «le donne e gli uomini del centrosinistra avessero potuto capire che si trattava di un momento particolare» e che la sua «elezione a sindaco avrebbe facilitato la tanta agognata unità delle forze del centrosinistra». Papasso, alla fine, ci dice che il suo impegno politico sarà soprattutto finalizzato a «creare una nuova classe dirigente. Quella odierna», a dire dell'esponente della rosa rossa, «è una classe dirigente stantia, arruffona, che non conosce i problemi, che non conosce la città e che non conosce la gente, E' una classe dirigente», conclude, «che bisogna mandare a casa perché non ha la dignità necessaria per continuare ad amministrare e governare partiti».

Antonio iannicelli

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