|
Cassano
«Sono onorato, soddisfatto del risultato personale raggiunto.
Insieme ai compagni dello Sdi, del Nuovo Psi e ai candidati di
"Insieme per Cassano», lista composta per lo più da giovani,
abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Purtroppo, debbo dire,
però, che, ancora una volta, al turno di ballottaggio, le
ripicche, i personalismi, gli odi e l'invidia del centrosinistra
hanno consegnato il Comune alle forze del centrodestra. A
Cassano bisogna cambiare registro. Bisogna tornare a fare
politica. E' vergognoso vedere dirigenti politici del
centrosinistra che votano per la destra, che sfilano insieme
alla destra. Mi fanno pena». Questa è l'amara constatazione di
Gianni Papasso, candidato a sindaco socialista, il giorno dopo
la sconfitta. L'esponente della rosa rossa, pur dicendosi
soddisfatto del risultato elettorale conseguito, critica
aspramente il "ghota" del centrosinistra cassanese,
individuandolo come unico responsabile della sua débacle. «Solo
sulla carta sono stato il candidato unitario del centrosinistra,
nelle urne no. La maggioranza del centrosinistra cassanese, è
giusto non generalizzare, sabato e domenica scorsa hanno votato
il candidato del centrodestra. Questo mi rafforza, mi
inorgoglisce, ma testimonia», continua Gianni Papasso, «la
pochezza, l'insipienza, la nullità di certi personaggi che non
hanno capito niente della politica. Se avessi vinto io, oggi, al
Comune ci sarebbero anche loro, insieme con me, a governare
Cassano». Nonostante la sconfitta, Gianni Papasso non si perde
d'animo, anzi più di prima vuole portare avanti, assieme con il
suo gruppo, la sua battaglia. «Farò, insieme agli altri tre
consiglieri comunali, eletti dalle liste che mi hanno sostenuto
fino alla fine, un'opposizione seria costruttiva. Andremo avanti
per la nostra strada. Spiegheremo alla gente come sono andate le
cose, ma soprattutto vogliamo dare un contributo affinché questo
Comune possa uscire dalle secche in cui è stato ricacciato».
Gianni Papasso, che dice di non rimproverarsi nulla su come ha
condotto la campagna elettorale, ha un unico cruccio ed è quello
che a un certo punto si era illuso che «le donne e gli uomini
del centrosinistra avessero potuto capire che si trattava di un
momento particolare» e che la sua «elezione a sindaco avrebbe
facilitato la tanta agognata unità delle forze del
centrosinistra». Papasso, alla fine, ci dice che il suo impegno
politico sarà soprattutto finalizzato a «creare una nuova classe
dirigente. Quella odierna», a dire dell'esponente della rosa
rossa, «è una classe dirigente stantia, arruffona, che non
conosce i problemi, che non conosce la città e che non conosce
la gente, E' una classe dirigente», conclude, «che bisogna
mandare a casa perché non ha la dignità necessaria per
continuare ad amministrare e governare partiti».
Antonio iannicelli |