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Laghi di Sibari Da ieri i Laghi di Sibari sono totalmente
isolati dal mare. Entrare nelle darsene interne ai Laghi o
uscire in mare aperto con le imbarcazioni, sarà possibile farlo
solo via terra, caricando le barche su appositi carrelli. Oppure
rivolgendosi alla Capitaneria di Porto di Corigliano che
valuterà, di volta in volta e caso per caso, la possibilità di
utilizzare il canale di accesso al mare. Ciò a seguito del
sequestro probatorio operato ieri dagli uomini della Guardia
Costiera di Corigliano che, su decreto emesso dalla Procura
della Repubblica di Castrovillari, a firma del sostituto Baldo
Pisani, hanno posto i sigilli all'accesso alle due idrovore
interne ai Laghi ed alle cosiddette "Porte Vinciane". Il
provvedimento del magistrato Pisani porta il numero 98/04 del 28
giugno e va ad arricchire il già voluminoso fascicolo del
procedimento penale 1050/04 noto come "Canale Stombi", aperto a
seguito di accurate indagini operate dalla Guardia Costiera di
Corigliano. Indagini avviate nel dicembre del 2003 e che lo
scorso 24 maggio indussero la Procura di Castrovillari a porre
sotto sequestro il Canale Stombi che consente l'accesso al mare
aperto dai Laghi e viceversa. Il sequestro, come noto, fu
dettato dalla necessità di tutelare la navigazione nel canale,
resa oltremodo pericolosa per il rischio di rimanere insabbiati.
Il provvedimento di sequestro, eseguito ieri dal Capo di 2^
classe, Vincenzo Figoli e dal suo collega pari grado Angelo
Stella, entrambi della Capitaneria di Porto di Corigliano ed
agli ordini del comandante Antonio Prencipe, è a carico di
persone da identificare in quanto gli inquirenti, ad oggi, non
hanno individuato alcun responsabile a cui è affidata la
gestione e relativa manutenzione delle due idrovore e delle
Porte Vinciane. Il reato contestato è relativo all'articolo 450
del codice di procedura penale che ipotizza l'insorgente
pericolo di possibile inondazione ed allagamento del complesso
turistico dei Laghi di Sibari. Vediamo perché. Le "Porte
Vinciane", così chiamate da un esperimento sulla meccanica dei
fluidi compiuto da Leonardo Da Vinci, sono a forma di pinta di
freccia e servono, in caso di alta marea, ad impedire che
l'acqua del mare entri nelle darsene dei laghi. La pressione
esterna dell'acqua marina, dovrebbe far chiudere ermeticamente
le porte che dallo posizione di freccia si allineano
completamente impedendo l'ingresso dell'acqua nelle darsene. Di
pari passo, dovrebbero consentire alle acque interne dei Laghi,
di defluire nel canale navigabile che porta a mare, se la
pressione maggiore si registra all'interno delle porte che,
così, dilatano i due lati confluenti della freccia. In sintesi,
le Porte Vinciane impediscono, nel loro perfetto funzionamento,
l'innalzamento delle acque all'interno dei Laghi. Le Porte sono
state poste sotto sequestro perché risultate a non perfetta
tenuta stagna.
Le pompe idrovore, di contro, servono allo svuotamento
controllato dell'acqua interna ai Laghi. Entrano in funzione nel
momento in cui, nonostante la chiusura ermetica delle Porte
Vinciane, l'acqua del mare entra nelle darsene. Attraverso le
idrovore, l'eccesso di acqua interna ai Laghi, viene pompata nel
canale e rimessa in mare.
Dagli accertamenti compiuti dalla Guardia Costiera, delle due
pompe idrovore in dotazione ai Laghi ne funziona una soltanto,
insufficiente a garantire lo svuotamento controllato delle acque
interne.
Dunque, il provvedimento di sequestro probatorio di Porte ed
Idrovore, per il momento senza destinatario, si è reso
necessario perché chi di dovere non ha assicurato, con la dovuta
manutenzione, il buon funzionamento delle pompe e delle Porte
Vinciane, atte ad impedire l'innalzamento delle acque
all'interno dei Laghi. Con provvedimento successivo, la Procura
della Repubblica nominerà un perito per gli accertamenti tecnici
sulle idrovore e sulle porte. Il sequestro probatorio,
riteniamo, sia teso ad accertare l'iter ed il progetto che hanno
portato alla costruzione delle Porte Vinciane ed
all'installazione delle due idrovore. Accertamenti dai quali
risalire alle cause ed alle eventuali responsabilità per la
mancata manutenzione delle strutture, individuando eventuali
responsabili delle opere. Al momento, il porto canale dei Laghi
di Sibari risulta senza paternità e la difficoltà degli
inquirenti è proprio quella di destinare, a persona fisica o
società, il compito di provvedere alla manutenzione ed
all'ottimale funzionamento delle infrastrutture di accesso ai
Laghi e di tutela per la incolumità e sicurezza dei residenti.
Oggi non è ancora individuabile chi gestisca o abbia gestito le
porte di accesso alle darsene. Per come riferiscono i due
ufficiali di polizia giudiziaria incaricati del sequestro
probatorio, risulta evidente che il cattivo funzionamento delle
Porte Vinciane e delle idrovore provoca una situazione di
pericolo mettendo a rischio la sicurezza e l'incolumità di
persone, abitazioni e strutture, facendo venir meno le misure
minime di sicurezza all'interno dei Laghi.
Tempo fa, per come ricordano gli esecutori del sequestro, i
residenti lamentarono e denunciarono l'allagamento delle
abitazioni e delle banchine private d'attracco dei natanti. Una
situazione che non poteva passare inosservata e che a scopo
anche preventivo, ha prodotto il sequestro probatorio.
Infine, una riflessione ad alta voce sul rischio di penalizzare,
con tale provvedimento di sequestro, il turismo ai Laghi. Ci
viene fatto notare che fino agli inizi degli anni '90 il
registro nautico della Capitaneria di Porto di Corigliano
annotava circa 150 imbarcazioni in entrata nei Laghi. Da anni
ormai, quel numero si è ridotto notevolmente e fa segnare solo
poche decine di barche registrate durante l'anno. Come dire che
un calo di interesse turistico i Laghi lo hanno fatto registrare
già da tempo e, soprattutto, che non è imputabile all'indagine
ed ai relativi provvedimenti della magistratura.
Franco Maurella |