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Mercoledì 30 Giugno 2004

La Guardia costiera di Corigliano ha posto i sigilli alle cosiddette "Porte vinciane" - I laghi di Sibari isolati dal mare - Adesso si potrà entrare o uscire solo via terra. Di chi le responsabilità?


Laghi di Sibari ­ Da ieri i Laghi di Sibari sono totalmente isolati dal mare. Entrare nelle darsene interne ai Laghi o uscire in mare aperto con le imbarcazioni, sarà possibile farlo solo via terra, caricando le barche su appositi carrelli. Oppure rivolgendosi alla Capitaneria di Porto di Corigliano che valuterà, di volta in volta e caso per caso, la possibilità di utilizzare il canale di accesso al mare. Ciò a seguito del sequestro probatorio operato ieri dagli uomini della Guardia Costiera di Corigliano che, su decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, a firma del sostituto Baldo Pisani, hanno posto i sigilli all'accesso alle due idrovore interne ai Laghi ed alle cosiddette "Porte Vinciane". Il provvedimento del magistrato Pisani porta il numero 98/04 del 28 giugno e va ad arricchire il già voluminoso fascicolo del procedimento penale 1050/04 noto come "Canale Stombi", aperto a seguito di accurate indagini operate dalla Guardia Costiera di Corigliano. Indagini avviate nel dicembre del 2003 e che lo scorso 24 maggio indussero la Procura di Castrovillari a porre sotto sequestro il Canale Stombi che consente l'accesso al mare aperto dai Laghi e viceversa. Il sequestro, come noto, fu dettato dalla necessità di tutelare la navigazione nel canale, resa oltremodo pericolosa per il rischio di rimanere insabbiati. Il provvedimento di sequestro, eseguito ieri dal Capo di 2^ classe, Vincenzo Figoli e dal suo collega pari grado Angelo Stella, entrambi della Capitaneria di Porto di Corigliano ed agli ordini del comandante Antonio Prencipe, è a carico di persone da identificare in quanto gli inquirenti, ad oggi, non hanno individuato alcun responsabile a cui è affidata la gestione e relativa manutenzione delle due idrovore e delle Porte Vinciane. Il reato contestato è relativo all'articolo 450 del codice di procedura penale che ipotizza l'insorgente pericolo di possibile inondazione ed allagamento del complesso turistico dei Laghi di Sibari. Vediamo perché. Le "Porte Vinciane", così chiamate da un esperimento sulla meccanica dei fluidi compiuto da Leonardo Da Vinci, sono a forma di pinta di freccia e servono, in caso di alta marea, ad impedire che l'acqua del mare entri nelle darsene dei laghi. La pressione esterna dell'acqua marina, dovrebbe far chiudere ermeticamente le porte che dallo posizione di freccia si allineano completamente impedendo l'ingresso dell'acqua nelle darsene. Di pari passo, dovrebbero consentire alle acque interne dei Laghi, di defluire nel canale navigabile che porta a mare, se la pressione maggiore si registra all'interno delle porte che, così, dilatano i due lati confluenti della freccia. In sintesi, le Porte Vinciane impediscono, nel loro perfetto funzionamento, l'innalzamento delle acque all'interno dei Laghi. Le Porte sono state poste sotto sequestro perché risultate a non perfetta tenuta stagna.
Le pompe idrovore, di contro, servono allo svuotamento controllato dell'acqua interna ai Laghi. Entrano in funzione nel momento in cui, nonostante la chiusura ermetica delle Porte Vinciane, l'acqua del mare entra nelle darsene. Attraverso le idrovore, l'eccesso di acqua interna ai Laghi, viene pompata nel canale e rimessa in mare.
Dagli accertamenti compiuti dalla Guardia Costiera, delle due pompe idrovore in dotazione ai Laghi ne funziona una soltanto, insufficiente a garantire lo svuotamento controllato delle acque interne.
Dunque, il provvedimento di sequestro probatorio di Porte ed Idrovore, per il momento senza destinatario, si è reso necessario perché chi di dovere non ha assicurato, con la dovuta manutenzione, il buon funzionamento delle pompe e delle Porte Vinciane, atte ad impedire l'innalzamento delle acque all'interno dei Laghi. Con provvedimento successivo, la Procura della Repubblica nominerà un perito per gli accertamenti tecnici sulle idrovore e sulle porte. Il sequestro probatorio, riteniamo, sia teso ad accertare l'iter ed il progetto che hanno portato alla costruzione delle Porte Vinciane ed all'installazione delle due idrovore. Accertamenti dai quali risalire alle cause ed alle eventuali responsabilità per la mancata manutenzione delle strutture, individuando eventuali responsabili delle opere.  Al momento, il porto canale dei Laghi di Sibari risulta senza paternità e la difficoltà degli inquirenti è proprio quella di destinare, a persona fisica o società, il compito di provvedere alla manutenzione ed all'ottimale funzionamento delle infrastrutture di accesso ai Laghi e di tutela per la incolumità e sicurezza dei residenti. Oggi non è ancora individuabile chi gestisca o abbia gestito le porte di accesso alle darsene. Per come riferiscono i due ufficiali di polizia giudiziaria incaricati del sequestro probatorio, risulta evidente che il cattivo funzionamento delle Porte Vinciane e delle idrovore provoca una situazione di pericolo mettendo a rischio la sicurezza e l'incolumità di persone, abitazioni e strutture, facendo venir meno le misure minime di sicurezza all'interno dei Laghi.
Tempo fa, per come ricordano gli esecutori del sequestro, i residenti lamentarono e denunciarono l'allagamento delle abitazioni e delle banchine private d'attracco dei natanti. Una situazione che non poteva passare inosservata e che a scopo anche preventivo, ha prodotto il sequestro probatorio.
Infine, una riflessione ad alta voce sul rischio di penalizzare, con tale provvedimento di sequestro, il turismo ai Laghi. Ci viene fatto notare che fino agli inizi degli anni '90 il registro nautico della Capitaneria di Porto di Corigliano annotava circa 150 imbarcazioni in entrata nei Laghi. Da anni ormai, quel numero si è ridotto notevolmente e fa segnare solo poche decine di barche registrate durante l'anno. Come dire che un calo di interesse turistico i Laghi lo hanno fatto registrare già da tempo e, soprattutto, che non è imputabile all'indagine ed ai relativi provvedimenti della magistratura.

Franco Maurella

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