|
Sibari «Un territorio che solo con l'approssimarsi della
stagione estiva si pone l'interrogativo sul turismo,
sull'offerta e sui servizi, non può avere margini di crescita ed
è destinato alla conservazione. Il turismo, che poteva e doveva
essere il volano di sviluppo, il valore aggiunto all'economia
territoriale, è oggi relegato a un sistema del tutto
indipendente al mercato, che invece di puntare sull'offerta di
qualità, è condizionato dalla pratica del mordi e fuggi in un
periodo che non supera le poche settimane», questo è quanto
sostiene il segretario generale comprensoriale della Cgil
PollinoSibari Tirreno, Antonio Granata, in un documento.
Granata, dopo aver analizzato la situazione turistica di questa
zona, Pollino-Sibaritide e criticato l'azione dell'intero
Governo Regionale, ma soprattutto quella dell'assessore
regionale al Turismo, propone alle amministrazioni locali e agli
operatori turistici di dare vita a un consorzio intercomunale
per il turismo e di redigere una Carta turistica. Il numero uno
della Cgil comprensoriale, però, non manca di analizzare anche
la "questione Laghi di Sibari" che, "con il balzello delle
responsabilità istituzionali, è l'esempio eclatante», a dire di
Granata, «di quanto la politica del non fare, danneggi il
territorio e il suo sviluppo economico, è l'esempio di quanto è
grave la carenza delle dotazioni infrastrutturali». Il
segretario generale della Cgil comprensoriale tiene anche a
ricordare che a nulla sono servite, per la soluzione strutturale
del "problema" Laghi, «le rassicurazioni e gli impegni presi da
tempo dal Presidente della Giunta Regionale e da uno dei tanti
assessori regionali avvicendati inutilmente uno dopo l'altro. Ci
siamo chiesti molte volte», continua, «com'è possibile il
rilancio del porto di Sibari-Corigliano e delle cosiddette vie
del mare (turismo o commercio qualsivoglia) se non si è nelle
condizioni di fare attraccare un natante da diporto in una
località turistica esclusiva come quella di Sibari, e mettere in
sicurezza un intero centro turistico. Nel caso specifico occorre
riconvocare la conferenza dei servizi e far assumere le
responsabilità operative per la soluzione del caso».
Il segretario della Cgil comprensoriale individua come maggiore
responsabile del mancato decollo turistico della Calabria, in
particolare, e della Sibaritide e del Pollino, in particolare,
il governo regionale. Sostiene, infatti, che «l'intera Calabria
sconta la pluriennale inefficienza e l'inadeguatezza di un
governo Regionale che in questi anni è riuscita nell'intento di
far passare inutilmente l'intero treno di agenda 2000, facendo
pagare soprattutto alla piana di Sibari il conto salato di uno
sviluppo fantasma». Poi il numero "uno" della Cgil
comprensoriale si rivolge all'assessore regionale al Turismo.
Granata chiede all'onorevole Gentile, il quale, a suo dire,
«poco conosce le risorse di questo territorio non essendo
assiduo frequentatore, se non per qualche taglio di nastro in
campagna elettorale», che fine «ha fatto il tanto annunciato
Piano Regionale del Turismo». Il segretario della Cgil chiama
alle loro responsabilità anche le amministrazioni comunali che
«da sempre, evocando la cosiddetta vocazione turistica del loro
territorio, hanno tralasciato ogni possibilità concreta di uno
sviluppo alternativo, issando i vessilli dell'ambientalismo e
dello sviluppo ecosostenibile, per poi lasciare i territori
senza programmazione e affidando la gestione turistica senza
dotarsi di parametri di qualità dei servizi e relegando il
sistema ad un mercato senza regole dove vige il sommerso dove a
farne le spese sono soprattutto i lavoratori». Granata, alla
fine, lancia una proposta. Invita le amministrazioni comunali e
gli operatori turistici a iniziare a «ragionare in termini di
qualità dell'offerta, differenziandola, creando un sistema a
rete, un Consorzio intercomunale per il Turismo e una Carta
Turistica che comprenda l'intera offerta, nel binomio perfetto
mare-montagna che offre l'intera Calabria e il nostro territorio
in particolare».
Tommaso Cicero |