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Mercoledì 30 Giugno 2004

Sibari. Per Antonio Granata: «Bisogna lavorare tutto l'anno per lo sviluppo del territorio» - «Turismo non solo d'estate» - La Cgil invita le amministrazioni a puntare sulla qualità dell'offerta


Sibari ­ «Un territorio che solo con l'approssimarsi della stagione estiva si pone l'interrogativo sul turismo, sull'offerta e sui servizi, non può avere margini di crescita ed è destinato alla conservazione. Il turismo, che poteva e doveva essere il volano di sviluppo, il valore aggiunto all'economia territoriale, è oggi relegato a un sistema del tutto indipendente al mercato, che invece di puntare sull'offerta di qualità, è condizionato dalla pratica del mordi e fuggi in un periodo che non supera le poche settimane», questo è quanto sostiene il segretario generale comprensoriale della Cgil Pollino­Sibari Tirreno, Antonio Granata, in un documento. Granata, dopo aver analizzato la situazione turistica di questa zona, Pollino-Sibaritide e criticato l'azione dell'intero Governo Regionale, ma soprattutto quella dell'assessore regionale al Turismo, propone alle amministrazioni locali e agli operatori turistici di dare vita a un consorzio intercomunale per il turismo e di redigere una Carta turistica. Il numero uno della Cgil comprensoriale, però, non manca di analizzare anche la "questione Laghi di Sibari" che, "con il balzello delle responsabilità istituzionali, è l'esempio eclatante», a dire di Granata, «di quanto la politica del non fare, danneggi il territorio e il suo sviluppo economico, è l'esempio di quanto è grave la carenza delle dotazioni infrastrutturali». Il segretario generale della Cgil comprensoriale tiene anche a ricordare che a nulla sono servite, per la soluzione strutturale del "problema" Laghi, «le rassicurazioni e gli impegni presi da tempo dal Presidente della Giunta Regionale e da uno dei tanti assessori regionali avvicendati inutilmente uno dopo l'altro. Ci siamo chiesti molte volte», continua, «com'è possibile il rilancio del porto di Sibari-Corigliano e delle cosiddette vie del mare (turismo o commercio qualsivoglia) se non si è nelle condizioni di fare attraccare un natante da diporto in una località turistica esclusiva come quella di Sibari, e mettere in sicurezza un intero centro turistico. Nel caso specifico occorre riconvocare la conferenza dei servizi e far assumere le responsabilità operative per la soluzione del caso».
Il segretario della Cgil comprensoriale individua come maggiore responsabile del mancato decollo turistico della Calabria, in particolare, e della Sibaritide e del Pollino, in particolare, il governo regionale. Sostiene, infatti, che «l'intera Calabria sconta la pluriennale inefficienza e l'inadeguatezza di un governo Regionale che in questi anni è riuscita nell'intento di far passare inutilmente l'intero treno di agenda 2000, facendo pagare soprattutto alla piana di Sibari il conto salato di uno sviluppo fantasma». Poi il numero "uno" della Cgil comprensoriale si rivolge all'assessore regionale al Turismo. Granata chiede all'onorevole Gentile, il quale, a suo dire, «poco conosce le risorse di questo territorio non essendo assiduo frequentatore, se non per qualche taglio di nastro in campagna elettorale», che fine «ha fatto il tanto annunciato Piano Regionale del Turismo». Il segretario della Cgil chiama alle loro responsabilità anche le amministrazioni comunali che «da sempre, evocando la cosiddetta vocazione turistica del loro territorio, hanno tralasciato ogni possibilità concreta di uno sviluppo alternativo, issando i vessilli dell'ambientalismo e dello sviluppo ecosostenibile, per poi lasciare i territori senza programmazione e affidando la gestione turistica senza dotarsi di parametri di qualità dei servizi e relegando il sistema ad un mercato senza regole dove vige il sommerso dove a farne le spese sono soprattutto i lavoratori». Granata, alla fine, lancia una proposta. Invita le amministrazioni comunali e gli operatori turistici a iniziare a «ragionare in termini di qualità dell'offerta, differenziandola, creando un sistema a rete, un Consorzio intercomunale per il Turismo e una Carta Turistica che comprenda l'intera offerta, nel binomio perfetto mare-montagna che offre l'intera Calabria e il nostro territorio in particolare».

Tommaso Cicero

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