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Occupazione selvaggia della spiaggia di Marina di Sibari: gli
utenti protestano. L’associazione di volontari “Pro Marina di
Sibari” che riunisce i residenti nel mega villaggio turistico
ionico hanno affidato lamentele e proteste a una lettera inviata
al sindaco di Cassano e per conoscenza anche al prefetto di
Cosenza e all’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano. Il
presidente della sigla civica, Pasquale Tricoci, ha chiesto
anzitutto dei controlli per quanto riguarda gli spazi pubblici
ormai inesistenti sulla costa sibarita.
“Ci provengono lamentele da parte di molti utenti proprietari di
villette e anche di turisti giornalieri -ha precisato Tricoci
nella lettera al neo eletto primo cittadino, Gianluca Gallo- per
la mancanza di una spiaggia pubblica in quanto quella libera si
è ridotta a solo 22 metri di fronte al mare. Pur comprendendo lo
sforzo degli operatori privati che per utilizzare la spiaggia
per le loro attività hanno registrato un aumento di circa il 350
per cento della quota di concessione (la legge non è ancora
entrata in piena efficienza, ndc), riteniamo che bisogna offrire
a tutti il diritto di potersi godere la spiaggia e il mare nel
demanio pubblico dello Stato. Soprattutto a quanti non possono
permetterselo o a quanti, magari, preferiscono la spiaggia
libera per scelta”. Oltre ad augurarsi un rapido riscontro, in
conclusione Pasquale Tricoci ha salutato e augurato buon lavoro
al giovane sindaco.
Da qualche anno il compito di dare il via libera alle
concessioni non è più affidato alle Capitanerie di porto ma
spetta direttamente alla Regione Calabria. Per quanto riguarda i
circa sette chilometri di costa ionica del Comune di Cassano,
nello specifico, pare che questa occupazione selvaggia dei
privati sia riconducibile anzitutto alla carenza del cosiddetto
“Piano spiaggia”, del quale il Municipio avrebbe dovuto dotarsi
da oltre un decennio. Ma finora non s’è visto nulla!
Cambiando ottica di analisi, bisogna aggiungere che questo
problema si inserisce nel più generale libertinaggio che sembra
caratterizzare l’Eldorado turistico. Basta pensare
all’occupazione altrettanto selvaggia delle piazzette di Marina
di Sibari, con gli spazi invasi da sedie e tavolini di bar,
gelaterie, paninoteche, pizzerie, ristoranti, pasticcerie e chi
più ne ha più ne metta, che si allargano ogni anno di più
riducendo al minimo lo spazio vitale e creando pure seri
problemi a mamme con passeggino o a qualche disabile in
carrozzella.
Per non parlare del “caroprezzi”, che ha trascinato a 3,5 euro
una birra media alla spina, a 1,5 euro un chilogrammo di
melanzane, a 7,5 euro un taglio di capelli per un bambino sotto
i due anni. Un ombrellone e due lettini, invece, per una sola
giornata costano la bellezza di 15 euro. Quasi a sorpresa, un
“bene” che non ha subito una vertiginosa impennata del costo è
il gelato artigianale. Ma non bisogna illudersi troppo nemmeno
in questo caso. E poi si lamentano del calo delle presenze in
quest’inizio di stagione turistico 2004. Con questi prezzi…
Domenico Marino |