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“È singolare che al solo annuncio di Sviluppo Italia di volere
creare un villaggio turistico a Sibari, tutti mostrino un
entusiasmo quantomeno sospetto”. Parla Antonio Granata,
segretario della Cgil Pollino-Sibari-Tirreno, il quale indica in
Sviluppo Italia la grande assente delle crisi aziendali subite
dal territorio: “Dov’era quando si trattava della ex M.d.C.,
della Marlane e oggi della Foderato Bruzia o delle tante aziende
cosentine e calabresi in crisi? Non si tratta di negare
l’importanza dell’insediamento turistico. Ma penso che il ruolo
di Sviluppo Italia in Calabria non possa essere ridotto a una
nicchia, mentre il declino industriale decima il fragile tessuto
produttivo di un’intera area”. La Cgil frena sulle “particolari
condizioni contrattuali” per le imprese e i protocolli d’intesa
suggeriti dal segretario provinciale della Uil, Benedetto Di
Iacovo, per agevolare l’investimento. “Occorre capire la
consistenza del progetto -riprende Granata- a quale turismo si
rivolge e chiedersi se resteranno invariate le condizioni
strutturali e infrastrutturali. L’infinita storia dei Laghi di
Sibari, l’inquinamento delle coste, la fragilità idrogeologica
del territorio sono il giusto viatico per sperare che un campo
da golf rappresenti un’inversione di tendenza. Mi farebbe
piacere conoscere da Sviluppo Italia e dal Comune di Cassano il
complesso del progetto e dentro quale idea di sviluppo sarà
realizzato. La storia calabrese ci insegna che alla politica
degli annunci non sono mai seguiti i fatti. Comunque, se
chiamata in causa la Cgil non sfuggirà alle sue responsabilità.
Ora attendiamo l’entusiasmo della Regione per i nuovi posti
letto e le migliaia di turisti che vedono solo Chiaravalloti e
Gentile”.
Domenico Marino |