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Mercoledì 07 Luglio 2004

Sibari – Caso Stombi: l’inchiesta s’allarga. Altri nomi nel registro degli indagati.


Il condizionale è d’obbligo: i nomi di altre due persone sarebbero stati iscritti al registro degli indagati perché ritenute in qualche modo coinvolte nell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. A loro carico, si procederebbe per l’accusa di falso ideologico e pericolo d’inondazione. Non ci sono conferme ufficiali alle indiscrezioni che, come fiume in piena, tracimano dagli argini del silenzio istruttorio disposto dal sostituto procuratore Baldo Pisani, il magistrato inquirente che s’occupa del canale dello Stombi e dei presunti reati consumati attorno ad esso. La storia, ormai nota, prende le mosse dal braccio d’acqua che lega al mare aperto le darsene del porto turistico dei laghi di Sibari. Sostiene la Procura: per tredici anni, a partire dal 1991, lo Stombi sarebbe stato adibito a canale navigabile nel dispregio delle norme in tema di sicurezza della navigazione ed in assenza dei necessari titoli concessori. Ancora: sempre secondo gli investigatori, il porto turistico sarebbe stato esposto, e lo sarebbe tuttora, al pericolo di inondazione. Le pompe idrovore e le porte vinciane che ne dovrebbero assicurare l’incolumità a fronte degli imprevisti ed eccessivi innalzamenti del livello delle acque, infatti, non sarebbero state idoneamente manutenute né sarebbero, allo stato, perfettamente funzionanti. Ipotesi di reato all’origine dei sequestri dello stesso Stombi, delle porte vinciane e delle pompe idrovore, ma anche foriere di guai giudiziari per le persone incappate nell’inchiesta aperta dal pubblico ministero Pisani. Appena due settimane fa, la prima sorpresa. Con la notizia dell’avvenuta iscrizione nel novero degli indagati del legale rappresentante del Consorzio di bonifica Sibari – Crati, accusato di occupazione abusiva di suolo demaniale. Ieri, infine, la nuova, ultima, clamorosa rivelazione. Al momento priva del sacro sigillo dell’ufficialità, ma comprovata dalle conferme filtrate da ambienti investigativi: tra gli indagati figurerebbero, da qualche giorno, anche altre due persone. L’uno, esponente dell’Associazione “Laghi di Sibari”. L’altro, dirigente dei Cantieri nautici sibariti. Nulla è trapelato, al momento, sull’identità della coppia. I due, a vario titolo, sarebbero indagati di pericolo d’inondazione ma anche di falso ideologico. In quest’ultimo caso, per aver reso false dichiarazioni al cospetto di pubblici ufficiali. Ancora: le indagini si sarebbero di recente arricchite d’un ulteriore filone. In queste ore, in effetti, sempre sotto il coordinamento del sostituto procuratore Baldo Pisani, i militari dell’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano, guidati dal tenente di vascello Antonio Prencipe, starebbero passando al setaccio carte e documenti di diversa natura, per accertare se parte delle quote associative versate dai proprietari delle villette dei laghi di Sibari fosse originariamente destinata alla manutenzione del canale Stombi, delle porte vinciane e delle pompe idrovore e, in caso affermativo, se tali somme siano state effettivamente impiegate per lo scopo in questione.
Avanti adagio: sul canale insabbiato, naviga solo l’inchiesta della Procura.

Gianpaolo Iacobini

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