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<<Adesso le carte sono a posto: sottoporremo all’attenzione
della Procura una soluzione tecnica idonea a restituire allo
Stombi la navigabilità perduta>>. Lo dice Nunzio Masotina, a
nome dell’associazione “Laghi di Sibari”. Cronache fresche, di
ieri. La mattinata era cominciata con un sussulto. Il brivido
mattutino era scaturito dalla lettura delle scarne ma incisive
dichiarazioni rilasciate da Baldo Pisani, sostituto procuratore
titolare dell’inchiesta che ha portato al sequestro del canale
Stombi, di porte vinciane e pompe idrovore del porto turistico
sibarita. <<Nonostante i segni di buona volontà – aveva detto il
giorno prima Pisani – sulla mia scrivania non è ancora giunta
alcuna proposta>>. Il giorno dopo, arriva la risposta. Quasi per
caso, nel corso di una conferenza stampa già da tempo
programmata. Davanti a microfoni e taccuini, l’associazione
“Laghi di Sibari”. Rappresentata, nell’occasione, dal suo
segretario amministrativo, Nunzio Masotina. Colpisce, in
apertura dei lavori, l’assenza del vulcanico presidente, Manlio
Stassi. <<Il presidente non è con noi – ribatte Masotina –
perché mortificato dalle recenti, infondate critiche: lui che ha
speso una vita per il progresso dei laghi, è oggetto di attacchi
ingiustificati. Gli siamo vicini>>. Avanti: Cosimo Bruno,
presidente del circolo della stampa “Pollino – Sibaritide”, fa
da arbitro, ma quando Masotina invita proprio i giornalisti <<ad
abbassare i toni ed a tenere la vicenda Stombi nella giusta
considerazione>>, veste i panni dell’attaccante e ribatte:
<<Rispondiamo alle nostre coscienze, ai lettori ed alla
deontologia professionale>>. Punture di spillo, su cui cala il
sipario d’una simbolica stretta di mano. Quel che resta:
tutto per lo Stombi. Masotina precisa: nessuna polemica con la
Procura, che pure nel registro degli indagati ha iscritto i nomi
di due dirigenti dell’associazione sibarita. <<Apprezziamo il
lavoro svolto dalla magistratura inquirente, che opera per
risolvere, una volta per tutte, un problema antico. Agli
indagati va la nostra solidarietà: siamo convinti riusciranno a
dimostrare la loro innocenza. L’inchiesta fugherà dubbi e
sospetti>>. D’amore e d’accordo, dunque. Intanto, però, proprio
la Procura lamenta l’assenza di passaggi ufficiali da parte
degli enti, pubblici e privati, che dovrebbero attivarsi per
sanare i mali del canale e del porto. <<Finora mancava la
quadratura del cerchio>>, replica Masotina. <<Adesso tutto è
pronto>>. Ecco, dunque, cosa dovrebbe accadere nei prossimi
giorni. Spiega il segretario amministrativo dell’associazione
“Laghi di Sibari”: <<La Regione ha assunto formale impegno a
farsi carico dei lavori urgenti e di quelli a più lungo termine,
consistenti nel prolungamento dei moli del canale. Il Consorzio
di bonifica Sibari – Crati avanzerà formale richiesta per
ottenere la concessione demaniale che le consentirà di prendere
in carico lo Stombi>>. E la navigabilità, madre di tutte le
battaglie, chi la garantirà? <<Vedremo. Non sono abituato>>,
osserva Masotina, <<a mettere il carro davanti ai buoi. Siamo
pronti a fare la nostra parte. Come già stiamo facendo e come
abbiamo fatto in passato, spesso anche sostituendoci ad altri>>.
Si chiude con un caffè. La partita continua. Le carte sono sul
tavolo. Una settimana al massimo, poi si capirà se qualcuno ha
barato o se davvero, per il porto turistico sibarita, sia più
vicina l’ora della resurrezione.
Gianpaolo Iacobini |