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Venerdì 30 Luglio 2004

Cassano –L’ex sindaco Senise: <<Nell’inchiesta avviata dalla Procura su Marina di Sibari, il Comune si costituisca parte civile>>.


Le indagini sono appena iniziate. Di certo c’è solo il provvedimento con cui, due giorni fa, il sostituto procuratore Baldo Pisani ha disposto il sequestro probatorio dell’impianto fognario del villaggio turistico di Marina di Sibari, ritenendolo corpo del reato rubricato nel codice penale come pericolo d’inondazione, punito con la reclusione fino a due anni. L’inchiesta, attualmente ancora a carico di persone da identificare, punta a scoprire ed attribuire eventuali responsabilità legate alla mancata realizzazione, nel corso degli anni, della raccolta delle acque bianche. Circostanza che, unità alla precarietà della rete fognaria, costituirebbe indice di un pericolo d’inondazione concreto, serio ed attuale, proprio come avvenuto di recente.
Nel registro degli indagati non risultano essere finito, al momento alcun nome, ma non s’escludono clamorose sorprese: nella rete degli inquirenti potrebbero finire amministratori e dirigenti comunali del passato, ma pure imprenditori turistici. In queste ore, in particolare, il magistrato e gli uomini della sezione di polizia giudiziaria stanno provando a sciogliere, una volta per tutte, il nodo della proprietà delle opere sequestrate. Questione oggetto di una decennale controversia tra Comune e società lottizzatrici, in merito alla quale lunedì scorso, in coincidenza con l’ultimo allagamento che ha sommerso la cittadella delle vacanze, il Tar di Catanzaro, indirettamente rafforzando il contenuto di precedenti pronunce, ha riconosciuto l’inesistenza di titoli di proprietà in capo al Comune, individuando invece nelle società lottizzatrici le legittime proprietarie delle opere di urbanizzazione del villaggio turistico sibarita.
Questo sul piano giuridico amministrativo. Quel che accadrà in ambito penale, invece, è ancora tutto da decifrare. Chi tuttavia sembra avere già le idee chiare è Roberto Senise, dal 2000 al 2003 primo cittadino di Cassano. Dice Senise: <<L’iniziativa lodevole della Procura della Repubblica non può passare inosservata e nel silenzio del Comune. Chiedo al sindaco Gallo ed alla sua giunta di deliberare la costituzione di parte civile nel procedimento in essere, al fine di ottenere la punizione dei colpevoli ed il ristoro dei danni patiti per l’offuscamento dell’immagine della città>>. Nel dettaglio: <<Troppi abusi – sostiene Roberto Senise – sono stati consumati a Marina. Il Comune ha dovuto spendere miliardi di vecchie lire per mantenere opere ed impianti non suoi. È poi clamorosa la mancata realizzazione della condotta delle acque bianche. Come se Dio avesse stabilito che a Marina non deve piovere, mai>>. Da ex sindaco a sindaco: richieste. <<E’ stata la mia amministrazione – ricorda Senise – a commissionare all’avvocato Roberto Falvo lo studio giuridico che ha finalmente consentito di far luce su ombre ed inganni. Quella relazione è stata da me personalmente consegnata alla Procura di Castrovillari. Chiedo a Gallo di attivarsi perché possa proseguire con successo la battaglia per la legalità, da me intrapresa. Volendo percorrere questa strada, non bastano le istanze per l’ottenimento dello stato di calamità naturale. Occorrono invece segnali concreti, come per l’appunto la costituzione di parte civile ed una seria azione di difesa degli interessi del Comune nei riguardi delle società lottizzatrici>>.

Parlava l’ex sindaco. La parola, ora, al nuovo sindaco. Tra passato e presente, Marina di Sibari e la sua sorte.

Gianpaolo Iacobini

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