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Giovedì 22 Luglio 2004

Cassano. I nuovi sentieri dello sviluppo locale


Cassano ­ il vecchio modo di fare politica-economica è fallito da un pezzo. Le logiche topo down (dal centro verso il basso) sono in parte obsolete ed in parte, necessitano di essere integrate da logiche bottom-up. C'è bisogno di un nuovo modo di decidere perché se la politica è buona lo sarà pure la società e l'economia. A mio avviso, esistono ancora delle forze, e una certa vischiosità degli uffici comunali, a capire che le proposte progettuali, possono, venire anche dal basso. E qui che bisogna intervenire, e riorganizzare. Le idee progettuali, possono, essere proposte dagli imprenditori, dalle associazioni no profit e dalle istituzioni di base, che vivono sul territorio, lo ascoltano, lo monitorano e lo calcano. Quindi, chi più di loro ne capisce le esigenze e le necessità? È possibile tutto ciò? Si! L'anomalia sarebbe, invece,la contrarietà ad accettare i progetti dal basso, che avrebbe il sapore dell'arroganza e dell'antiquato. La geografia economica, ha cambiato direzione. Lo sviluppo locale, si fa per geometrie variabili, le direzioni sono biunivoche, ma non unidirezionali, si intersecano e si integrano. Anche Cassano dovrà capire ciò per risalire la china. Esiste comunque una "mappatura" seppur informale delle istituzioni demandate allo sviluppo locale. La "mappatura" in via di costruzione che non sarà, purtroppo, mai definitiva, ma flessibile, perché non esiste una ricetta unica per lo sviluppo locale e per tutti i contesti. Magari! sarebbe il paradiso! Un sentiero, o meglio un filtro, che i progetti debbono seguire sull'asse Comune- Provincia ­ Regione ­ Roma e Bruxelles (per i progetti europei) già s'intravede. La provincia, a mio avviso, nel medio lungo termine diventerà nella "mappatura" l'istituzione più importante, perché intermediario tra Comuni e Regione. Le esigenze dei Comuni devono essere filtrati dalla Provincia, che deve essere attenta, ai bisogni dei medesimi. Allora, Provincia? Sarebbe bene far rinascere Cassano con un piano strategico (collaborazione tra Comuni?). Cittadini? (imprese edili e non, studi associati, uniti in consorzi) sarebbe bene far riprendere l'economia del paese (edilizia in primis, che è il settore che più innesca il moltiplicatore della spesa?) pensando a riconvertire e rivalutare il centro storico (dov'erano le stalle dei ciucci far sorgere pub, biblioteche e servizi vari) con programmi europei Urban II?  Istituzioni tutte (camera di commercio, scuole, associazioni culturali) sarebbe bene pensare a migliorare la qualità del contesto con corsi di qualificazione e riqualificazione degli occupati e non, pensando a dei corsi professionali (master?), presentando un progetto e attingendo al Fse? Ho la sensazione, che la nuova amministrazione sia sintonizzata sulla mia stessa lunghezza d'onda, adesso, però toccherà a tutti sintonizzarsi e, allora, la musica cambierà anche per Cassano.

Salvatore Cataldi
esperto dello sviluppo locale

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