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«La Regione Calabria ha assunto l'impegno finanziario per gli
interventi strutturali necessari a risolvere, quasi in modo
definitivo, le varie e gravi problematiche del "canale degli
Stombi». Ha individuato finanche i capitoli di spesa da dove
attingere le somme necessarie. Sarà ripreso il progetto
"Matteotti" che prevede, tra l'altro, l'allungamento dei moli".
Con questo rassicurante annuncio, Nunzio Masotina, segretario
amministrativo dell'associazione "Laghi di Sibari", ha aperto la
conferenza stampa, tenutasi, ieri mattina, presso la sede
dell'Associazione, sul difficile momento che vive, in questo
periodo, il centro nautico sibarita e che ha già prodotto
l'iscrizione nel registro degli indagati, presso la Procura
della Repubblica del Tribunale di Castrovillari, di più di un
componente del consiglio direttivo dell'Associazione. Verso
queste persone va la stima e la fiducia del "garantista" Nunzio
Masotina, così come va la sua solidarietà, ma soprattutto la sua
preoccupazione per il loro futuro, verso i lavoratori dei
cantieri nautici, che rischiano, perdurando questa situazione,
concretamente, il posto di lavoro. Un'altra "novità"
rassicurante, annunciata da Masotina, riguarda l'individuazione,
finalmente, del concessionario del canale degli Stombi. «In
questi ultimi giorni è stato individuato anche il concessionario
del "canale degli Stombi. E' il Consorzio di bonifica "Sibari
Crati"», ha affermato Nunzio Masotina, annunciando che questa
struttura «ha già provveduto a inoltrare formale richiesta per
avere, per i prossimi quattro anni, la concessione demaniale».
Il segretario dell'associazione si è detto fiducioso in una
possibile celere risoluzione del problema, che ha portato al
blocco totale della navigazione nel canale degli Stombi.
«Dovrebbe risolversi al più presto. La nostra speranza è che il
magistrato, non appena avrà avuto modo di valutare la nuova
situazione che si è venuta a creare, possa procedere al
dissequestro del canale degli Stombi e alla riapertura delle
porte vinciane». Masotina si è detto sicuro che, quanto prima,
«il centro nautico dei Laghi di Sibari ridiventerà il fiore
all'occhiello non solo della città di Cassano, ma dell'intera
Regione Calabria, assumendo quel ruolo di volano di sviluppo.
Sarà la "locomotiva" dello sviluppo turistico, e non solo,
dell'intera Regione. Il più grande porto turistico del
Meridione, con i suoi 2400 posti barca", ha argomentato Masotina,
«non può morire o essere abbandonato. Come associazione siamo
anche disponibili a farci carico di spese che non ci competono,
così come abbiamo già fatto molte volte, sobbarcandoci spese che
spettavano al comune di Cassano, per arrivare a una positiva
risoluzione del problema». Masotina, dopo aver ringraziato il
neo sindaco della città delle Terme, l'avvocato Gianluca Gallo,
che «appena insediatosi si è "tuffato" nella problematica dei
Laghi di Sibari, il neo presidente dell'amministrazione
provinciale, l'onorevole Mario Oliverio, i consiglieri
provinciali, Franco Corbelli, Rosetta Console e Luigi Garofalo e
tutti coloro che si sono attivati e che si attiveranno
fattivamente, dando il loro contributo, per la "riapertura" dei
Laghi di Sibari, ha tenuto a rimarcare che "l'associazione ha
sempre svolto un lavoro indefesso, anche se non è stato mai
propagandato all'esterno, facendolo, molte volte, disconoscere
da gran parte degli associati». Masotina non ha mancato di
esprimere la piena solidarietà, sua e di tutti i componenti del
direttivo, al presidente Manlio Stassi, "vittima", a suo dire,
di «violenti e ingiustificati attacchi» e ha "giustificato",
dando una sua personale lettura, l'assenza alla conferenza
stampa del "presidentissimo", sostenendo che «Stassi, dopo aver
profuso molte energie alla difesa e all'avanzamento del centro
nautico, si sente mortificato per gli attacchi spropositati che
sta ricevendo».
Masotina, nel ribadire che il centro nautico dei Laghi di Sibari
«è l'unica realtà industriale che non ha avuto una sola lira da
parte dello Stato (il tutto è stato realizzato solo con
l'utilizzo di capitali privati)», non ha inteso individuare,
anche se incalzato dai giornalisti, alcun responsabile per
l'odierna situazione dei Laghi. «Bisogna prima risolvere la
questione, poi andremo all'individuazione delle eventuali
responsabilità». L'unica cosa che ha tenuto a puntualizzare è
che «il commendatore Furlanis, durante la sua permanenza ai
Laghi, ha gestito anche le porte vinciane, le pompe idrovore e
gli specchi d'acqua. Poi Furlanis ha venduto».
Antonio iannicelli |