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Sabato 31 Luglio 2004

Cassano. Il segretario della Cgil Granata invita alla prudenza - «Attenzione alle promesse su un nuovo impianto turistico»


Attenzione ai facili entusiasmi! Ricordiamoci che le strade della Calabria sono lastricate da promesse di sviluppo mai realizzate. La Cgil comprensoriale Sibari-Pollino-Tirreno, con una nota del suo segretario generale, Antonio Granata, interviene nella discussione apertasi sulla realizzazione, da parte di Sviluppo Italia Turismo, di un mega villaggio turistico, sul territorio del comune di Cassano, e precisamente nell'area dove già sono presenti altri villaggi turistici, e smorza i facili entusiasmi manifestati da precisi settori, anche sindacali. «Trovo alquanto singolare che al solo annuncio di Sviluppo Italia Turismo di voler realizzare un villaggio turistico nell'agro di Sibari, tutti dichiarino un entusiasmo che se non è a prescindere è quantomeno sospetto». Poi una punta di orgoglio, ma soprattutto di correttezza sindacale: «Non è nostro compito offrire a scatola chiusa particolari condizioni contrattuali alle imprese, o generici protocolli d'intesa». Granata invita a riflettere e a capire. Ragionare sullo sviluppo di un'area, ma, soprattutto, progettarlo e realizzarlo non è cosa semplice. Anche perché bisogna capire a che tipo di sviluppo si pensa. «Prima occorre capire la consistenza del progetto, a quale turismo si rivolge e soprattutto chiedersi e chiedere se tutto ciò debba avvenire in condizioni strutturali e infrastrutturali invariate. La infinita storia dei laghi di Sibari, l'inquinamento delle coste e dell'acqua, la fragilità idrogeologica del territorio, così come appalesatasi nei giorni scorsi, sono il giusto viatico per sperare che un campo da golf, sia pure a 18 buche, possa rappresentare una inversione di tendenza. Mi farebbe piacere conoscere da Sviluppo Italia e dall'amministrazione comunale di Cassano il complesso del progetto e dentro quale idea di sviluppo esso viene realizzato», scrive Antonio Granata nella sua nota, diramata giovedì, dalla sede di via Alfano di Castrovillari. Il segretario generale comprensoriale del sindacato di Epifani è scettico. Conosce la storia politica calabrese e conosce molto bene tutti i "tradimenti" che il popolo calabrese ha subito da una certa classe politica che della facile promessa e dei facili entusiasmi ha fatto sempre il suo cavallo di battaglia. «La storia calabrese ci insegna che alla politica degli annunci non sono mai seguiti i fatti", sostiene Granata, il quale, però, non intende sottrarre il sindacato Cgil alle proprie responsabilità. «Come Cgil non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità, se chiamati in causa», dice e, subito dopo, ricorda, a chi si è lasciato prendere dai facili entusiasmi, che Sviluppo Italia è stata la grande assente in tutte le crisi aziendali di cui il territorio è costellato. «Dove era Sviluppo Italia quando si trattava della ex M.d.C., della Marlane e oggi della Foderato Bruzia o delle tante aziende cosentine e calabresi in crisi?» si chiede Granata, il quale tiene a precisare che non intende «negare l'importanza della costruzione di un villaggio turistico», bensì ritenere che «il ruolo di Sviluppo Italia in Calabria non può essere ridotto ad una nicchia nel mentre il declino industriale sta decimando il già fragile tessuto produttivo di una intera area». Non rinuncia, alla fine, Granata, di lanciare una "frecciata", di tipo politico, a Chiaravalloti e all'assessore al Turismo, Pino Gentile. «Adesso ci aspettiamo il manifestarsi l'entusiasmo della Regione che aggiungerà ai 10.000 nuovi posti letto i 300 di Sviluppo Italia. Poco conta se verranno utilizzati da quella marea di turisti che solo Chiaravalloti e Gentile segnalano nei porti, aeroporti e autostrade. Non vorrei fare la Cassandra, ma, stante la scarsa capacità progettuale della Giunta Regionale, temo che i 300 posti letto non siano destinati alle statistiche. Ma forse sono troppo pessimista. Per fortuna ci penserà il Ministro Lunardi a farci sentire cittadini europei, facendoci pagare il pedaggio, e magari sulla ss 106 Jonica».

 Antonio Iannicelli

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