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Attenzione ai facili entusiasmi! Ricordiamoci che le strade
della Calabria sono lastricate da promesse di sviluppo mai
realizzate. La Cgil comprensoriale Sibari-Pollino-Tirreno, con
una nota del suo segretario generale, Antonio Granata,
interviene nella discussione apertasi sulla realizzazione, da
parte di Sviluppo Italia Turismo, di un mega villaggio
turistico, sul territorio del comune di Cassano, e precisamente
nell'area dove già sono presenti altri villaggi turistici, e
smorza i facili entusiasmi manifestati da precisi settori, anche
sindacali. «Trovo alquanto singolare che al solo annuncio di
Sviluppo Italia Turismo di voler realizzare un villaggio
turistico nell'agro di Sibari, tutti dichiarino un entusiasmo
che se non è a prescindere è quantomeno sospetto». Poi una punta
di orgoglio, ma soprattutto di correttezza sindacale: «Non è
nostro compito offrire a scatola chiusa particolari condizioni
contrattuali alle imprese, o generici protocolli d'intesa».
Granata invita a riflettere e a capire. Ragionare sullo sviluppo
di un'area, ma, soprattutto, progettarlo e realizzarlo non è
cosa semplice. Anche perché bisogna capire a che tipo di
sviluppo si pensa. «Prima occorre capire la consistenza del
progetto, a quale turismo si rivolge e soprattutto chiedersi e
chiedere se tutto ciò debba avvenire in condizioni strutturali e
infrastrutturali invariate. La infinita storia dei laghi di
Sibari, l'inquinamento delle coste e dell'acqua, la fragilità
idrogeologica del territorio, così come appalesatasi nei giorni
scorsi, sono il giusto viatico per sperare che un campo da golf,
sia pure a 18 buche, possa rappresentare una inversione di
tendenza. Mi farebbe piacere conoscere da Sviluppo Italia e
dall'amministrazione comunale di Cassano il complesso del
progetto e dentro quale idea di sviluppo esso viene realizzato»,
scrive Antonio Granata nella sua nota, diramata giovedì, dalla
sede di via Alfano di Castrovillari. Il segretario generale
comprensoriale del sindacato di Epifani è scettico. Conosce la
storia politica calabrese e conosce molto bene tutti i
"tradimenti" che il popolo calabrese ha subito da una certa
classe politica che della facile promessa e dei facili
entusiasmi ha fatto sempre il suo cavallo di battaglia. «La
storia calabrese ci insegna che alla politica degli annunci non
sono mai seguiti i fatti", sostiene Granata, il quale, però, non
intende sottrarre il sindacato Cgil alle proprie responsabilità.
«Come Cgil non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità, se
chiamati in causa», dice e, subito dopo, ricorda, a chi si è
lasciato prendere dai facili entusiasmi, che Sviluppo Italia è
stata la grande assente in tutte le crisi aziendali di cui il
territorio è costellato. «Dove era Sviluppo Italia quando si
trattava della ex M.d.C., della Marlane e oggi della Foderato
Bruzia o delle tante aziende cosentine e calabresi in crisi?» si
chiede Granata, il quale tiene a precisare che non intende
«negare l'importanza della costruzione di un villaggio
turistico», bensì ritenere che «il ruolo di Sviluppo Italia in
Calabria non può essere ridotto ad una nicchia nel mentre il
declino industriale sta decimando il già fragile tessuto
produttivo di una intera area». Non rinuncia, alla fine,
Granata, di lanciare una "frecciata", di tipo politico, a
Chiaravalloti e all'assessore al Turismo, Pino Gentile. «Adesso
ci aspettiamo il manifestarsi l'entusiasmo della Regione che
aggiungerà ai 10.000 nuovi posti letto i 300 di Sviluppo Italia.
Poco conta se verranno utilizzati da quella marea di turisti che
solo Chiaravalloti e Gentile segnalano nei porti, aeroporti e
autostrade. Non vorrei fare la Cassandra, ma, stante la scarsa
capacità progettuale della Giunta Regionale, temo che i 300
posti letto non siano destinati alle statistiche. Ma forse sono
troppo pessimista. Per fortuna ci penserà il Ministro Lunardi a
farci sentire cittadini europei, facendoci pagare il pedaggio, e
magari sulla ss 106 Jonica».
Antonio
Iannicelli |