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Come spesso accade, tanto tuonò che piovve. Il Ministero
dell'Interno ha disposto con apposito decreto l'accesso agli
atti del Comune. L'operazione è curata da un'apposita
commissione inquirente composta dal vice prefetto aggiunto,
Francesca Pezone, dal dirigente l'ufficio contabile e
finanziario, Sebastiano Giangrande e dal maggiore Demetrio
Buscia, comandante il reparto operativo provinciale di Cosenza.
A loro è stato assegnato il compito di accertare eventuali
condizionamenti e infiltrazioni da parte della criminalità
organizzata, nell'ambito dell'attività amministrativo-gestionale
dell'Ente locale sibarita.
Il pool di investigatori si è insediato nel palazzo di città il
14 aprile scorso, con un mandato di quindici giorni,
prorogabile. E così è stato. Infatti, alla scadenza del termine
assegnato, la tema di commissari ha chiesto e ottenuto la
proroga di ulteriori dieci giorni, per proseguire nel lavoro
avviato alla ricerca di riscontri oggettivi alle ipotesi che
hanno provocato l'intervento romano.
La presenza dell'organismo inquirente, nonostante nel decreto
prefettizio di convocazione dei comizi per sabato 12 giugno
2004, nell'elenco dei Comuni interessati al voto, figuri anche
Cassano Jonio, ha messo in dubbio il normale svolgimento delle
elezioni amministrative nella città delle terme, per il rinnovo
del Consiglio comunale e l'elezione del nuovo sindaco.
Ricordiamo che il ricorso anticipato alle urne è stato dettato
dalla fine anzitempo della consiliatura, che ha fatto registrare
al timone del Comune, per la prima volta dopo circa cinquant'anni,
un governo di centrodestra, presieduto da Roberto Senise. Il
civico consesso venne sciolto con decreto del presidente della
Repubblica, a causa della mancata approvazione del documento
contabile e il Comune venne commissariato.
L'Amministrazione straordinaria dell'Ente sibarita, tuttora in
carica, è rappresentata dal vice prefetto Carlo Ponte e dai
subcommissari Luigi Pontuale e Mimmo Fuoco. In merito alla
questione dell'accesso agli atti del Comune, le forze politiche
cassanesi dei due schieramenti sono fortemente preoccupate per
lo stato d’incertezza che si è venuto a determinare
nell'opinione pubblica cittadina. Un elemento, che risulta
fortemente condizionante soprattutto ai fini del coinvolgimento
popolare nella formazione delle liste e la scelta dei candidati
per la competizione elettorale.
La cappa della mafia
sulle urne dei cassanesi
Nel mentre la commissione va avanti con le audizioni di soggetti
istituzionali e tecnici informati dei fatti da accertare, a
Cassano regna, quindi, un clima di apprensione e di tensione.
Gli ambienti politici locali sono in fibrillazione. Pur
condividendo l'intervento ministeriale, insieme alle critiche
per il ritardo con il qual è avvenuto, rivendicando però il
sacrosanto diritto di voler andare alle urne per eleggere in
modo democratico il nuovo governo della città.
Nella Città delle terme sibarite, in modo particolare, i guai
non vengono mai da soli.
All'ormai arcinota disastrosa situazione finanziaria che da
oltre dieci anni interessa le casse dell'Ente, dichiarato
dissestato nel 1993 e non ancora risanato, nel tempo si è
sommata la presenza incombente della criminalità organizzata con
i suoi traffici illeciti e con le sanguinose guerre di mafia.
Decine di delitti che hanno insanguinato le strade cittadine.
Una presenza scomoda, per come più volte e a gran voce è stato
denunciato chiamando in causa lo Stato, che di fatto ha
condizionato, non sappiamo ancora se direttamente o
indirettamente, lo sviluppo del territorio. In ogni caso, tutti
auspicano che la commissione inquirente faccia, una buona volta
per tutte, piena luce sulle eventuali infiltrazioni della
malavita organizzata negli affari del Comune di Cassano, in modo
che nel futuro si possa procedere, evitando i revival del
passato, utilizzati per criminalizzare e per offuscare
l'immagine di questo o di quell'altro.
Se sarà possibile, è necessario che dopo tale esperienza
singolare ed eccezionale si torni alla normalità e alla
concretezza in ogni campo. Nel prosieguo nessuno dovrà mai osare
presentarsi con prospettive poco concrete, anche se ambiziose,
per catalizzare il consenso e amministrare Cassano. Progettare
il rilancio economico, sociale e culturale del Comune, significa
abbandonare la fantasia che troppo spesso prospetta scenari
solo virtuali ed impegnarsi a fondo confrontandosi con la realtà
che si vive e restando sempre fortemente ancorati con i piedi
per terra. Sarebbe un delitto, tentare ulteriori voli pindarici.
Al momento in cui andiamo in stampa abbiamo una sola certezza:
Cassano figura inserito nell'elenco dei Comuni di cui al decreto
emanato dal prefetto di Cosenza, Diego D'Amico, interessati al
voto del 12 e 13 giugno prossimi, per il rinvio degli organismi
elettivi. Non possiamo, perciò, immaginare che tipo di
evoluzione potrà
avere la situazione. Certo è che tutto dipenderà dalla relazione
finale, che produrrà per il ministero dell'Interno la
commissione d'accesso agli atti del Comune di Cassano, che nel
frattempo ha consumato i giorni assegnategli dal prefetto di
Cosenza per approfondire le indagini. Ove mai gli inquirenti
incaricati avranno riscontrato infiltrazioni di natura mafiosa
nell'azione amministrativa e gestionale del municipio, si
potrebbe verificare la sospensione dell'iter procedurale
elettorale, con effetti certamente ancora più catastrofici sia
per l'immagine della nobile città di Cassano che per la
collettività intera.
Al momento, però, le mere ipotesi iniziali dovranno diventare
tesi per raggiungere la sintesi finale del teorema iniziale.
Senza provare a fare gli indovini, non sappiano ancora come
finirà.
Che Iddio ce la mandi buona, stavolta. Ne abbiamo davvero
bisogno.
Mimmo Petroni |