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Sabato 15 Maggio 2004

Cassano – Vecchi fantasmi gravano sul destino del Comune – Roma Controlla la situazione


Come spesso accade, tanto tuonò che piovve. Il Ministero dell'Interno ha disposto con apposito decreto l'accesso agli atti del Comune. L'operazione è curata da un'apposita commissione inquirente composta dal vice prefetto aggiunto, Francesca Pezone, dal dirigente l'ufficio contabile e finanziario, Sebastiano Giangrande e dal maggiore Demetrio Buscia, comandante il reparto operativo provinciale di Cosenza. A loro è stato assegnato il compito di accertare eventuali condizionamenti e infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, nell'ambito dell'attività amministrativo-gestionale dell'Ente locale sibarita.
Il pool di investigatori si è insediato nel palazzo di città il 14 aprile scorso, con un mandato di quindici giorni, prorogabile. E così è stato. Infatti, alla scadenza del termine assegnato, la tema di commissari ha chiesto e ottenuto la proroga di ulteriori dieci giorni, per proseguire nel lavoro avviato alla ricerca di riscontri oggettivi alle ipotesi che hanno provocato l'intervento romano.
La presenza dell'organismo inquirente, nonostante nel decreto prefettizio di convocazione dei comizi per sabato 12 giugno 2004, nell'elenco dei Comuni interessati al voto, figuri anche Cassano Jonio, ha messo in dubbio il normale svolgimento delle elezioni amministrative nella città delle terme, per il rinnovo del Consiglio comunale e l'elezione del nuovo sindaco. Ricordiamo che il ricorso anticipato alle urne è stato dettato dalla fine anzitempo della consiliatura, che ha fatto registrare al timone del Comune, per la prima volta dopo circa cinquant'anni, un governo di centrodestra, presieduto da Roberto Senise. Il civico consesso venne sciolto con decreto del presidente della Repubblica, a causa della mancata approvazione del documento contabile e il Comune venne commissariato.    
L'Amministrazione straordinaria dell'Ente sibarita, tuttora in carica, è rappresentata dal vice prefetto Carlo Ponte e dai subcommissari Luigi Pontuale e Mimmo Fuoco. In merito alla questione dell'accesso agli atti del Comune, le forze politiche cassanesi dei due schieramenti sono fortemente preoccupate per lo stato d’incertezza che si è venuto a determinare nell'opinione pubblica cittadina. Un elemento, che risulta fortemente condizionante soprattutto ai fini del coinvolgimento popolare nella formazione delle liste e la scelta dei candidati per la competizione elettorale.

La cappa della mafia
sulle urne dei cassanesi

Nel mentre la commissione va avanti con le audizioni di soggetti istituzionali e tecnici informati dei fatti da accertare, a Cassano regna, quindi, un clima di apprensione e di tensione. Gli ambienti politici locali sono in fibrillazione. Pur condividendo l'intervento ministeriale, insieme alle critiche per il ritardo con il qual è avvenuto, rivendicando però il sacrosanto diritto di voler andare alle urne per eleggere in modo democratico il nuovo governo della città.
Nella Città delle terme sibarite, in modo particolare, i guai non vengono mai da soli.
All'ormai arcinota disastrosa situazione finanziaria che da oltre dieci anni interessa le casse dell'Ente, dichiarato dissestato nel 1993 e non ancora risanato, nel tempo si è sommata la presenza incombente della criminalità organizzata con i suoi traffici illeciti e con le sanguinose guerre di mafia.
Decine di delitti che hanno insanguinato le strade cittadine. Una presenza scomoda, per come più volte e a gran voce è stato denunciato chiamando in causa lo Stato, che di fatto ha condizionato, non sappiamo ancora se direttamente o indirettamente, lo sviluppo del territorio. In ogni caso, tutti auspicano che la commissione inquirente faccia, una buona volta per tutte, piena luce sulle eventuali infiltrazioni della malavita organizzata negli affari del Comune di Cassano, in modo che nel futuro si possa procedere, evitando i revival del passato, utilizzati per criminalizzare e per offuscare l'immagine di questo o di quell'altro.
Se sarà possibile, è necessario che dopo tale esperienza singolare ed eccezionale si torni alla normalità e alla concretezza in ogni campo. Nel prosieguo nessuno dovrà mai osare presentarsi con prospettive poco concrete, anche se ambiziose, per catalizzare il consenso e amministrare Cassano. Progettare il rilancio economico, sociale e culturale del Comune, significa abbandonare la fantasia che troppo  spesso prospetta scenari solo virtuali ed impegnarsi a fondo confrontandosi con la realtà che si vive e restando sempre fortemente ancorati con i piedi per terra. Sarebbe un delitto, tentare ulteriori voli pindarici. Al momento in cui andiamo in stampa abbiamo una sola certezza: Cassano figura inserito nell'elenco dei Comuni di cui al decreto emanato dal prefetto di Cosenza, Diego D'Amico, interessati al voto del 12 e 13 giugno prossimi, per il rinvio degli organismi elettivi. Non possiamo, perciò, immaginare che tipo di evoluzione potrà
avere la situazione. Certo è che tutto dipenderà dalla relazione finale, che produrrà per il ministero dell'Interno la commissione d'accesso agli atti del Comune di Cassano, che nel frattempo ha consumato i giorni assegnategli dal prefetto di Cosenza per approfondire le indagini. Ove mai gli inquirenti incaricati avranno riscontrato infiltrazioni di natura mafiosa nell'azione amministrativa e gestionale del municipio, si potrebbe verificare la sospensione dell'iter procedurale elettorale, con effetti certamente ancora più catastrofici sia per l'immagine della nobile città di Cassano che per la collettività intera.
Al momento, però, le mere ipotesi iniziali dovranno diventare tesi per raggiungere la sintesi finale del teorema iniziale. Senza provare a fare gli indovini, non sappiano ancora come finirà.

Che Iddio ce la mandi buona, stavolta. Ne abbiamo davvero bisogno.

 Mimmo Petroni

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