bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
 
 







 

 

 

 


 

Domenica 23 Maggio 2004

Cosenza - Introduzione di Emanuele Severino ai concetti di “Utopia” ed “Eresia”


Emanuele Severino, il maggiore filosofo al mondo vivente, venerdì ha tenuto una lectio magistralis sui concetti di “Utopia” ed “Eresia” nell’ambito dell’iniziativa “Viaggio Telecom. Una cultura per tutti”. «Eresia – ha affermato Severino – dal verbo aireo che significa prendo, tolgo via, impadronendomene, di qualcosa che sottostà al mio potere e scelto da me. Quindi alla base del concetto di eresia c’è quello di una scelta che si impadronisce con una scoperta di una forte dimensione». Scelta che implica il sottrarsi alle convenzioni vigenti in una data società e schierarsi contro queste. D’obbligo, inoltre,  il riferimento all’eresia cristiana, la quale altro non è che un prendere i concetti cristiani e farli propri, scegliendo di cambiarne loro la dimensione, il proprio senso originario. Discorso questo, usato dal filosofo, per mettere, prima, in stretta relazione l’eresia con l’utopia, e poi, per collegare questi due concetti con i lavori filosofici, soprattutto, di Giordano Bruno, ma anche di Telesio e Campanella. Dalle parole di Severino si può cogliere uno critica alla chiesa di quel periodo, poiché essa si fa promotrice di una libertà di pensiero che effettivamente non esiste, poiché si deve essere sì liberi ma non andare mai contro le leggi imposte dalla chiesa. A supporto di questa tesi Severino cita il caso di Galileo Galilei, costretto dalla Santa Inquisizione a ritrattare le proprie scoperte scientifiche per non essere costretto alla morte. A ciò si è opposto Bruno, il quale, ha accettato di essere mandato sul rogo per difendere le proprie verità filosofiche e scientifiche. La storia ha poi dato ragione a Galileo e Bruno e «questo non può che farci capire – fa notare Severino – come utopia ed eresia siano un proiettarsi verso il futuro e in loro sia insita l’idea di progresso». Utopia, quindi, è «l’eresia protestante, è la parte progettuale verso il futuro». Infatti “Utopia” denota qualcosa che “non ha luogo” ma non nel senso di a-topia (l’assurdo) ma nel senso «di una progettualità che non è ancora realizzata». “Eresia” presuppone necessariamente “Utopia”. Passato, presente e futuro si fondono nelle categorie di “Utopia” ed “Eresia”.

Luigi Cristaldi

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info






















 

 

 

 

 

|top|

© Copyright 2002- 2004  Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it