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Emanuele Severino, il maggiore filosofo al mondo vivente,
venerdì ha tenuto una lectio magistralis sui concetti di
“Utopia” ed “Eresia” nell’ambito dell’iniziativa “Viaggio
Telecom. Una cultura per tutti”. «Eresia – ha affermato Severino
– dal verbo aireo che significa prendo, tolgo via,
impadronendomene, di qualcosa che sottostà al mio potere e
scelto da me. Quindi alla base del concetto di eresia c’è quello
di una scelta che si impadronisce con una scoperta di una forte
dimensione». Scelta che implica il sottrarsi alle convenzioni
vigenti in una data società e schierarsi contro queste.
D’obbligo, inoltre, il riferimento all’eresia cristiana, la
quale altro non è che un prendere i concetti cristiani e farli
propri, scegliendo di cambiarne loro la dimensione, il proprio
senso originario. Discorso questo, usato dal filosofo, per
mettere, prima, in stretta relazione l’eresia con l’utopia, e
poi, per collegare questi due concetti con i lavori filosofici,
soprattutto, di Giordano Bruno, ma anche di Telesio e
Campanella. Dalle parole di Severino si può cogliere uno critica
alla chiesa di quel periodo, poiché essa si fa promotrice di una
libertà di pensiero che effettivamente non esiste, poiché si
deve essere sì liberi ma non andare mai contro le leggi imposte
dalla chiesa. A supporto di questa tesi Severino cita il caso di
Galileo Galilei, costretto dalla Santa Inquisizione a ritrattare
le proprie scoperte scientifiche per non essere costretto alla
morte. A ciò si è opposto Bruno, il quale, ha accettato di
essere mandato sul rogo per difendere le proprie verità
filosofiche e scientifiche. La storia ha poi dato ragione a
Galileo e Bruno e «questo non può che farci capire – fa notare
Severino – come utopia ed eresia siano un proiettarsi verso il
futuro e in loro sia insita l’idea di progresso». Utopia,
quindi, è «l’eresia protestante, è la parte progettuale verso il
futuro». Infatti “Utopia” denota qualcosa che “non ha luogo”
ma non nel senso di a-topia (l’assurdo) ma nel senso «di
una progettualità che non è ancora realizzata». “Eresia”
presuppone necessariamente “Utopia”. Passato, presente e futuro
si fondono nelle categorie di “Utopia” ed “Eresia”.
Luigi
Cristaldi |