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Mercoledì 26 Maggio 2004

Sibari – Stombi: primi disagi per i diportisti


Stombi: proseguono le indagini. Emergono intanto i primi disagi per i diportisti. Sul fronte politico, Frasca chiede ai candidati sindaci di mobilitarsi per indurre la Regione a risolvere il problema.
Antonio Prencipe non parla. Al cronista che lo incalza con una sfilza di domande, il tenente di vascello comandante dell’Ufficio circondariale marittimo oppone un cortese no comment. Le indagini sull’affaire Stombi sono in corso, e gli investigatori preferiscono un prudente silenzio. Così, il giorno dopo, in cronaca finiscono l’eco dei primi disagi e i lampi di un’ancora lontana, quanto improbabile, battaglia politica.
Il giorno dopo è quello che fa seguito al sequestro del canale che collega i laghi di Sibari al mare Ionio. Il relativo decreto, firmato dal pubblico ministero Baldo Pisani, ha valenza probatoria. Lo Stombi, in sostanza, è stato sequestrato in quanto corpo del reato. Meglio, dei reati: occupazione abusiva di suolo demaniale, omessa collocazione dei segnali predisposti a tutela della navigazione marittima, inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. Una serie di violazioni al codice della navigazione, la più grave delle quali punita, in astratto, con la reclusione fino a cinque anni. Fatti e misfatti, ipotizzano gli inquirenti, consumati tra il 1991 ed il 2004. Un arco di tempo durante il quale, sostiene la Procura di Castrovillari, lo Stombi sarebbe stato utilizzato per la navigazione senza la benché minima concessione, e con modalità tali da creare una situazione di pericolo potenzialmente idonea a provocare naufragi e dunque tragedie.
Indiscrezioni: l’inchiesta avrebbe preso spunto dalle indagini avviate, sin dallo scorso anno, da parte della Guardia Costiera coriglianese. A convincere il sostituto procuratore Pisani della necessità di aprire un procedimento penale, attualmente ancora a carico di ignoti, per appurare la paternità dei presunti illeciti consumati attorno allo Stombi, una serie di dettagliate relazioni. Frutto del costante e certosino lavoro del tenente di vascello Prencipe e dei suoi uomini. Al centro delle attenzioni investigative, in particolare, l’inosservanza delle ordinanze emanate dal Circomare coriglianese nell’estate del 2003. Tre provvedimenti con i quali si interdiva, parzialmente o completamente, la navigazione sullo Stombi per cause diverse: inadeguatezza dei fondali, mancanza di luci e boe di segnalazione, assenza delle condizioni di sicurezza. Prossimo passo: giungere all’identificazione dei presunti, eventuali responsabili. Nel calderone potrebbero finire enti pubblici, associazioni  private, noti imprenditori.
Nel frattempo, si registrano i primi disagi: alla notizia del sequestro di canale, un’ondata di telefonate ha travolto i centralini della Guardia Costiera. Decine di persone, proprietarie di imbarcazioni ormeggiate all’interno del porto turistico sibarita, in cerca di notizie sul futuro. Sulla vicenda, s’annunciano anche polemiche politiche. L’ex senatore e già primo cittadino di Cassano, Salvatore Frasca, candidato alla poltrona di sindaco, ha invitato i suoi colleghi aspiranti sindaci a richiedere congiuntamente un incontro alla Regione per discutere del sequestro del canale Stombi. <<Un provvedimento – sostiene Frasca, che sembra aver ben chiara la titolarità delle responsabilità del caso Stombi – provocato dall’incuria dell’amministrazione comunale, del Consorzio di bonifica e della stessa Regione>>.
Forse, o forse no. O forse non solo. Lo stabilirà la magistratura.

Gianpaolo Iacobini

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