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Stombi:
proseguono le indagini, iniziano le audizioni di persone
informate sui fatti. Ieri in Procura sentito Manlio Stassi. Il
presidente dell’associazione “Laghi di Sibari” s’è presentato
spontaneamente.
Quel pasticciaccio brutto dello Stombi. Che dovrebbe essere,
semplicemente, un canale. Il corridoio d’accesso al mare per i
diportisti che gettano l’ancora nel porto turistico dei laghi di
Sibari. E che invece, adesso, è anche e soprattutto un caso
giudiziario: posto sotto sequestro dalla Procura della
Repubblica di Castrovillari, lo Stombi è, tecnicamente, un corpo
di reato. Ovvero il braccio d’acqua, lungo quattrocentocinquanta
metri appena, attorno al quale si sarebbero consumate, negli
ultimi tredici anni, una serie di violazioni del codice della
navigazione. Nello specifico: occupazione abusiva di suolo
demaniale, omessa collocazione dei segnali predisposti a tutela
della navigazione marittima, inosservanza delle norme sulla
sicurezza della navigazione.
Questa sarebbe dunque la storia di un canale, sostengono gli
investigatori, utilizzato per la navigazione senza la benché
minima concessione, e con modalità tali da creare una situazione
di pericolo potenzialmente idonea a provocare naufragi e dunque
tragedie. Per fugare ombre ed accertare responsabilità, si
indaga. In campo, il pool della Guardia Costiera, coordinato dal
sostituto procuratore Baldo Pisani. Un’indagine complessa, fatta
di intrecci all’apparenza inestricabili, affidata alla sagacia
del tenente di vascello Antonio Prencipe e dei suoi uomini.
Novità: ieri, in Procura, a Castrovillari, davanti al pm Pisani,
s’è materializzato Manlio Stassi, vulcanico presidente
dell’associazione “Laghi di Sibari”. Una presentazione spontanea
al cospetto degli inquirenti, per rendere informazioni utili al
prosieguo delle indagini. Arrivato alle 12, Stassi ha lasciato
gli uffici giudiziari castrovillaresi due ore dopo. In mezzo, il
racconto di due vite, quelle gemelle dei laghi di Sibari e dello
Stombi. Pisani, affiancato dal comandante Prencipe e da capo
Vincenzo Figoli, ha preso nota, consegnando alla memoria dei
verbali la puntuale narrazione di fatti, dettagli e circostanze
offerta da Stassi e giudicata <<rilevante ed utile>>
all’economia dell’inchiesta. Al punto che negli ambienti
investigativi non si esclude di riuscire a dar presto un volto,
un nome o una denominazione a persone, enti ed aziende coinvolti
in un’inchiesta attualmente ancora a carico di ignoti. <<Sono
andato a rendere solidarietà agli investigatori – ha commentato
il presidente dell’associazione “Laghi di Sibari” al termine
dell’incontro – perché ne condivido pienamente l’operato.
Bisogna uscire allo scoperto e far luce, una volta per tutte, su
un infernale groviglio di responsabilità che penalizza
fortemente il presente e l’avvenire del porto turistico>>. Poi
più niente, se non la promessa di dire di più nei giorni a
venire.
Quel pasticciaccio brutto: la storia continua.
Gianpaolo Iacobini |