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Caso
Stombi: Guardia Costiera e Guardia di Finanza negli uffici
dell’assessorato regionale ai lavori pubblici per acquisire la
documentazione concernente il canale sibarita.
Riassunto delle puntate precedenti: il fosso di scolo denominato
Stombi diventa un signor canale sul finire degli anni ’70,
quando mani e menti d’imprenditore lo trasformano nel corridoio
d’accesso al mare per i diportisti che gettano l’ancora nel
porto turistico dei laghi di Sibari. Vent’anni dopo, il canale
già umile ma dignitoso fosso di scolo è, anche e soprattutto, un
caso giudiziario: posto sotto sequestro dalla Procura della
Repubblica di Castrovillari, lo Stombi è, tecnicamente, un corpo
di reato. Ovvero il braccio d’acqua, lungo quattrocentocinquanta
metri appena, attorno al quale si sarebbero consumate, negli
ultimi tredici anni, una serie di violazioni del codice della
navigazione. Nello specifico: occupazione abusiva di suolo
demaniale, omessa collocazione dei segnali predisposti a tutela
della navigazione marittima, inosservanza delle norme sulla
sicurezza della navigazione. Dettagli: dal 1991 ad oggi il
canale sarebbe stato utilizzato per la navigazione senza la
benché minima concessione, e con modalità tali da creare una
situazione di pericolo potenzialmente idonea a provocare
naufragi e dunque tragedie.
Per far luce sul mistero, indaga la Procura di Castrovillari. Il
sostituto procuratore Baldo Pisani coordina il gruppo degli
investigatori, composto dai militari dell’Ufficio circondariale
marittimo di Corigliano, guidato dal tenente di vascello Antonio
Principe. Due giorni fa, all’indomani dell’esecuzione del
provvedimento di sequestro, in Procura s’è presentato
spontaneamente, per rendere dichiarazioni, il presidente
dell’associazione “Laghi di Sibari”, Manlio Stassi. Ieri
mattina, invece, l’inchiesta ha segnato una tappa in trasferta.
Gli uomini della Guardia Costiera, in collaborazione con i
finanzieri del nucleo provinciale di polizia tributaria di
Catanzaro, hanno notificato ai dirigenti dell’assessorato
regionale ai lavori pubblici un decreto contenente un ordine di
esibizione di atti. Il provvedimento, siglato dal pm Pisani, ha
consentito l’acquisizione della documentazione avente ad oggetto
lo Stombi, il rigagnolo che fa impazzire il mondo. Nelle borse
degli investigatori sono finite planimetrie, progetti,
relazioni, atti amministrativi e contabili. Nel mirino degli
inquirenti la documentazione utile a ricostruire le vicende
passate dallo Stombi, ma anche a meglio inquadrare una lunga
serie di interventi di manutenzione, con particolare riferimento
a quelli posti in essere nell’ultimo decennio. L’intera
operazione, agevolata dalla collaborazione offerta da tecnici e
responsabili dell’assessorato, s’è conclusa nel giro d’un’ora,
attorno alle 13 di un venerdì dalle temperature già agostane.
Gli incartamenti acquisiti sono ora al vaglio della magistratura
inquirente: s’attendono nuovi sviluppi già nelle prossime ore.
Gianpaolo Iacobini |