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C'è un variegato mondo che gira intorno alle feste di paese e le
rende più vive, movimentate, divertenti. È il mondo dei "vu
vumprà", carichi di roba e prodotti "etnici". Viaggiano in
pullman o vecchie auto sgangherate. Arrivano nei paesi, aprono
le loro improvvisate bancarelle, tirano dalle valigie le più
stravaganti mercanzie. Stesso scenario nella città del Pollino,
per i festeggiamenti alla patrona, la Madonna del Castello, che
si protrarranno fino a questa sera con il concerto di Tullio De
Piscopo. E per l'arrivo di questi ambulanti, anche quest'anno la
Caritas della Parrocchia di San Francesco e l'Associazione "Suor
Semplice", ha organizzato una mensa gratuita per dare almeno un
po' di sollievo a queste persone che girano di paese in paese
spesso dormendo all'aperto o al meglio dentro le auto. "Un gesto
d'amore hanno detto alla Caritas per questi nostri fratelli
che vengono dalle parti più lontane del mondo in cerca di una
vita dignitosa per se stessi e per i loro familiari". Anche
quest'anno, secondo la Caritas, la festa, quella religiosa,
quella in onore della Madonna, è stata rovinata poiché la
maggior parte degli ambulanti è stata allontanata e cacciata dal
paese. È lo stesso episodio dello scorso anno. Allora fu detto
per il pericolo del contagio Sars, mentre per quest'anno i
motivi non si conoscono. Non ci si vuole sostituire al lavoro di
chi tutela l'incolumità dei cittadini e c'è la coscienza che è
sempre difficile trovare una via di mezzo che salvaguardi
l'ordine pubblico e la dignità di queste persone ma
l'allontanamento ha fatto rimanere con l'amaro in bocca tanti
cittadini, gli operatori Caritas e lo stesso parroco della
Chiesa di San Francesco, padre Adolfo Della Torre, che da sopra
il pulpito, durante la messa ha ricordato il fatto adducendolo
come un nuovo atto di insofferenza che non sarà piaciuto a Dio,
colui che ha creato gli uomini tutti uguali e con gli stessi
diritti. E per correttezza bisogna ricordare che molti
ambulanti hanno dormito dentro i portoni delle case hanno
bivaccato e fatto i bisogni corporali all'aperto creando disagi
ai residenti anche a chi vi scrive che ha "ospitato" sotto i
balconi alcuni asiatici. Il giorno dopo, acqua sapone e
disinfettante: pazienza! Sarebbe stato opportuno sistemare tre
o quattro bagni chimici su tutto Corso Garibaldi, sapendo già
dell'arrivo dei venditori. Per il prossimo anno sarebbe
auspicabile cercare una soluzione per far convivere le "esigenze
della Legge" e quelle della "carità".
Nicola Russo |