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E' necessario non dare un'immagine distorta di Cassano. Bisogna
impegnarsi acchè sia garantito agli elettori della città delle
Terme il diritto democratico di eleggersi, nella tornata
elettorale del 12 e 13 giugno, i propri amministratori. A
sostenerlo è l'onorevole socialista Salvatore Frasca che, dopo
la pronuncia del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso
dell'amministrazione comunale di Monasterace contro lo
scioglimento del civico consesso di quel comune, torna sulla
presenza nella città delle Terme della commissione per l'accesso
agli atti e sul rischio del rinvio delle elezioni comunali.
L'esponente socialista ritiene che «l'accoglimento del ricorso
dell'amministrazione di Monasterace da parte del Tar del Lazio
avverso al decreto con cui il consiglio dei ministri sciolse, il
27 ottobre scorso, il consiglio comunale di quel paese, possa
rappresentare un forte ammonimento sia per il Ministro
dell'Interno sia per il Prefetto di Cosenza, nell'eventualità
che essi dovessero accingersi a promuovere un provvedimento a
carico del comune di Cassano ostativo delle prossime elezioni
comunali. Se ciò dovesse accadere, dal momento che a Cassano,
per altro, non è in carica il consiglio comunale, presupposto
questo per la nomina degli ispettori», spiega Frasca, «ci
troveremmo in evidente contrasto con le vigenti disposizioni di
legge. Da qui, quindi, l'abuso da noi denunciato per l'invio
degli ispettori e l'impegno, da parte nostra, di ricorrere alla
competente autorità giudiziaria nell'eventualità di un
provvedimento ostativo dello svolgimento delle elezioni, che ci
indurrebbe ad agire anche in sede penale essendo facilmente
riscontrabile l'abuso in atti d'ufficio», dichiara. L'esponente
socialista, già sindaco per un decennio del comune sibarita, nel
ribadire che i socialisti riformisti cassanesi non sono affatto
"contrari a che i competenti organi dello Stato facciano tutte
le indagini che vogliono al fine di garantire che la vita
istituzionale, politica, sociale ed economica nel comune si
svolga nella più assoluta legalità, anche se finora lo Stato ha
fatto poco o nulla per contribuire a garantirla», sostiene che
gli elettori della città delle Terme il 12 e il 13 giugno
prossimo devono poter esercitare il loro diritto/dovere di
eleggersi, democraticamente e liberamente, gli amministratori
che vogliono. «Quello che pretendiamo», ha concluso Frasca, «è
che non si offra di Cassano l'immagine distorta di un paese di
mafia. Non abbiamo mai nascosto e non intendiamo nascondere che
vi siano presenze mafiose, ma, come diceva Michele Pantaleone
"nulla è mafia se tutto è mafia". Ed è, proprio per questo, che
avremmo voluto che i parlamentari della zona avessero preso
qualche iniziativa per far valere le nostre buone ragioni, ma,
anche in questa circostanza, taluni di loro sono stati
acquiescenti, altri muti come pesci. O more tempora!».
Antonio Iannicelli |