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Domenica 30 maggio 2004

Cassano. - Il commercialista Antony Gioia interviene sul dissesto delle finanze comunali - «Non basta l'aumento delle tasse» - «Il commissariamento non consente la trasparenza»


 "Il ripristino dell'ordine e della legalità nella gestione finanziaria dell'ente attraverso l'inasprimento fiscale si risolverebbe in un atto d'accusa indirizzato unicamente nei confronti dei cittadini. Ma i silenzi di Palazzo di Città e le difficoltà che si incontrano nell'accesso agli atti del Comune non aiutano a capire e, comunque, neppure rappresentano esempi di trasparenza amministrativa". Questo è quanto sostiene il commercialista Antony Gioia, da sempre attento alla situazione finanziaria del comune di Cassano, in una nota stampa dal sintomatico titolo: "Risanamento finanziario di Cassano Ionio: silenzi e dilemmi". Il professionista cassanese analizza, anche se a grandi linee, gli "eventi" più importanti succedutisi nella città delle Terme per quanto attiene la "questione dissesto". Gioia inizia col ricordare che nel novembre 2003 la gestione commissariale che amministra Cassano dal giugno scorso "non ha proceduto all'adozione della manovra di riequilibrio del bilancio e neppure al riconoscimento e pagamento di 6 milioni di euro di nuovi debiti fuori bilancio. Contestualmente", tiene a evidenziare Gioia, "ha avanzato al Ministero dell'Interno richiesta di ulteriore contributo statale attraverso la contrazione del mutuo integrativo con oneri a totale carico dello Stato". Il professionista cassanese ritiene che con l'adozione di questi atti "la Prefettura di Cosenza si sia attivata, purtroppo invano, per ricercare nuove risorse statali ordinarie (attraverso il mutuo integrativo) e straordinarie (attraverso stanziamenti nella legge finanziaria) da destinare al risanamento finanziario dell'ente". Gioia va avanti. Ricorda che nel mese di marzo scorso la commissione straordinaria di liquidazione ha presentato il rendiconto della gestione e che la conclusione di questo lungo iter "legittima i creditori dell'ente a riprendere le azioni esecutive "individuali" per la riscossione dei crediti insoluti nonché ad avviare analoghe azioni per il riconoscimento e pagamento di interessi e rivalutazione monetaria". A distanza di un mese, continua Gioia, c'è stato, nel comune sibarita l'insediamento di una commissione per l'accesso agli atti finalizzata all'accertamento di condizionamenti o infiltrazioni mafiose nell'attività amministrativo-gestionale dell'ente. Questo evento, secondo il professionista, "potrebbe preludere a un differimento di due anni delle elezioni di Sindaco e Consiglio comunale. Una fattispecie per cui la legge prevede un circuito preferenziale per l'accesso ai finanziamenti statali e regionali per la realizzazione di opere pubbliche e per far fronte alle disfunzioni dei servizi di competenza degli enti commissariati, che si estende anche per la durata del primo mandato elettivo conseguente alla cessazione del commissariamento straordinario". Se così dovesse rivelarsi lo Stato ricorrerebbe ad uno strumento improprio per affrontare un problema reale. Riconoscerebbe "il fallimento delle ordinarie procedure di risanamento finanziario del Comune di Cassano, per inefficacia del quadro normativo o per inerzia degli organi preposti". Ma anche questa ipotesi sembra accantonata. Il ministero dell'Interno sembra che abbia rimandato indietro il rendiconto della gestione delle passività pregresse e abbia invitato la Commissione straordinaria a inserire nella massa passiva quei nuovi debiti. Contestualmente, a dire di Gioia, il Commissario prefettizio si appresterebbe a varare misure di inasprimento fiscale.

Antonio Iannicelli

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