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"Il ripristino dell'ordine e della legalità nella gestione
finanziaria dell'ente attraverso l'inasprimento fiscale si
risolverebbe in un atto d'accusa indirizzato unicamente nei
confronti dei cittadini. Ma i silenzi di Palazzo di Città e le
difficoltà che si incontrano nell'accesso agli atti del Comune
non aiutano a capire e, comunque, neppure rappresentano esempi
di trasparenza amministrativa". Questo è quanto sostiene il
commercialista Antony Gioia, da sempre attento alla situazione
finanziaria del comune di Cassano, in una nota stampa dal
sintomatico titolo: "Risanamento finanziario di Cassano Ionio:
silenzi e dilemmi". Il professionista cassanese analizza, anche
se a grandi linee, gli "eventi" più importanti succedutisi nella
città delle Terme per quanto attiene la "questione dissesto".
Gioia inizia col ricordare che nel novembre 2003 la gestione
commissariale che amministra Cassano dal giugno scorso "non ha
proceduto all'adozione della manovra di riequilibrio del
bilancio e neppure al riconoscimento e pagamento di 6 milioni di
euro di nuovi debiti fuori bilancio. Contestualmente", tiene a
evidenziare Gioia, "ha avanzato al Ministero dell'Interno
richiesta di ulteriore contributo statale attraverso la
contrazione del mutuo integrativo con oneri a totale carico
dello Stato". Il professionista cassanese ritiene che con
l'adozione di questi atti "la Prefettura di Cosenza si sia
attivata, purtroppo invano, per ricercare nuove risorse statali
ordinarie (attraverso il mutuo integrativo) e straordinarie
(attraverso stanziamenti nella legge finanziaria) da destinare
al risanamento finanziario dell'ente". Gioia va avanti. Ricorda
che nel mese di marzo scorso la commissione straordinaria di
liquidazione ha presentato il rendiconto della gestione e che la
conclusione di questo lungo iter "legittima i creditori
dell'ente a riprendere le azioni esecutive "individuali" per la
riscossione dei crediti insoluti nonché ad avviare analoghe
azioni per il riconoscimento e pagamento di interessi e
rivalutazione monetaria". A distanza di un mese, continua Gioia,
c'è stato, nel comune sibarita l'insediamento di una commissione
per l'accesso agli atti finalizzata all'accertamento di
condizionamenti o infiltrazioni mafiose nell'attività
amministrativo-gestionale dell'ente. Questo evento, secondo il
professionista, "potrebbe preludere a un differimento di due
anni delle elezioni di Sindaco e Consiglio comunale. Una
fattispecie per cui la legge prevede un circuito preferenziale
per l'accesso ai finanziamenti statali e regionali per la
realizzazione di opere pubbliche e per far fronte alle
disfunzioni dei servizi di competenza degli enti commissariati,
che si estende anche per la durata del primo mandato elettivo
conseguente alla cessazione del commissariamento straordinario".
Se così dovesse rivelarsi lo Stato ricorrerebbe ad uno strumento
improprio per affrontare un problema reale. Riconoscerebbe "il
fallimento delle ordinarie procedure di risanamento finanziario
del Comune di Cassano, per inefficacia del quadro normativo o
per inerzia degli organi preposti". Ma anche questa ipotesi
sembra accantonata. Il ministero dell'Interno sembra che abbia
rimandato indietro il rendiconto della gestione delle passività
pregresse e abbia invitato la Commissione straordinaria a
inserire nella massa passiva quei nuovi debiti. Contestualmente,
a dire di Gioia, il Commissario prefettizio si appresterebbe a
varare misure di inasprimento fiscale.
Antonio Iannicelli |