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Liberata
dagli abusivi una delle proprietà confiscata dall’Intendenza di
Finanza alla fine degli anni Ottanta all’ex padrino indiscusso
della Sibaritide, Giuseppe Cirillo, e poi cedute al Comune di
Cassano. Si tratta di un’imponente azienda agricola situata nel
cuore della fertile Piana di Sibari, in località “Tre Ponti”. Da
anni in mano a persone che l’avevano occupata approfittando
della colpevole incuria e del degrado in cui era stata
abbandonata, la struttura è stata “liberata” da un intervento
congiunto del Comune, dell’Azienda sanitaria locale di Rossano e
delle forze dell’ordine. Il blitz istituzionale ha seguito
un’ordinanza emessa circa un anno addietro dal responsabile del
settore finanziario del Municipio cittadino. Gli occupanti sono
stati identificati come soggetti residenti a Cassano centro e
nella frazione Doria. Una nota diramata dall’Ufficio stampa
comunale informa che gli occupanti illegali hanno sgomberato la
struttura dopo qualche tentennamento iniziale. A “Tre ponti”
erano stati trasferiti 70 capi di bestiame tra ovini, caprini,
bovini e altre specie. Svuotati i locali, la task-force
istituzionale ha provveduto a rimettere in sesto quanto
possibile i vecchi confini, murando alcuni accessi e sigillando
con saldature ad hoc parti di cancelli, compreso il centrale che
introduce all’azienda, completamente fondato. Sul posto sono
intervenuti, tra gli altri, il comandante della Stazione
carabinieri cittadina, maresciallo Antonio D’Ingianna, il
comandante del corpo di vigili urbani, Giuseppe Mignogna, il
responsabile dei Servizi manutentivi comunali, geometra Franco
Sarubbo.
Il Comune racconta lo sgombero dell’azienda agricola sibarita
come di “un segnale importante e significativo, che testimonia
l’impegno degli organi dello Stato in direzione della
salvaguardia del territorio e per il rispetto dell’ordine e
della sicurezza pubblica. Un concreto esempio di educazione alla
legalità”.
La struttura agricola di contrada “Tre ponti” è stata per anni
occupata da una cellula della Comunità di recupero e
reinserimento per tossicodipendenti “Saman Calabria”,
insediatasi nel Cassanese a cavallo tra gli anni Ottanta e
Novanta. La realtà per tossicodipendenti sorta attorno a un’idea
di Mauro Rostagno ebbe in comodato dal Comune altre due aziende
confiscate a don Peppino Cirillo, entrambe a poche chilometri da
“Tre ponti”: un’ex industria per l’allevamento di polli e la
produzione di uova situata in località “Laccata” tra Lauropoli e
Sibari; e un’ex ingrosso di prodotti ortofrutticoli sistemata
all’incrocio tra il vecchio tracciato della Statale 106 ionica e
la bretella che lo lega alla 106 bis, in contrada “Bruscata” di
Sibari. Quest’ultima e la struttura di “Tre ponti” furono
abbandonate da “Saman” a metà degli anni Novanta a seguito della
tempesta giudiziaria che coinvolse, decapitandoli, i vertici
nazionali della comunità terapeutica. Nel Cassanese, “Saman”
mantenne solo la struttura di contrada “Laccata” in cui è
tuttora attiva una Comunità terapeutica gestita dal nuovo corso
di “Saman”, che a livello nazionale è guidato dal presidente
Achille Saletti.
L’occupazione abusiva di “Tre ponti” scattò qualche anno dopo
l’abbandono da parte della cellula per tossicodipendenti, con
l’azienda vergognosamente abbandonata a se stessa. Molte le
ipotesi già “calde” per un suo prossimo utilizzo. Sono quasi
tutte di matrice sociale. Alcuni tra i più attendibili
coinvolgono la diocesi di Cassano e il Forum delle associazioni
che coinvolge oltre venti sigle attive nel perimetro comunale.
Domenico Marino |