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Venerdì 05 Marzo 2004

Cassano - Liberata dagli abusivi azienda confiscata all’ex boss Cirillo


 Liberata dagli abusivi una delle proprietà confiscata dall’Intendenza di Finanza alla fine degli anni Ottanta all’ex padrino indiscusso della Sibaritide, Giuseppe Cirillo, e poi cedute al Comune di Cassano. Si tratta di un’imponente azienda agricola situata nel cuore della fertile Piana di Sibari, in località “Tre Ponti”. Da anni in mano a persone che l’avevano occupata approfittando della colpevole incuria e del degrado in  cui era stata abbandonata, la struttura è stata “liberata” da un intervento congiunto del Comune, dell’Azienda sanitaria locale di Rossano e delle forze dell’ordine. Il blitz istituzionale ha seguito un’ordinanza emessa circa un anno addietro dal responsabile del settore finanziario del Municipio cittadino. Gli occupanti sono stati identificati come soggetti residenti a Cassano centro e nella frazione Doria. Una nota diramata dall’Ufficio stampa comunale informa che gli occupanti illegali hanno sgomberato la struttura dopo qualche tentennamento iniziale. A “Tre ponti” erano stati trasferiti 70 capi di bestiame tra ovini, caprini, bovini e altre specie. Svuotati i locali, la task-force istituzionale ha provveduto a rimettere in sesto quanto possibile i vecchi confini, murando alcuni accessi e sigillando con saldature ad hoc parti di cancelli, compreso il centrale che introduce all’azienda, completamente fondato. Sul posto sono intervenuti, tra gli altri, il comandante della Stazione carabinieri cittadina, maresciallo Antonio D’Ingianna, il comandante del corpo di vigili urbani, Giuseppe Mignogna, il responsabile dei Servizi manutentivi comunali, geometra Franco Sarubbo.
Il Comune racconta lo sgombero dell’azienda agricola sibarita come di “un segnale importante e significativo, che testimonia l’impegno degli organi dello Stato in direzione della salvaguardia del territorio e per il rispetto dell’ordine e della sicurezza pubblica. Un concreto esempio di educazione alla legalità”.
La struttura agricola di contrada “Tre ponti” è stata per anni occupata da una cellula della Comunità di recupero e reinserimento per tossicodipendenti “Saman Calabria”, insediatasi nel Cassanese a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. La realtà per tossicodipendenti sorta attorno a un’idea di Mauro Rostagno ebbe in comodato dal Comune altre due aziende confiscate a don Peppino Cirillo, entrambe a poche chilometri da “Tre ponti”: un’ex industria per l’allevamento di polli e la produzione di uova situata in località “Laccata” tra Lauropoli e Sibari; e un’ex ingrosso di prodotti ortofrutticoli sistemata all’incrocio tra il vecchio tracciato della Statale 106 ionica e la bretella che lo lega alla 106 bis, in contrada “Bruscata” di Sibari. Quest’ultima e la struttura di “Tre ponti” furono abbandonate da “Saman” a metà degli anni Novanta a seguito della tempesta giudiziaria che coinvolse, decapitandoli,  i vertici nazionali della comunità terapeutica. Nel Cassanese, “Saman” mantenne solo la struttura di contrada “Laccata” in cui è tuttora attiva una Comunità terapeutica gestita dal nuovo corso di “Saman”, che a livello nazionale è guidato dal presidente Achille Saletti.
L’occupazione abusiva di “Tre ponti” scattò qualche anno dopo l’abbandono da parte della cellula per tossicodipendenti, con l’azienda vergognosamente abbandonata a se stessa. Molte le ipotesi già “calde” per un suo prossimo utilizzo. Sono quasi tutte di matrice sociale. Alcuni tra i più attendibili coinvolgono la diocesi di Cassano e il Forum delle associazioni che coinvolge oltre venti sigle attive nel perimetro comunale.

 Domenico Marino

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