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Sabato 13 Marzo 2004

Cosenza –  Una ricerca dell’Eurispes dopo l’inchiesta della Dda - L’usura strangola l’economia, tassi da capogiro.


Il fenomeno dell'usura al microscopio. L'inchiesta della Dda ha messo in evidenza inquietanti collegamenti tra il mondo dell'imprenditoria e la criminalità organizzata. Molti gli arresti, alcuni dei quali eccellenti. Mentre l'inchiesta della Dda va avanti (e c'è chi ipotizza nuovi, clamorosi sviluppi) l'Eurispes Calabria tira fuori, con grande tempismo, i risultati di una ricerca sull'usura compiuta in queste ultime settimane e annuncia per lunedì 22 marzo un seminario sul tema «Usura, il lato occulto del credito». Vi parteciperanno l'arcivescovo Giuseppe Agostino, il presidente della Provincia Antonio Acri, il presidente dell'Eurispes Calabria Raffaele Rio, l'assessore provinciale al mercato del lavoro Franco Laratta, il presidente della Fondazione anti‑usura «San Matteo Apostolo» di Cassano Jonio don Attilio Foscaldi, il presidente della Fondazione antiusura «Don Carlo De Cardona» di Cosenza Angelo Pugliese, il coordinatore scientifico dell'Osservatorio provinciale sul credito Nino Floro. I risultati della ricerca Eurispes confermano come l'usura sia in città e in provincia un fenomeno «molto radicato e diffusi>>. Chi sono le vittime dell'usura? Sono quelle che nella ricerca Eurispes vengono indicate come appartenenti alle «aree di maggiore marginalizzazione economica»: piccoli e piccolissimi commercianti, artigiani  <<Numerosi>>, si sottolinea in una nota dell'Eurispes in cui si anticipano i risultati della ricerca che verranno presentati il 22 marzo, «sono i casi rilevati di attività usuraie che attaccano le famiglie e i lavoratori dipendenti, le casalinghe, i pensionati e i disoccupati»  La ricerca Eurispes è stata condotta con un questionario rivolto a 50 interlocutori <<privilegiati>> che, si rileva nella nota, «hanno vissuto in prima persona la condizione di "soggetto a rischio usura" o di contatto con il fenomeno» e che, perciò, «sono in grado di raccontare i termini di una esperienza da cui, in fondo, non sono stati così lontani»  Un capitolo della ricerca Eurispes è dedicato al ruolo delle banche. E’ forte, viene evidenziato, la «percezione che il sistema bancario sia lontano dai bisogni e dalle aspettative degli operatori economici che avvertono resistenze da parte delle banche quando queste sono chiamate a erogare il credito>>. Ostacoli «burocratico amministrativi» danneggiano o addirittura impediscono il corretto rapporto tra banca e clienti. Gli usurai sono invece attrezzatissimi, sono in grado di "individuare" imprenditori, professionisti, commercianti che versano in difficoltà economiche. Gli usurai, inoltre, al contrario delle banche, sono nella condizione di “prestare" il denaro in tempi brevissimi, «addirittura nel giro di uno o due giorni dal momento del contatto>>. «Nel peggiore dei casi», si precisa nella nota dell'Eurispes, <<il denaro viene fatto recepire alla vittima al massimo in una settimana>>. Nella ricerca Eurispes si è anche tentato di capire le cause delle difficoltà economiche di quanti ricorrono agli strozzini. Le ingenti spese per far fronte a cure mediche e a malattie: ecco la causa del ricorso agli usurai del 26 per cento del campione intervistato. Tra le cause degli indebitamenti ci sono poi la perdita al gioco, il pagamento di ingenti somme per estorsioni e anche il mancato incasso di somme accreditate dalla pubblica amministrazione. A quanto ammontano i tassi di interesse applicati dagli strozzini? «La percezione è», spiega la nota dell'Eurispes, «che in media il tasso di interesse per il debitore raggiunga la quota del 170 per cento». <<Questo tasso varia tra il 25 e il 500 per cento con una concentrazione maggiore delle indicazioni nei livelli che vanno», prosegue la nota Eurispes, «tra il cento e il duecento per cento», Gli usurai non si fidano in particolare dei disoccupati ai quali chiedono tassi di interessi medi del duecento per cento. Percentuale analoga quella applicata agli artigiani e agli agricoltori. Più "contenuta" invece la stima del tasso applicato agli operatori del settore del commercio: il tasso medio annuo viene calcolato attorno al 140 per cento con un minimo del 75 per cento e un massimo del 300 per cento.

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