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Il
fenomeno dell'usura al microscopio. L'inchiesta della Dda ha
messo in evidenza inquietanti collegamenti tra il mondo
dell'imprenditoria e la criminalità organizzata. Molti gli
arresti, alcuni dei quali eccellenti. Mentre l'inchiesta della
Dda va avanti (e c'è chi ipotizza nuovi, clamorosi sviluppi) l'Eurispes
Calabria tira fuori, con grande tempismo, i risultati di una
ricerca sull'usura compiuta in queste ultime settimane e
annuncia per lunedì 22 marzo un seminario sul tema «Usura, il
lato occulto del credito». Vi parteciperanno l'arcivescovo
Giuseppe Agostino, il presidente della Provincia Antonio Acri,
il presidente dell'Eurispes Calabria Raffaele Rio, l'assessore
provinciale al mercato del lavoro Franco Laratta, il presidente
della Fondazione anti‑usura «San Matteo Apostolo» di Cassano
Jonio don Attilio Foscaldi, il presidente della Fondazione
antiusura «Don Carlo De Cardona» di Cosenza Angelo Pugliese, il
coordinatore scientifico dell'Osservatorio provinciale sul
credito Nino Floro. I risultati della ricerca Eurispes
confermano come l'usura sia in città e in provincia un fenomeno
«molto radicato e diffusi>>. Chi sono le vittime dell'usura?
Sono quelle che nella ricerca Eurispes vengono indicate come
appartenenti alle «aree di maggiore marginalizzazione
economica»: piccoli e piccolissimi commercianti, artigiani
<<Numerosi>>, si sottolinea in una nota dell'Eurispes in cui si
anticipano i risultati della ricerca che verranno presentati il
22 marzo, «sono i casi rilevati di attività usuraie che
attaccano le famiglie e i lavoratori dipendenti, le casalinghe,
i pensionati e i disoccupati» La ricerca Eurispes è stata
condotta con un questionario rivolto a 50 interlocutori
<<privilegiati>> che, si rileva nella nota, «hanno vissuto in
prima persona la condizione di "soggetto a rischio usura" o di
contatto con il fenomeno» e che, perciò, «sono in grado di
raccontare i termini di una esperienza da cui, in fondo, non
sono stati così lontani» Un capitolo della ricerca Eurispes è
dedicato al ruolo delle banche. E’ forte, viene evidenziato, la
«percezione che il sistema bancario sia lontano dai bisogni e
dalle aspettative degli operatori economici che avvertono
resistenze da parte delle banche quando queste sono chiamate a
erogare il credito>>. Ostacoli «burocratico amministrativi»
danneggiano o addirittura impediscono il corretto rapporto tra
banca e clienti. Gli usurai sono invece attrezzatissimi, sono in
grado di "individuare" imprenditori, professionisti,
commercianti che versano in difficoltà economiche. Gli usurai,
inoltre, al contrario delle banche, sono nella condizione di
“prestare" il denaro in tempi brevissimi, «addirittura nel giro
di uno o due giorni dal momento del contatto>>. «Nel peggiore
dei casi», si precisa nella nota dell'Eurispes, <<il denaro
viene fatto recepire alla vittima al massimo in una settimana>>.
Nella ricerca Eurispes si è anche tentato di capire le cause
delle difficoltà economiche di quanti ricorrono agli strozzini.
Le ingenti spese per far fronte a cure mediche e a malattie:
ecco la causa del ricorso agli usurai del 26 per cento del
campione intervistato. Tra le cause degli indebitamenti ci sono
poi la perdita al gioco, il pagamento di ingenti somme per
estorsioni e anche il mancato incasso di somme accreditate dalla
pubblica amministrazione. A quanto ammontano i tassi di
interesse applicati dagli strozzini? «La percezione è», spiega
la nota dell'Eurispes, «che in media il tasso di interesse per
il debitore raggiunga la quota del 170 per cento». <<Questo
tasso varia tra il 25 e il 500 per cento con una concentrazione
maggiore delle indicazioni nei livelli che vanno», prosegue la
nota Eurispes, «tra il cento e il duecento per cento», Gli
usurai non si fidano in particolare dei disoccupati ai quali
chiedono tassi di interessi medi del duecento per cento.
Percentuale analoga quella applicata agli artigiani e agli
agricoltori. Più "contenuta" invece la stima del tasso applicato
agli operatori del settore del commercio: il tasso medio annuo
viene calcolato attorno al 140 per cento con un minimo del 75
per cento e un massimo del 300 per cento. |