|
“È
indispensabile coordinare amministratori, politici e operatori
coinvolti dalle vicende del canale Stombi per giungere a un
risultato utile e duraturo. A parte un intervento urgente che
oggi è necessario”. Suggerimento e richiesta d’aiuto del
presidente della delegazione della Lega navale italiana dei
Laghi di Sibari, Ugo Striano, che ha riaperto la piaga
rappresentata dal continuo insabbiamento del canale Stombi che
lega la darsena interna ai Laghi di Sibari al mare. Un tappo
naturale che periodicamente blocca la navigazione da e per i
Laghi, e provoca allarmi ciclici di più parti. A inizio febbraio
il Municipio ha ospitato una conferenza dei servizi ad hoc con
istituzioni, professionisti, imprenditori privati e forze
dell’ordine. Molte parole, qualche polemica, le solite promesse
ma nessun passo concreto. Da sottolineare, la curiosa posizione
dell’associazione “Laghi di Sibari” (proprio il soggetto più
direttamente coinvolto nel problema) indisponibile a qualsiasi
coinvolgimento diretto per risolvere l’emergenza. “È convinzione
generale -ha aggiunto Striano- considerare il continuo blocco
dello Stombi la causa principale del mancato sviluppo, anzi del
declino, di un insediamento di grande valore per molteplici
aspetti (turistico, commerciale, occupazionale, culturale e di
valorizzazione dell’intera area) che incidono ben oltre i
confini di Cassano. Altri motivi di denuncia per i cittadini,
anche non residenti nella zona, è l’avere dilapidato il miliardo
di vecchie lire concesso dalla Regione e speso nei mesi scorsi
dal Comune per disostruire la foce del canale. Ma dopo pochi
giorni dalla chiusura dei lavori, l’insabbiamento è tornato
pressocché identico”.
Striano è d’accordo con l’assessore provinciale Rosetta Console
che ha suggerito una conferenza dei servizi apposita per cercare
di risolvere il problema “Stombi”. Quindi, per perorare la sua
causa, snocciola dati riguardante i Laghi di Sibari: 2.500
ormeggi per la nautica da diporto che ne fanno uno dei maggiori,
se non il maggiore, porto turistico del Mediterraneo; oltre
1.500 nuclei abitativi divisi in lotti e darsene che l’hanno
eletto piccola Venezia; opere di urbanizzazione primaria
(viabilità, depurazione delle acque, aree verdi) e servizi di
ottimo livello; centro commerciale; varie strutture di
accoglienza per turisti e diportisti; un cantiere navale capace
di eseguire qualsivoglia intervento su barche da diporto e da
pesca.
Domenico Marino |