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“Se il Piano di coordinamento territoriale provinciale (Ptcp)
rimarrà l’attuale, possiamo dimenticare gli uffici della
Provincia di Sibari, l’aeroporto, un ulteriore e più serio
sviluppo del turismo, nuovi insediamenti produttivi, la nascita
di Sibari come centro urbano razionale e moderno”: delusione e
voglia di ribellione nelle parole dell’associazione “Amici di
Sibari”, convinta che il Ptcp strozzerebbe mortalmente il futuro
sibarita, e quindi si dice pronta a fare le barricate pur di
frenarlo. Non a caso il gruppo parla di “Sibari come Scanzano”.
La cellula civica chiarisce la sua posizione in una lettera
aperta alla cittadinanza, firmata da Giuseppe Carrozza, Sergio
Zupo, Giuseppe Braile, Antonio Franzese, Salvatore Grandinetti,
Domenico La Regina e Francesco Carrozza: “Se vogliamo uno
sviluppo sostenibile per Sibari e il suo territorio -scrivono-
se non vogliamo morire senza potere di sperare in un futuro
migliore, dobbiamo reagire impedendo che ciò accada. Occorre una
svolta di cui dobbiamo essere protagonisti con una mobilitazione
civile, corretta e democratica, per assicurare a noi e ai nostri
figli una prospettiva di vita migliore dell’attuale”. Gli “Amici
di Sibari” fanno appello a sindacati e forze politiche,
invitandoli a “svegliarsi dal letargo” per imporre alla
Provincia, assieme, di rivedere il Piano. “I tempi sono brevi,
facciamoci sentire prima che sia troppo tardi. Il consiglio
provinciale deve approvare il Ptcp entro il 16 aprile,
altrimenti la Regione nominerà un commissario ad acta che lo
visterà senza alcuna modifica”.
Gli “amici” entrano nei dettagli del Piano per chiarire i punti
più bui per Sibari e l’hinterland. “La fascia lato mare a
ridosso del nuovo tracciato della Statale 106 (Bruscate grandi,
Casone, etc) è inclusa nella zona gialla (Lga), considerata di
particolare pregio ambientale. In essa sono possibili incrementi
della consistenza abitativa purché non richiedano opere di
urbanizzazione primaria (reti idrica e fognante, canalizzazione
delle acque reflue). Inoltre, si chiede di mantenere le aree
agricole e boscate, evitando la saldatura dei nuclei esistenti
lungo le strade di connessione. Qualsiasi tipo di nuovo
insediamento turistico-alberghiero è soggetto ad approvazione
regionale delegata alla Provincia”. Non è finita, anzi: “La
situazione peggiora ulteriormente per la zona che va da Bruscate
Piccole e Lattughelle a Sibari centro e Caccianova. È inserita
nella zona blu (Tc) e considerata anch’essa di particolare
valenza ambientale. Non permette assolutamente di costruire
nuovi edifici, e pure le opere di ristrutturazione e
riqualificazione edilizia devono conservare i caratteri
peculiari della zona”. Gli “Amici di Sibari concludono
precisando che pure in questo caso qualsiasi nuovo insediamento
turistico-alberghiero deve essere vistato dalla Provincia su
delega della Regione.
Domenico Marino |