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Domenica 28 Marzo 2004

Cassano - Sibari contro il Ptcp


“Se il Piano di coordinamento territoriale provinciale (Ptcp) rimarrà l’attuale, possiamo dimenticare gli uffici della Provincia di Sibari, l’aeroporto, un ulteriore e più serio sviluppo del turismo, nuovi insediamenti produttivi, la nascita di Sibari come centro urbano razionale e moderno”: delusione e voglia di ribellione nelle parole dell’associazione “Amici di Sibari”, convinta che il Ptcp strozzerebbe mortalmente il futuro sibarita, e quindi si dice pronta a fare le barricate pur di frenarlo. Non a caso il gruppo parla di “Sibari come Scanzano”.
La cellula civica chiarisce la sua posizione in una lettera aperta alla cittadinanza, firmata da Giuseppe Carrozza, Sergio Zupo, Giuseppe Braile, Antonio Franzese, Salvatore Grandinetti, Domenico La Regina e Francesco Carrozza: “Se vogliamo uno sviluppo sostenibile per Sibari e il suo territorio -scrivono- se non vogliamo morire senza potere di sperare in un futuro migliore, dobbiamo reagire impedendo che ciò accada. Occorre una svolta di cui dobbiamo essere protagonisti con una mobilitazione civile, corretta e democratica, per assicurare a noi e ai nostri figli una prospettiva di vita migliore dell’attuale”. Gli “Amici di Sibari” fanno appello a sindacati e forze politiche, invitandoli a “svegliarsi dal letargo” per imporre alla Provincia, assieme, di rivedere il Piano. “I tempi sono brevi, facciamoci sentire prima che sia troppo tardi. Il consiglio provinciale deve approvare il Ptcp entro il 16 aprile, altrimenti la Regione nominerà un commissario ad acta che lo visterà senza alcuna modifica”.
Gli “amici” entrano nei dettagli del Piano per chiarire i punti più bui per Sibari e l’hinterland. “La fascia lato mare a ridosso del nuovo tracciato della Statale 106 (Bruscate grandi, Casone, etc) è inclusa nella zona gialla (Lga), considerata di particolare pregio ambientale. In essa sono possibili incrementi della consistenza abitativa purché non richiedano opere di urbanizzazione primaria (reti idrica e fognante, canalizzazione delle acque reflue). Inoltre, si chiede di mantenere le aree agricole e boscate, evitando la saldatura dei nuclei esistenti lungo le strade di connessione. Qualsiasi tipo di nuovo insediamento turistico-alberghiero è soggetto ad approvazione regionale delegata alla Provincia”. Non è finita, anzi: “La situazione peggiora ulteriormente per la zona che va da Bruscate Piccole e Lattughelle a Sibari centro e Caccianova. È inserita nella zona blu (Tc) e considerata anch’essa di particolare valenza ambientale. Non permette assolutamente di costruire nuovi edifici, e pure le opere di ristrutturazione e riqualificazione edilizia devono conservare i caratteri peculiari della zona”. Gli “Amici di Sibari concludono precisando che pure in questo caso qualsiasi nuovo insediamento turistico-alberghiero deve essere vistato dalla Provincia su delega della Regione.

 Domenico Marino

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