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Martedì 09 Marzo 2004

Cassano –  Continua la battaglia di piccolo fiore


Continua la battaglia di piccolo fiore: da quando la sua insegnante di sostegno è stata  trasferita ad altra sede, lei non vuole più andare a scuola. La madre, attese invano le risposte del Provveditorato agli studi, si rivolge ora al Ministro Moratti.
Dedicato a quelli che non s’arrendono. Questa è la storia di una fanciulla tredicenne, cui la fantasia ed il rispetto della privacy consigliano di dare il nome di Antonella. Dal greco degli antichi saggi, piccolo fiore. Antonella vive a Sibari. Frequenta le scuole medie a Cassano. Ha goduto, per oltre un anno, del conforto di un’insegnante di sostegno che  lo scorso dicembre è stata trasferita, d’ufficio, ad altra sede. Leggi e forma rispettate: nulla da eccepire. Restano da tutelare sensibilità e sostanza. Da quel giorno, piccolo fiore piange e si rifiuta di tornare tra i banchi. La sua insegnante era per lei più di un’amica: la seguiva anche oltre l’orario di lezione, ed insieme, con loro anche i genitori, prendevano parte alla terapia di riabilitazione. Da ultimo Antonella, guidata dalla sua insegnante amica, sembrava aver imboccato la via della normalità, imparando ad abbinare suoni e simboli, camminando dunque spedita sulla strada della lettura e della cultura. Poi, il 12 dicembre scorso, lo strappo: via l’originaria insegnante di sostegno. Al suo posto, un’altra. Proteste civili dei familiari, imbarazzo a scuola. La madre di Antonella prende carta e penna, si rivolge al dirigente scolastico regionale, al Provveditorato di Cosenza, al preside della scuola media di Cassano. Passa qualche settimana. La Direzione regionale risponde, facendo sapere, in due righe, di voler andar a fondo nella vicenda, attraverso un’istruttoria demandata al Provveditorato cosentino. Poi, più nulla, se non il tempo che passa, inesorabile. Adesso, piccolo fiore e sua madre battono un altro colpo. Meglio, scrivono un’altra lettera, nel giorno in cui la nazione italica rende il dovuto omaggio alle sue donne. La nuova missiva è rivolta al ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti. A lei si chiede di individuare gli strumenti necessari a sconfiggere il silenzio e riparare, con la sensibilità umana, un torto che la legge formale non riconosce.

Ieri, otto marzo, festa delle donne. Piccolo fiore non vi ha preso parte. Per lei, divenire donna e cittadina, è impresa ardua.

Gianpaolo Iacobini

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