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Lo
Stombi resta chiuso per sabbia, i dipendenti dei Cantieri
nautici rischiano il licenziamento.
Nella terra dei senza lavoro, si moltiplicano i casi di chi,
invece, un lavoro ce l’ha, ma rischia di perderlo. Questa è la
storia di una manciata di lavoratori, alle dipendenze dei
Cantieri nautici di Sibari. Un tempo fiore all’occhiello, oggi
tremula foglia adagiata sugli alberi della crisi che rendono
spettrale il porto turistico sibarita. Una pattuglia di uomini e
donne, tutti con famiglia a carico, da mesi in cassa
integrazione. Adesso inquietati dallo spettro del licenziamento.
Tutto per colpa di un canale che non ha colpe. Lui, lo Stombi, è
un braccio d’acqua che collega le darsene al mare. Soffre di
problemi d’insabbiamento, probabilmente riconducibili alla
modificata fisionomia della costa ad opera dell’uomo. Per
rimettere le cose a posto, lo scorso anno la regione ha
stanziato un miliardo di vecchie lire per eseguire opere che,
stando alle originarie intenzioni progettuali, avrebbero dovuto
garantire la navigabilità del dispettoso rigagnolo fino al 2005.
Illusioni: dal dicembre scorso lo Stombi è nuovamente insabbiato
e la Guardia Costiera lo ha dichiarato inaccessibile. Niente
transito, niente imbarcazioni, niente clienti: solo l’ombra
scura dei licenziamenti.
L’allarme risuona tra le righe di un telegramma, firmato da
Antonio Vuoto, vicepresidente della “Casa Bianca group srl”,
società che regge le sorti della cantieristica da diporto
sibarita. Destinatari: le Giunte e diversi assessorati regionali
e provinciali, i sindacati, il Prefetto di Cosenza, il
commissario prefettizio del Comune di Cassano. Non servono
commenti: <<Informo le signorie loro – scrive Vuoto – che la
foce del canale navigabile Stombi continua ad essere
completamente ostruita. Numerosi ospiti stranieri ed italiani
sono impossibilitati a raggiungere il mare aperto e l’approdo
dei Cantieri per operazioni di manutenzione e rimessaggio delle
imbarcazioni. Anche la Motovedetta dei Carabinieri di Corigliano
e numerosi pescherecci della flotta di Schiavonea non possono
raggiungere i Cantieri per lavorazioni. Sollecito gli organi
preposti a provvedere all’immediato ripristino della
navigabilità. Perdurando l’attuale situazione, i Cantieri
saranno costretti a procedere al licenziamento del personale,
già in cassa integrazione per mancanza di commesse>>. Stop, ma
sarebbe meglio dire: fine di un sogno.
Gianpaolo Iacobini |