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Calabria
citeriore: la Provincia non decolla? Colpa di Rossano e
Castrovillari e della loro pretesa di essere capoluogo a tutti i
costi. Lo afferma Anthony Gioia, presidente del comitato
popolare sibarita.
Testualmente: <<Per Castrovillari e Rossano, che insieme
rappresentano il 20% della popolazione di Sibaritide e Pollino,
il decentramento amministrativo ha ragion d’essere ad una sola
condizione, che ne siano il capoluogo>>. Riposto il tradizionale
fioretto, Anthony Gioia, presidente del comitato popolare pro
Provincia di Sibari, sguaina la sciabola. Menando fendenti dal
Pollino allo Ionio.
<<Sibaritide e Pollino, dopo anni di contrapposizioni - dice
Gioia - avevano finalmente aperto un tavolo di concertazione
che, sul presupposto dell’unanime condivisione di Sibari
capoluogo, avrebbe dovuto ricercare un’ipotesi di sintesi
unitaria. I soliti ambienti castrovillaresi e rossanesi hanno
però scatenato un’ignobile gazzarra>>. Elementi per un giudizio:
ancora Anthony Gioia. <<Il consiglio comunale di Castrovillari
del 13 marzo scorso ha sancito che qualsiasi ipotesi di accordo
fra Sibaritide e Pollino non può che passare attraverso il
riconoscimento della pari dignità fra la proposta Sibari, dotata
dei requisiti di legge, e la proposta Castrovillari, priva degli
stessi, per cui la denominazione del nuovo capoluogo dovrebbe
formalmente essere Castrovillari-Sibari. Affinché non sorgano
dubbi, è stato altresì puntualizzato che la pari dignità si
estrinseca, sul piano sostanziale, nell’allocazione di Consiglio
e Giunta provinciali a Castrovillari>>. Avanti:
<<Contemporaneamente, da Rossano fioccano proposte di provincia
trinomio, richieste di convocazione del civico consesso per la
revoca di adesione alla proposta Sibaritide-Pollino e, in sede
istituzionale, compaiono cartelli inneggianti il no a Sibari
capoluogo. Ma quale intento di decentramento cela quest’improvvida
fibrillazione? Ricordo che la legge stabilisce che, per
l’istituzione di una provincia, all’iniziativa dei comuni deve
seguire l’adesione della maggioranza dei comuni dell’area
interessata, che rappresentino la maggioranza della popolazione
complessiva dell’area stessa. Ebbene, Rossano è,
geograficamente, un comune intercluso. Deve essere a tutti
chiaro che una sua eventuale revoca della delibera di adesione,
da nessuno auspicata, alla provincia di Sibari, non scalfirebbe
minimamente i requisiti di legge e neppure determinerebbe
l’uscita di quel comune dalla proposta di legge>>.
In coda, l’affondo finale: <<Nessuno – prosegue Gioia -
disconosce il ruolo di Castrovillari e di Rossano. E’ giunto
però il momento di cominciare a chiedersi se, sulla falsariga di
Cosenza, esse non abbiano pensato a sviluppare solo se stesse,
impoverendo i piccoli comuni, in particolare quelli montani, e,
senza un disegno strategico complessivo, non siano divenute
vittime di una logica parassitaria che ha limitato lo sviluppo
dei comprensori di Sibaritide e Pollino>>.
Fuoco alle polveri: riesplode il caso Provincia.
Gianpaolo Iacobini |