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Giovedì 25 Marzo 2004

Cassano – Cassano ricorda il poeta Giuseppe Selvaggi


Cassano ricorda il giornalista e poeta Giuseppe Selvaggi, nel trigesimo della sua morte, con una messa e parole d’affetto incise su una lastra di marmo.
Giuseppe Selvaggi, poeta, scrittore e scrittore parlamentare. S’è spento un mese fa, a Roma, all’età di 80 anni. Nella città eterna Selvaggi s’era trasferito al tempo degli studi universitari, finendo con il rimanervi per il resto della vita, ma senza mai dimenticare né trascurare il borgo natìo, l’amata Cassano musa ispiratrice di riflessioni giornalistiche e rime poetiche. Chi era Selvaggi? Leonardo Alario, antropologo e poeta, lo ricorda così. Da amico e compagno di diverse avventure culturali. <<La scomparsa di Selvaggi – dice – equivale all’incendio di una biblioteca, tali e tanti erano i suoi ricordi di uomo umile e tenace, sempre attento ai fatti del mondo, tale e tanto il suo magistero, senza mai essersi atteggiato a maestro>>. Intelligenza e garbo, apertura al confronto ed al dialogo: in una parola, Beppe Selvaggi. <<Egli – aggiunge Alario – incarnava la tipica figura dell’intellettuale purissimo, restìo a chiudersi nella torre del suo mondo paludato ma, al contrario, sempre disponibile all’ascolto dell’universo, quello piccolo del suo paese, e quello mediterraneo ed europeo che la sua anima custodiva>>. Ancora: <<Selvaggi – ricorda Alario – era l’amico di letterati ed artisti di fama mondiale, da Ricasso ad Alvaro, da Strati a Dalì, passando per Pasolini e Silone, con solidi legami con personalità del cinema, della politica e del giornalismo. Un punto di riferimento, insomma, per l’Italia e la sua Calabria, ma anche per cassano, dove ha voluto essere sepolto il primo marzo scorso, mentre l’eco della sua parola, saggia e suadente, dilagava nella nostra memoria>>.
Il ricordo di un amico, il ricordo di una comunità. Sabato prossimo, in Cattedrale, con inizio alle 17, messa in suffragio. Quindi a seguire, scopertura e benedizione di una targa marmorea, alla presenza delle autorità civili e religiose. La lapide sarà infissa sui muri dell’ex convento dei frati Cappuccini, nell’omonimo rione, porta d’ingresso a nord della città. Ai margini della strada che Selvaggi percorreva rientrando a casa, troverà ora posto una scheggia di marmo bianco. Recherà incisa una lirica selvaggiana. Da Cassano, al suo cantore giornalista che non c’è più.

Gianpaolo Iacobini

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