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Sibaritide e mafia: se ne discute a Cassano con Pino Arlacchi.
Organizza l’associazione “Nelson Mandela”.
Dicono le statistiche: negli ultimi trenta mesi, la provincia di
Cosenza ha fatto registrare 23 omicidi. Dettagli: di questi ben
12, a sfondo mafioso, sono stati consumati nella Piana di
Sibari: 4 tra Rossano e Corigliano, 8 a Cassano. Una mattanza
umana, simbolo di una lotta tra bande per la contesa ed il
dominio del territorio. Criminalità, che fare? Non soltanto una
domanda, ma anche il tema di un convegno organizzato
dall’associazione culturale “Nelson Mandela”, guidata da dietro
Maradei. L’incontro si terrà giovedì prossimo, con inizio alle
18, nella sala conferenze dei licei cassanesi. Unico il
relatore: Pino Arlacchi. Poco da aggiungere: parla la biografia.
Arlacchi nasce nel 1951 a Gioia Tauro, nel cuore di un’altra
piana le cui giornate sono scandite dall’eco degli spari di
mafia. Nel 1982 comincia la sua carriera accademica come
professore associato all’Università della Calabria. Nel 1987 si
trasferisce in America, alla Columbia university. Nel 1994 passa
all’università di Sassari. Nel frattempo, viene richiamato in
patria, a rivestire incarichi che lo vedono in prima fila nella
lotta alle mafie. Amico personale di Giovanni Falcone, nel 1990
è tra i fondatori della direzione investigativa antimafia. La
prima metà degli anni ’90 segna l’ingresso in politica: prima da
deputato, quindi da senatore, sempre nelle file dell’allora Pds.
Nel 1997 la nomina a direttore generale dell’ufficio delle
Nazioni Unite a Vienna. In tale veste, Arlacchi tiene per sé la
delega di direttore dell’ufficio che cura le politiche per la
lotta alla droga e la prevenzione del crimine. Nel 2002 il
ritorno a tempo pieno alla carriera universitaria, senza mai
trascurare l’impegno antimafia, che trova sbocco in numerose
pubblicazioni editoriali apprezzate nel mondo e più volte poste
a base di specifici provvedimenti legislativi. Adesso Arlacchi
arriva a Cassano, a discutere di ‘ndrine ed affari nella
Sibaritide. <<La sua venuta in città – commenta Pietro Maradei,
portavoce del “Mandela” – non è certo casuale. Riteniamo infatti
l’emergenza criminale la questione vera da affrontare in vista
di un rinnovamento della società cassanese e, più in generale,
dell’intero comprensorio. Arlacchi, di cui sono indiscutibili
preparazione e serietà, saprà tracciare un preciso quadro della
situazione attuale, offrendo gli spunti per l’avvio di un
confronto franco e scevro da finzioni: a Cassano come nella
Sibaritide la ‘ndrangheta c’è, è forte e va combattuta e battuta
se si vuole assicurare un futuro alla Calabria citeriore>>.
Parola d’ordine: tenere alta la guardia. <<Negli ultimi tempi –
chiude Maradei – le forze dell’ordine hanno fatto tanto per
fronteggiare il fenomeno. Indubbiamente, l’opera di contrasto
s’è rivelata efficace, ma la politica e la società civile
stentano ancora a costruire quel tessuto sociale che solo può
impedire il riemergere di incrostazioni mafiose. Ogni faccia
quel che deve e gli compete. Noi siamo in campo per dare il
nostro contributo culturale, con la speranza di piantare il seme
da cui un giorno nascerà la nuova Calabria>>.
Gianpaolo Iacobini |