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Mercoledì 31 Marzo 2004

Sibari –  Per lo Ionio cosentino sarebbe una sciagura – L’associazione “Cittadini a Sibari” critica il piano territoriale di coordinamento


<<Per la Calabria ionica cosentina è allarme rosso: se la Provincia dovesse approvare il piano territoriale di coordinamento, sarebbe una sciagura>>. Lo sostiene l’associazione “Cittadini a Sibari”.
Non piace. Peggio: è visto come <<una colata di gesso capace di paralizzare lo sviluppo futuro della Piana>>. Non è un mostro, ma il piano territoriale di coordinamento, ovvero lo strumento predisposto dalla Provincia di Cosenza per disciplinare le sorti urbanistiche dell’intero comprensorio provinciale. Critiche e perplessità le fanno in queste settimane da padrone. Voce solista nel coro dei contrari: l’associazione “Cittadini a Sibari”, presieduta da Pasquale Dramisino.
<<Tutti i comuni delle marine ioniche – ricordano i sibariti – hanno ipotizzato i loro programmi di sviluppo sulle fasce a ridosso delle zone costiere, in aree su cui già qualche tempo fa s’era focalizzata l’attenzione delle Sovrintendenze e del commissario straordinario nominato dalla Regione>>. Dall’archivio della memoria: <<Alcuni tentativi di ingessamento – rimarcano i “Cittadini a Sibari” – furono all’epoca bloccati dall’azione dei sindaci, ma anche da noi, allorquando divenne palese che la tutela paesaggistica ed ambientale  si estendeva ostinatamente al di fuori degli ambiti individuati dalla legge>>. Ieri. E oggi? C’è un altro piano, ma la musica sembra non essere cambiata. Almeno per le orecchie dei cittadini sibariti. <<Il piano territoriale – affermano – sarebbe passato con l’auspicio di tutti, se solo si fosse limitato alla tutela delle zone elencate ed individuate dalla normativa>>. Ragioni tecniche di un netto no. <<Quello elaborato dalla Provincia – è la spiegazione – è un piano definito dalla recente legge urbanistica regionale come atto di programmazione e raccordo tra le politiche territoriali regionali e la pianificazione comunale. Esso dovrebbe dunque raccordarsi, come la legge vuole,  con i contenuti del cosiddetto quadro territoriale regionale, ma il Qtr non risulta essere stato ancora approvato. A cosa si conforma dunque il Piano territoriale di coordinamento?>> Ancora: <<Spicca il contrasto con le funzioni amministrative e di programmazione dei comuni. La normativa vigente in materia di programmazione territoriale ed ambientale statuisce che la Provincia debba raccogliere e coordinare le proposte avanzate dai comuni e determinare poi indirizzi generali, e non piuttosto vincoli inibitori: i compiti relativi all’identificazione delle linee fondamentali dell’assetto del territorio, con riferimento ai valori ambientali e naturali, restano infatti di competenza nazionale>>. Scatta l’allarme rosso. <<Previsioni del tipo “non è consentita alcuna attività di costruzione di nuovi edifici e di manufatti in genere”, oppure “sono possibili incrementi della consistenza insediativi purchè in forme tali che non richiedano la predisposizione di opere di urbanizzazione primaria”, dovrebbero far riflettere gli amministratori più attenti alle politiche territoriali>>. Conclusioni: <<Se il consiglio provinciale o un qualsiasi commissario ad acta dovesse approvare il piano territoriale di coordinamento così com’è, per lo Ionio cosentino sarebbe una sciagura>>.

Gianpaolo Iacobini

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