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Mrtedì 09 Marzo 2004

Cassano - Quale sarà il futuro del Comune?


Dopo la chiusura della pratica del dissesto si aprono nuovi e preoccupanti scenari per il futuro del Comune di Cassano Jonio. In merito alla recente notizia riguardante l'approvazione del rendiconto delle gestione del piano di estinzione dclle passività pregresse, a cura della commissione straordinaria di liquidazione del Comune di Cassano, il commercialista sibarita Antony Gioia, che da tempo segue le vicende del Comune, ha espresso alcune considerazioni. Dal documento finale, ha affermato Gioia, risulterebbe il mancato pagamento di 11 milioni di euro di debiti, Ad essi, ha aggiunto, vanno sommati altri 4 milioni di euro di debiti esclusi dalla massa passiva ed il cui pagamento è a carico dei soggetti che hanno ordinato la spesa. Quanto alla gestione ordinaria, ha argomentato, il Comune riscuote le entrate ed effettua le spese sulla base del bilancio di previsione il cui termine di approvazione per l'anno 2004, è stato differito al 31 marzo prossimo.
Per la gestione straordinaria, nella fattispeci, del Comune di Cassano, il ministro dell'Interno con proprio decreto, ha evidenziato Gioia, stabilisce le misure necessarie per il pagamento di debiti nuovi e vecchi, anche in deroga alle leggi vigenti e, comunque, senza oneri a carico dcllo Stato. Il testo unico degli enti locali prevede una particolare procedura, denominata "procedura straordinaria di risanamento", da applicare agli enti dissestati finanziariamente ove si riscontri, come nel caso di Cassano, che quella ordinariamente applicata non abbia portato al risanamento finanziario dell'ente. La procedura del risanamento finanziario dell'ente locale sarà affidata ad una nuova commissione composta da 3 membri, di cui uno designato dal sindaco dell'ente dissestato, dura in carica un anno, prorogabile per un solo altro anno, ed ha gli stessi poteri conferiti all'originario organo straordinario di liquidazione. Confluiscono nella "procedura straordinaria di risanamento" tutti i debiti vecchi e quei debiti divenuti certi, liquidi ed esigibili successivamente alla dichiarazionc del dissesto. Per essi, secondo il commercialista sibarita, non sarebbero più ammesse procedure esecutive e decadrebbero quelle già in corso, fintanto che non si sarà conclusa la "procedura straordinaria di risanamento". Eliminate le cause che hanno determinato l'insorgenza degli squilibri di bilancio, si potrà finalmente procedere all'approvazione del bilancio di previsione per l'anno 2004.
Quanto alle prospettive future, secondo Gioia occorrerà porsi alcune domande: riuscirà il ministero dell'Interno a stabilire le misure necessarie per il risanamento senza, peraltro, alcun onere a carico dello Stato? Riuscirà la nuova commissione straordinaria di liquidazione a fare in due anni ciò che la vecchia commissione non è riuscita a fare in più di dieci anni? Riusciranno i prossimi amrninistratori a individuare finalmente nel bilancio ordinario quelle risorse finanziarie da destinare al pagamento dei vecchi debiti? Per quanto tempo ancora si potranno sacrificare le ragioni dei creditori? Non c'è forse il rischio che anche la procedura straordinaria si risolva come la procedura ordinaria e, quindi, senza alcuna bonifica finanziaria dell'ente? Questi i quesiti che Gioia ha girato alla politica, a tutti i livelli.

Mimmo Petroni

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