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Dopo la chiusura della pratica del dissesto si aprono nuovi e
preoccupanti scenari per il futuro del Comune di Cassano Jonio.
In merito alla recente notizia riguardante l'approvazione del
rendiconto delle gestione del piano di estinzione dclle
passività pregresse, a cura della commissione straordinaria di
liquidazione del Comune di Cassano, il commercialista sibarita
Antony Gioia, che da tempo segue le vicende del Comune, ha
espresso alcune considerazioni. Dal documento finale, ha
affermato Gioia, risulterebbe il mancato pagamento di 11 milioni
di euro di debiti, Ad essi, ha aggiunto, vanno sommati altri 4
milioni di euro di debiti esclusi dalla massa passiva ed il cui
pagamento è a carico dei soggetti che hanno ordinato la spesa.
Quanto alla gestione ordinaria, ha argomentato, il Comune
riscuote le entrate ed effettua le spese sulla base del bilancio
di previsione il cui termine di approvazione per l'anno 2004, è
stato differito al 31 marzo prossimo.
Per la gestione straordinaria, nella fattispeci, del Comune di
Cassano, il ministro dell'Interno con proprio decreto, ha
evidenziato Gioia, stabilisce le misure necessarie per il
pagamento di debiti nuovi e vecchi, anche in deroga alle leggi
vigenti e, comunque, senza oneri a carico dcllo Stato. Il testo
unico degli enti locali prevede una particolare procedura,
denominata "procedura straordinaria di risanamento", da
applicare agli enti dissestati finanziariamente ove si
riscontri, come nel caso di Cassano, che quella ordinariamente
applicata non abbia portato al risanamento finanziario
dell'ente. La procedura del risanamento finanziario dell'ente
locale sarà affidata ad una nuova commissione composta da 3
membri, di cui uno designato dal sindaco dell'ente dissestato,
dura in carica un anno, prorogabile per un solo altro anno, ed
ha gli stessi poteri conferiti all'originario organo
straordinario di liquidazione. Confluiscono nella "procedura
straordinaria di risanamento" tutti i debiti vecchi e quei
debiti divenuti certi, liquidi ed esigibili successivamente alla
dichiarazionc del dissesto. Per essi, secondo il commercialista
sibarita, non sarebbero più ammesse procedure esecutive e
decadrebbero quelle già in corso, fintanto che non si sarà
conclusa la "procedura straordinaria di risanamento". Eliminate
le cause che hanno determinato l'insorgenza degli squilibri di
bilancio, si potrà finalmente procedere all'approvazione del
bilancio di previsione per l'anno 2004.
Quanto alle prospettive future, secondo Gioia occorrerà porsi
alcune domande: riuscirà il ministero dell'Interno a stabilire
le misure necessarie per il risanamento senza, peraltro, alcun
onere a carico dello Stato? Riuscirà la nuova commissione
straordinaria di liquidazione a fare in due anni ciò che la
vecchia commissione non è riuscita a fare in più di dieci anni?
Riusciranno i prossimi amrninistratori a individuare finalmente
nel bilancio ordinario quelle risorse finanziarie da destinare
al pagamento dei vecchi debiti? Per quanto tempo ancora si
potranno sacrificare le ragioni dei creditori? Non c'è forse il
rischio che anche la procedura straordinaria si risolva come la
procedura ordinaria e, quindi, senza alcuna bonifica finanziaria
dell'ente? Questi i quesiti che Gioia ha girato alla politica, a
tutti i livelli.
Mimmo Petroni |