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“Non abbiamo dubbi che il presidente Pizzini sia persona che di
solito rispetta gli impegni sottoscritti con il sindacato. Ma i
fatti dicono che nonostante la convenzione sia scaduta il 9
novembre e che, come da lui affermato, i terreni dovevano
ritornare nella totale disponibilità dell’Arssa già da giorno
10, alle ore 9.30 di martedì 16 nel Centro sperimentale
dimostrativo (Csd) di Sibari, nulla di tutto questo si è
verificato. Le mucche dei privati circolano liberamente, i
terreni affidati agli stessi in convenzione restano recintati,
gli spazi sono chiusi con lucchetti impedendo a lavoratori e
dirigenza dell’Arssa di accedere”. Parla il segretario generale
della Uil cosentina, Benedetto Di Iacovo, da sempre al fianco
dei 33 lavoratori del Csd che l’Arssa ha a Sibari, i quali da un
mese protestano contro l’affidamento a provati dei terreni
pubblici. Il leader sindacale risponde al presidente
dell’Agenzia regionale, Antonio Pizzini, che ieri ha chiarito
per l’ennesima volta che “è tutto sotto controllo” e i
lavoratori non devono temere nulla”. “Nessuno spirito di
polemica, né di propaganda o strumentalizzazione alcuna
-aggiunge Di Iacovo-. Mi limito a osservare che l’agibilità
democratica nei terreni oggetto di convenzioni, pure scadute,
ancora non è possibile! Le riunioni di Cosenza e Cassano con l’Arssa
facevano credere che dal 10 novembre tutto doveva tornare alla
normalità. E invece i privati sono ancora lì a rivendicare i
loro “diritti”. Oggi resta forte la preoccupazione nostra e dei
lavoratori con la loro conseguente mobilitazione. Soprattutto se
risultano vere le affermazioni dei privati (il presidente
Pizzini non ha fugato i dubbi) che esistono due convenzioni, o
comunque una convenzione e una delibera del Consiglio
d’amministrazione dell’Arssa nelle mani dei privati: una per
cinque anni e l’altra addirittura per venti. E se, ancora, è
vero che laddove i privati hanno messo colture intensive le
convenzioni dovranno proseguire altrimenti chiederanno il
risarcimento all’Arssa”. Di Iacovo non usa mezze misure
chiedendo chiarezza a Pizzini: “I lavoratori e il sindacato
hanno il diritto di sapere le intenzioni dell’ente. Protrarre
questa situazione di ambiguità, confusione e incertezza,
significa esasperare gli animi. La Uil chiede alle forze
politiche non solo cassanesi, al sindaco Gallo, all’assessorato
regionale al Lavoro (silente sul caso), a tutte le istituzioni e
le forze democratiche che hanno a cuore l’ordinato sviluppo
democratico e occupazionale della zona, a vigilare, reagire,
denunciare. La Uil e i lavoratori lo faranno”.
Domenico Marino |