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Mercoledì 17 Novembre 2004

Cassano – ARSSA, Di Iacovo replica a pizzini


 “Non abbiamo dubbi che il presidente Pizzini sia persona che di solito rispetta gli impegni sottoscritti con il sindacato. Ma i fatti dicono che nonostante la convenzione sia scaduta il 9 novembre e che, come da lui affermato, i terreni dovevano ritornare nella totale disponibilità dell’Arssa già da giorno 10, alle ore 9.30 di martedì 16 nel Centro sperimentale dimostrativo (Csd) di Sibari, nulla di tutto questo si è verificato. Le mucche dei privati circolano liberamente, i terreni affidati agli stessi in convenzione restano recintati, gli spazi sono chiusi con lucchetti impedendo a lavoratori e dirigenza dell’Arssa di accedere”. Parla il segretario generale della Uil cosentina, Benedetto Di Iacovo, da sempre al fianco dei 33 lavoratori del Csd che l’Arssa ha a Sibari, i quali da un mese protestano contro l’affidamento a provati dei terreni pubblici. Il leader sindacale risponde al presidente dell’Agenzia regionale, Antonio Pizzini, che ieri ha chiarito per l’ennesima volta che “è tutto sotto controllo” e i lavoratori non devono temere nulla”. “Nessuno spirito di polemica, né di propaganda o strumentalizzazione alcuna -aggiunge Di Iacovo-. Mi limito a osservare che l’agibilità democratica nei terreni oggetto di convenzioni, pure scadute, ancora non è possibile! Le riunioni di Cosenza e Cassano con l’Arssa facevano credere che dal 10 novembre tutto doveva tornare alla normalità. E invece i privati sono ancora lì a rivendicare i loro “diritti”. Oggi resta forte la preoccupazione nostra e dei lavoratori con la loro conseguente mobilitazione. Soprattutto se risultano vere le affermazioni dei privati (il presidente Pizzini non ha fugato i dubbi) che esistono due convenzioni, o comunque una convenzione e una delibera del Consiglio d’amministrazione dell’Arssa nelle mani dei privati: una per cinque anni e l’altra addirittura per venti. E se, ancora, è vero che laddove i privati hanno messo colture intensive le convenzioni dovranno proseguire altrimenti chiederanno il risarcimento all’Arssa”. Di Iacovo non usa mezze misure chiedendo chiarezza a Pizzini: “I lavoratori e il sindacato hanno il diritto di sapere le intenzioni dell’ente. Protrarre questa situazione di ambiguità, confusione e incertezza, significa esasperare gli animi. La Uil chiede alle forze politiche non solo cassanesi, al sindaco Gallo, all’assessorato regionale al Lavoro (silente sul caso), a tutte le istituzioni e le forze democratiche che hanno a cuore l’ordinato sviluppo democratico e occupazionale della zona, a vigilare, reagire, denunciare. La Uil e i lavoratori lo faranno”.

 Domenico Marino

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