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“Il consiglio comunale rischia lo scioglimento se entro novembre
non approverà i debiti fuori bilancio, riapproverà il
Riequilibrio di bilancio e visterà l’Assestamento di bilancio”.
Firmato Roberto Senise, sindaco uscente e quindi esperto
conoscitore delle casse di Palazzo. L’esponente di Forza Italia
interviene con prepotenza nel dibattito politico spalancato
dall’ufficializzazione della lettera raccomandata con cui la
Commissione straordinaria di liquidazione (Csl) venerdì 18 ha
restituito al Comune di Cassano i circa tre milioni di debiti
fuori bilancio che la maggioranza aveva tenuto fuori dal
Riequilibrio di bilancio. Una decisione spiegata proprio con la
scelta di rinviare alla Csl il malloppo debitorio per farlo
inserire nel Dissesto finanziario aperto nel ’92 e chiuso
all’inizio di quest’anno proprio dalla Csl con la consegna del
Rendiconto. Una scelta contestata duramente da quasi tutta
l’opposizione consigliare, e dall’ex sindaco Senise. Un paio di
giorni fa il capogruppo consigliare dello Sdi, Gianni Papasso,
evidentemente già informato della decisione della Csl, ha
rivolto un’interpellanza ad hoc al sindaco. “Avevamo ragione a
denunciare il fallimento della linea politica, economica e
finanziaria intrapresa dall’amministrazione -ha aggiunto Senise-
che ha portato il Comune di Cassano in un tunnel senza via
d’uscita. Le nostre preoccupazioni erano fondate: la Commissione
straordinaria di liquidazione ha rispedito al mittente i debiti
inviatile dal sindaco con un atto unilaterale senza fondamento
giuridico”. Senise sottolinea che la decisione della Csl di
rispedire al Comune il malloppo coi 3 milioni di euro rende
“nullo” il Riequilibrio di bilancio approvato nella notte tra il
21 e il 22 ottobre dal consiglio comunale “perché al consiglio
comunale sono stati sottaciuti debiti per circa 3 milioni di
euro cui spettava il riconoscimento e la relativa copertura”.
Senise sottolinea che la linea del Comune è “in netto contrasto
con quella seguita dai commissari prefettizi che hanno
amministrato il Municipio dopo la crisi della sua
amministrazione. Quindi indica quale strada ora dovrebbe
compiere la maggioranza: “Il consiglio comunale dovrà essere
riconvocato per riapprovare la delibera di Riequilibrio di
bilancio perché la precedente è decaduta. Infatti, sia il parere
del responsabile del servizio finanziario che dei revisori dei
conti era condizionato al reinsediamento della Csl e quindi
all’accettazione dei circa 3 milioni di euro di debiti
trasmessile dal Comune. Oggi tutti i nodi vengono al pettine, e
la linea del commissario straordinario risulta la più
appropriata al caso di Cassano”. In coda, l’ex sindaco ricorda
forse anche con un pizzico di rammarico l’apertura inutilmente
lanciata a questa maggioranza: “Avremmo voluto dare il nostro
contributo a questa amministrazione, forti della nostra
esperienza per esser riusciti a pagare i debiti degli altri e
riuscire comunque a mantenere il patto di stabilità. Ma non
potevamo condividere scelte sbagliate”. Che succederà ora per le
casse comunali e quindi per la stabilità della maggioranza
Gallo? L’assessore alle Finanze, Anthony Gioia, è rassicurante,
commentando con una certa convinzione che l’ipotesi del rigetto
da parte della Csl era stata inserita per tempo dall’esecutivo
nel ventaglio delle possibili soluzioni dell’iter, quindi non
pregiudicherà la stabilità amministrativa: “Non andremo alle
elezioni anticipate, state tranquilli” ha sintetizzato il
responsabile delle chiavi delle casseforti municipali. Sulla
stessa lunghezza d’onda si è dichiarato il primo cittadino
Gianluca Gallo, il quale ha comunque preferito evitare proclami,
mantenendo il solito taglio moderato: “Siamo tranquilli.
Continueremo a lavorare con impegno e sacrificio per il bene di
Cassano, affrontando e cercando di risolvere guai e danni enormi
provocati da chi ha amministrato in passato. Stiamo operando in
stretta sinergia con il ministero dell’Interno e la prefettura
di Cosenza per tirare la nostra cittadina fuori dalla palude”.
Domenico Marino |