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Situazione finanziaria: Socialisti e Margherita ritengono che il
Comune sia un mare di guai, e quindi chiedono se ne discuta
prima possibile in consiglio. La Margherita insiste per una
riunione dei capigruppo per stabilire un consiglio comunale,
mentre i socialisti vanno oltre puntando subito a una seduta
dell’assise municipale. Entrambi ritengono fondamentale
discutere prima possibile dei circa 3 milioni di euro che la
Commissione straordinaria di liquidazione (Csl) ha restituito al
Municipio senza accoglierli per inserirli nel dissesto
finanziario. Si tratta di debiti che la maggioranza consigliare
non ha riconosciuto e inserito nel bilancio proprio perché
sperava che la Csl le girasse nel dissesto. Senza questi 3
milioni di euro la maggioranza ha approvato il Riequilibrio di
bilancio. Ora che i debiti sono tornati al Comune, i partiti di
minoranza (al pari dell’ex sindaco Roberto Senise) ritengono che
l’approvazione del Riequilibrio di bilancio sia nulla. Appaiono
tranquilli seppure indaffarati, invece, il sindaco e l’assessore
alle Finanze, ieri a lavoro in Municipio per uscire dall’imbuto.
Entrambi non aggiungono molto alle dichiarazioni dei giorni
scorsi, se non fiducia nella soluzione del “giallo”. A margine
della richiesta siglata assieme ai colleghi di gruppo, il
socialista Gianni Papasso ha denunciato la chiusura a riccio
della maggioranza sulla questione finanziaria, indicata come la
madre di tutti i problemi, ed ha chiesto le dimissioni
dell’assessore alle Finanze Anthony Gioia: “Farebbe bene a
scendere dal piedistallo su cui è salito, a guardare alle
proprie spalle e soprattutto ascoltare le lamentele dei
cittadini inondati da bollette salatissime”. Il socialista
inchioda pure la “falsa opposizione che invece di contrastare le
illegittimità che si stavano consumando in consiglio ha
preferito regalare un’astensione per sdebitarsi e per rispettare
il patto trasversale stipulato in campagna elettorale”. In
quella seduta si sono astenuti Salvatore Caruso e Luigi Adduci.
“È ormai incontestabile -è scritto nella richiesta di riunione
dei capigruppo inviata al presidente dell’assise dal leader dei
centristi Franca Peruzzi- quanto la Margherita asseriva durante
il consiglio comunale in cui si doveva approvare l’equilibrio di
bilancio: l’invio di partite debitorie riferite agli anni del
dissesto alla Csl rappresentava un grave errore politico
dell’esecutivo di centrodestra, testimoniando solo la volontà di
“parcheggiare” i debiti a un tavolo privo di interlocutori. Oggi
infatti la Csl asserisce che non può ricevere quei debiti. Non è
un atto che può passare sotto silenzio, né che possa interessare
solo il sindaco. Il primo cittadino, forse troppo impegnato a
concedere contributi e loculi, non ha tempo e/o volontà di
approfondire gli argomenti”. Ancor più dura è la richiesta con
cui Elvira Gaetani, Biagio Fasanella, Stefano Petrosino, Angelo
Scarano e Gianni Papasso chiedono al presidente Golia la
convocazione del consiglio comunale. La loro missiva è stata
inviata pure al prefetto. Dopo la decisione della Commissione
straordinaria di liquidazione, a parere dello Sdi “l’atto con
cui si dichiaravano salvaguardati gli equilibri di bilancio è
diventato nullo e illegittimo. Infatti i revisori dei conti e il
responsabile del servizio Ragioneria comunale, i cui pareri
erano molto dubitativi sull’impostazione data
dall’amministrazione comunale, fondavano il loro parere
favorevole sul presupposto che le partite debitorie venissero
fatte proprie dalla Csl”. Nel consiglio comunale i socialisti
vogliono discutere della “revoca in via di autotutela della
deliberazione del 21 ottobre avente a oggetto ‘bilancio di
previsione 2004-salvaguardia degli equilibri di bilancio’”; del
“riconoscimento debiti fuori bilancio e individuazione dei
finanziamenti per la copertura”; dell’“assestamento di
bilancio”. In pratica, il cuore dell’estenuante seduta durata
più di 12 ore e chiusa dopo la mezzanotte del 21.
Domenico Marino |