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Poteva essere una strage. Come quelle che negli ultimi giorni
guardiamo sconvolti in televisione. Solo per un miracoloso caso
la fuga di metano che ieri mattina ha provocato l’esplosione in
una palazzina popolare di via Francesco Bruno abitata dalla
sessantaquattrenne Rosina Oliva, non ha ferito nessuno tra la
decina di persone che al momento dello scoppio, alle 9.50, si
trovavano nei cinque appartamenti abitati dei sei di cui è
composto lo stabile innalzato negli anni del boom economico
dall’Istituto autonomo case popolari. Solo tanta paura. Il boato
sordo ha scosso la soleggiata mattinata cassanese quando la
signorina Oliva ha premuto l’interruttore per accendere la luce
in una stanza. La scintilla provocata della lampadina ha
funzionato da detonatore, facendo esplodere il metano accumulato
nell’abitazione forse a causa di una non perfetta tenuta della
stufa nel corridoio. La donna, che viveva da sola, era appena
tornata a casa dopo qualche giorno d’assenza. In base a quanto
ricostruito dagli inquirenti, dopo avere varcato la soglia
dell’abitazione al terzo piano la signorina ha acceso la stufa
prima di andare a salutare una vicina e gustare un caffé. Quando
è rientrata e ha puntato l’indice sull’interruttore, c’è stato
lo scoppio che ha lesionato il solaio, incrinato i muri
perimetrali e interni di tutto il terzo piano, oltre a
danneggiare seriamente l’intero stabile. Il tenente dei
carabinieri Giorgio Feola e il maresciallo Vincenzo Bianco,
giunti per primi sul posto, hanno subito compreso la gravità
della situazione, facendo sgomberare la palazzina a quell’ora
popolata solo di anziani. Il grave pericolo ha impedito loro di
portare via alcunché. Sono perfino rimasti appesi a balconi e
finestre i panni messi ad asciugare. Grazie alla disponibilità
del dirigente scolastico dell’Istituto professionale sito
proprio di fronte allo stabile lesionato, gli sfollati sono
stati ospitati nella palestra scolastica prima d’essere accolti
dai parenti. Intanto sono sopraggiunti vigili urbani, operai
comunali e vigili del fuoco di Castrovillari, che hanno
recintato e interdetto l’area. Qualche metro cubo in più di
metano avrebbe fatto lievitare di molto i danni. Conseguenze
peggiori avrebbe potuto provocare la deflagrazione in un
alloggio del piano terra. I carabinieri hanno sequestrato la
casa origine dell’esplosione. Nei prossimi giorni il pm di
Castrovillari titolare delle indagini, Sandro Cutrignelli,
ordinerà controlli per i danni alla struttura e l’origine della
fuga di gas. Anche se le condizioni della stufa offrono più di
un indizio. Sotto shock, la sessantaquattrenne ha detto di non
avere avvertito puzza di gas in casa. Il sindaco ha firmato
l’ordinanza di sgombero della struttura. I danni dovrebbero
aggirarsi attorno a qualche centinaio di migliaia di euro. L’Italgas
ha controllato gli impianti, dichiarando che sino al contatore
della casa, sito nel balcone, non sono state riscontrate perdite
di metano o altri problemi.
Domenico Marino |