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Dove
sono i consiglieri provinciali eletti nei nostri collegi, i
consiglieri regionali e i parlamentari? Così difendono il
territorio? Siete stati eletti con i voti dei nostri genitori:
non sottovalutate la nostra richiesta”. Appello amaro e deluso
vergato da quelli che sono ormai conosciuti come i “Ragazzi
dell’antenna”. Un gruppo di ragazzini e signorinelle di Sibari
che da circa un anno lottano con penna, carta e le altre deboli
armi offerte dalla giovane età per evitare l’installazione di
un’antenna di videotelefonia su un’abitazione privata di Sibari,
a poche decine di metri dalla loro scuola Media e da un paio di
asili. L’appello ai politici è inserito in una lettera inviata
al sindaco, al presidente del consiglio comunale, agli
assessori, ai capigruppo, all’assessore provinciale
all’Ambiente, al direttore dell’Asl di Rossano e per conoscenza
al procuratore della repubblica di Castrovillari Baldo Pisani,
che segue il caso e ha deciso il sequestro dell’impianto. I
ragazzi citano impauriti il vertiginoso aumento di morti per
casi tumorali a Rossano, che potrebbero essere legati anche alla
fioritura nel centro abitato ionico di antenne per
videotelefonini. Ma su questa ipotesi finora non esiste alcun
dato certo. Al sindaco e agli amministratori i “Ragazzi” hanno
sarcasticamente scritto: “Abbiamo notato che nel nostro Comune
fra poco ci saranno più antenne che case. Siamo un Comune
all’avanguardia, manca solo il filo spinato per chiuderci
dentro. Ma volete friggerci vivi? Ormai nella Piana di Sibari
non si coltiva niente perché si sono state interratte tonnellate
di ferrite di zinco. I proprietari dei terreni fanno istallare
antenne nella terra e così coprono le spese di tutto l’anno.
Alla faccia della popolazione che giorno dopo giorno
diminuisce”. I “Ragazzi dell’antenna” sono addirittura pronti a
rinunciare alla merenda mattutina e fare una colletta se per
spostare l’antenna serve pagare. Lamentano la scarsa attenzione
dei partiti e ricordano la visita dell’assessore provinciale
all’Ambiente, Luigi Marrello, che però dopo non si è più fatto
sentire. Comportamento analogo, a loro dire, ha avuto
l’assessore comunale Roberto Bruno. In coda, c’è un invito
all’impegno per il sindaco: “Se c'è batta un colpo. Sfoderate il
tricolore e non ci deludete. Pensate alla nostra salute e a
quella dei vostri figli”. Sul caso antenna, il capogruppo di
“Uniti per cambiare” Luigi Adduci ha scritto al dirigente del
settore Urbanistica comunale, e per conoscenza al sindaco e
all’assessore all’Urbanistica. Il diessino chiede i
provvedimenti che il dirigente intende adottare per sanare le
violazioni circa l’istallazione dell’antenna rispetto al
progetto approvato; se quando è stata rilasciata
l’autorizzazione erano stati disposti accertamenti sulla liceità
della costruzione; se la domanda di istallazione è stata
corredata da documenti attestanti la liceità del fabbricato. Al
sindaco Adduci chiede se “intende adottare provvedimenti per
accertare la regolarità della concessione rilasciata all’azienda
“A 3”.
Domenico Marino |