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Il
Demanio marittimo chiede al Consorzio di bonifica “Sibari Crati”
un risarcimento per l’occupazione abusiva del canale Stombi, dal
1991 a oggi. E indica nel Comune di Cassano l’ente giusto per
accertare la somma che dovrà incassare. È il succo di una
lettera inviata a inizio ottobre al Municipio di via Giovanni
Amendola, alla Procura della Repubblica di Castrovillari e per
conoscenza al ministero delle Infrastrutture, dal Demanio
marittimo regionale. Il quale, in pratica, riconosce la
proprietà del canale Stombi, e perdippiù ritiene che il
Consorzio lo abbia occupato abusivamente dalla scadenza (31
luglio 1991) della convenzione stipulata ad hoc tra il
Compartimento marittimo di Crotone e l’allora Consorzio di
bonifica “Media valle del Crati”. E quindi, adesso, chiede il
conto. Ma non dice una sola parola circa la navigabilità del
braccio d’acqua, che pure rimane un elemento fondamentale nella
querelle accesa ormai da mesi. Perché, dalla metà degli anni
Settanta, quando sono stati realizzati i Laghi di Sibari, oltre
che per condurre a mare le acque reflue raccolte dai canali del
consorzio nella Sibaritide, lo Stombi serve anche e sopratutto
per collegare via il porto turistico del villaggio con lo Ionio.
In sostanza la lettera del Demanio sposa la linea tracciata
dalla Procura di Castrovillari, che lo scorso maggio con un
provvedimento del sostituto procuratore Baldo Pisani ha
sequestrato il canale poiché ritenuto insicuro per la
navigazione delle barche da e per i Laghi di Sibari. Dalle
stanze del Palazzo di giustizia castrovillarese non filtra una
virgola sulla lettera del Demanio: il magistrato mantiene
serrate le labbra. A questo punto si attende la quantificazione
della somma da parte del dovuto da parte dei tecnici comunali. E
magari anche la reazione da parte del Consorzio, che però finora
non ha battuto ciglia. Ma anche quando sarà superato questo
ennesimo scoglio, rimarrà il problema più serio e rilevante: la
navigabilità del canale. Alla gente interessa capire se e come
la prossima estate potrà entrare e uscire via mare con le barche
dai Laghi di Sibari senza essere costretto a farle caricare su
costosi carrelli per rilasciarle nello Ionio nel porto di
Schiavonea. Ma su questo “dettaglio” finora non si hanno
notizie. Evidentemente ci si limita ad attendere la risposta del
ministero delle Infrastrutture, a cui il Demanio regionale si è
rivolto a fine ottobre per sapere se questo benedetto Stombi è
navigabile o meno. Anche se non va dimenticato che sino al
dicembre 2003, quando è intervenuta un’ordinanza di blocco
ufficiale da parte dell’Ufficio circondariale marittimo di
Corigliano, le barche lo hanno attraversato tranquillamente,
senza preoccuparsi di nulla e senza che ci si accorgesse di
niente. È molto interessante chiedersi come mai nessuno si
occupa con il necessario vigore della futura navigabilità del
canale. Perché dopo la Conferenza di servizi di metà ottobre nel
Municipio cittadino, non s’è mossa foglia? Si aspetta la
primavera e la stagione diportistica per accorgersi che lo
Stombi è ancora chiuso e quindi per gridare allo scandalo?
Domenico Marino |